Direttive europee per la Pivacy Online

Questo sito WEB usa cookie per gestire l'autenticazione, la navigazione e altre funzionalità, anche di terze parti. Usufruendo del sito, acconsentite che questo tipo di informazioni vengano raccolte e memorizzate sul vostro dispositivo.

Leggi i riferimenti normativi europei sulla privacy online

Avete rifiutato l'utilizzo dei cookies. La vostra scelta può essere modificata in ogni momento.

Avete acconsentito all'utilizzo di cookies. Potete comunque modificare questa impostazione in ogni momento.

Mercoledì, 01 Novembre 2006 11:56

Holst, I Pianeti, op. 32

Vota questo articolo
(0 Voti)

HOLST. I PIANETI, OP.32.

St. Louis Symphony Orchestra, W. Susskind.

SACD OMR UDSACD 4005. ADD. Stereo/Multicanale. 1975.


giudizio artistico: OTTIMO-ECCEZIONALE

Praghese (classe 1913), Walter Susskind, pur meno noto, fa parte di quel gruppo di direttori dell’est europeo attivi in Nordamerica nel secondo dopoguerra (i cui nomi più celebrati sono quelli di Fritz Reiner, Georg Szell, Georg Solti ed Eugene Ormandy) che hanno forgiato con le proprie qualità di concertatori un buon numero di orchestre statunitensi e canadesi. Più cosmopolita dei suddetti (lavora stabilmente in Gran Bretagna e Australia prima di approdare in Canada e negli Stati Uniti), Susskind non ha lasciato grandi tracce nella discografia, ma le sue registrazioni confermano qualità di prim’ordine nell’indagine sulle partiture dovuta in parte anche all’intensa attività come compositore in proprio.

Questo SACD Orginal Master Recording (che ristampa materiale originale Vox) ce lo presenta a capo della St.Louis Symphony Orchestra alla fine del suo incarico come direttore principale in una bella esecuzione de I Pianeti di Gustav Holst.

Si tratta di una lettura di solida e accurata concertazione, contraddistinta da tempi equilibrati e da estrema chiarezza ritmica (ad esempio l’incastro tra le sezioni degli archi all’inizio di Jupiter, traccia 4) che, se non può rivaleggiare con le versioni di riferimento dell’opera, si pone comunque in notevole rilievo in una discografia ampia e titolata. Certo, a tratti si possono evidenziare un po’ di schematismo nel fraseggio (in particolare in Mercurio, dove la chiarezza ricercata dal direttore impedisce alla musica di dipanarsi con leggerezza) e una carenza generale di fantasia ed estroversione che vengono riequilibrate però in parte dalla notevole grinta esecutiva e dall’ottima prova della formazione orchestrale.

A questo riguardo si deve anzi segnalare come questa versione discografica sia superiore all’unica vera rivale ‘audiophile’ incarnata dalla ristampa JVC della registrazione Decca con Zubin Mehta sul podio. Protagonista in questo caso è una Los Angeles Philharmonic afflitta da archi acuti un po’ miseri e da fiati timbricamente disomogenei, che dimostra meno compattezza e solidità della formazione guidata da Susskind.

Una versione quindi di tutto rispetto, che si pone appena al di sotto delle più celebri versioni di riferimento (Karajan con i Wiener Philharmoniker registrazione Decca del 1961, fuori catalogo, e Boult con la London Philharmonic registrazione EMI del 1979, disponibile nella serie Great Recordings of the Century) e affianca, oltre alla già citata incisione guidata da Mehta, la bella esecuzione di William Steinberg con la Boston Symphony Orchestra (DGG Originals) e supera sia l’estroverso, ma poco rifinito Bernstein (New York Philharmonic, Sony), sia il secondo Karajan (Berliner Philharmoniker, DGG Karajan Gold). Se un vero limite alla diffusione di questa registrazione dobbiamo trovare, questo è costituito dall’elevato prezzo d’acquisto quantificabile nel doppio di un normale CD.

Riccardo Cassani


giudizio tecnico: ECCEZIONALE [img]http://forum.audiophilesound.it/images/Symbol1BlackSmall.gif[/img] [img]http://forum.audiophilesound.it/images/Symbol2BlackSmall.gif[/img] [img]http://forum.audiophilesound.it/images/Symbol3BlackSmall.gif[/img] [img]http://forum.audiophilesound.it/images/Symbol4BlackSmall.gif[/img] 5 5 5 5Questa è un di quelle registrazioni analogiche che dovrebbero essere fatte ascoltare obbligatoriamente

a tutti coloro che sono convinti a priori della superiorità della tecnica digitale! Peccato che le note di copertina non illuminino sul set microfonico utilizzato e sul nome del tecnico responsabile di un simile splendore sonoro. Ascoltata nella traccia SACD stereofonica, l’orchestra si presenta dispiegata con estrema ampiezza ed esemplare individuazione delle singole sezioni strumentali. L’ambiente di registrazione è riprodotto con notevole realismo e restituisce la sensazione evidente delle tre dimensioni spaziali attorno ai singoli epifenomeni sonori. L’equilibrio tra restituzione del singolo dettaglio e creazione dell’impasto orchestrale è praticamente ideale, chi scrive vorrebbe ascoltare sempre registrazioni di questa qualità, capaci di far intendere perfettamente gli interventi dei singoli strumenti anche nei passi più complessi senza che si abbia quella sgradevole sensazione di frigidezza tecnologica che contraddistingue le registrazioni artificialmente dettagliate. La prontezza dinamica è emozionante nella sua aderenza e fedeltà alle escursioni dinamiche e, in particolare, alle microdinamiche. Appena posto il dischetto nel lettore ascoltate l’inizio di Marte con attenzione. Sulla destra estrema potrete cogliere i colpi del gong sotto il ribattuto ostinato degli ottoni, ma ponete particolare orecchio a come la registrazione riesca a restituire con fedeltà estrema il mordente d’attacco del suono delle trombe. Forse qualcuno dei suddetti adoratori del digitale potrà sottilizzare che un po’ di profondità di bassi in più la moderna tecnica DSD avrebbe potuto ben restituirne. Potrebbe essere anche vero, ma l’equilibrio timbrico generale unito alla consistenza e prontezza dei bassi offerta da questa registrazione sono più che adeguati allo scopo e, a differenza di altre occasioni, alcuna regolazione estemporanea della frequenza di taglio del subwoofer della mia catena d’ascolto si è resa necessaria.

Riccardo Cassani
Letto 8393 volte
Altro in questa categoria: Corelli, Concerti Grossi. »

Accesso Utente

Utilizzando questo sito si accettano integralmente le norme e le condizioni d'uso in vigore