Direttive europee per la Pivacy Online

Questo sito WEB usa cookie per gestire l'autenticazione, la navigazione e altre funzionalità, anche di terze parti. Usufruendo del sito, acconsentite che questo tipo di informazioni vengano raccolte e memorizzate sul vostro dispositivo.

Leggi i riferimenti normativi europei sulla privacy online

Avete rifiutato l'utilizzo dei cookies. La vostra scelta può essere modificata in ogni momento.

Avete acconsentito all'utilizzo di cookies. Potete comunque modificare questa impostazione in ogni momento.

Venerdì, 20 Ottobre 2017 15:50

Audiophile Sound 163 - ottobre 2017 - Guida all'ascolto: The MDG Sound

guida all’ascolto ‘musicale’

CD allegato ad Audiophile Sound n. 163 - ottobre 2017

The MDG Sound

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tra le tante etichette che affollano il mercato dell’industria discografica internazionale un’azienda particolarmente apprezzata, sebbene non rientri nel panorama delle major ma in quelle più espressamente di “nicchia”, è la tedesca MDG, fondata nel 1978 dai produttori e ingegneri del suono Werner Dabringhaus e Reimund Grimm (da qui si capisce l’acronimo MDG che sta per Musikproduktion Dabringhaus und Grimm), che nel giro di pochissimi decenni si è ritagliata uno spazio tra gli appassionati di musica classica, grazie a un catalogo che mira a far conoscere composizioni e repertori poco battuti dalle altre case discografiche (chi scrive ha avuto modo di apprezzare le sue registrazioni dedicate alla splendida musica da camera di due autori quali Max Reger e Paul Hindemith).

Inoltre, il catalogo della casa di Detmond ha fin da subito dato molta importanza al repertorio organistico, privilegiando autori e periodi contrassegnati dall’uso di grandi organi ospitati in chiese di vaste dimensioni. Chi mastica di registrazioni discografiche sa perfettamente quanto sia difficile fissare il suono dell’organo, soprattutto quelli più grandi dotati di centinaia di canne capaci di spostare masse enormi di aria e di onde sonore all’interno di uno spazio chiuso. Ebbene, le registrazioni della MDG in tal senso (e mi riferisco al grande repertorio organistico soprattutto tedesco e francese presente nel suo catalogo, con le integrali registrate dal grande interprete Ben Van Oosten e dedicate a Widor, Vierne, Guilmant e Lemmens) rappresentano un preciso punto di riferimento sia in termini artistici, sia tecnici.

A proposito di dati tecnici, è interessante conoscere la “filosofia di presa del suono” che è stata applicata fin da subito da Werner Dabringhaus e Reimund Grimm per le loro registrazioni, una filosofia che si può leggere in termini di presentazione nel sito web della MDG, più precisamente alla pagina http://www.mdg.de/frame1e.htm (oltre alla versione in lingua tedesca, vi è anche quella inglese). In sede di presentazione, i due produttori spiegano, tra l’altro, che la «la registrazione ideale è quella in cui la musica deve creare l’impressione spontanea di un’esecuzione concertistica dal vivo e dell’atmosfera speciale che lo accompagna. Poiché le nostre registrazioni si basano quasi sempre su voci umane e/o strumenti classici, che in origine erano intesi come imitazioni della voce umana, il nostro ideale sonoro si concentra sull’equilibrio timbrico naturale, sulla complessiva combinazione tonale armonica e sull’autentica riproduzione del suono individuale di ogni strumento. […]. L’illusione della performance live concertistica dipende anche molto dalla “localizzazione” delle sorgenti sonore nello spazio, e qui i termini chiavi sono “libero”, “tridimensionale” e “realistico”». Un altro aspetto interessante è come Dabringhaus e Grimm affrontano il tema delicato della registrazione partendo dalla microfonatura: «Una volta risolte le problematiche relative al luogo e allo spazio, la produzione di un buon suono deve basarsi sui microfoni. Abbiamo a disposizione diversi tipi di microfoni, ognuno dei quali con le proprie qualità sonore distinte, che devono essere armonizzati con il suono degli strumenti nello spazio di registrazione. Anche la collocazione dei microfoni è importante per la produzione naturale del suono, in quanto devono essere posizionati in modo da far emergere le giuste sfumature in una esecuzione solistica o per compensare gli effetti del “cover up”. L’ideale “purista” di usare solo due microfoni soddisfa raramente le complesse esigenze di una registrazione effettuata con diversi strumenti. Ma non importa quanti microfoni vengano impiegati, poiché è l’impressione del suono naturale ciò che conta e non come questo effetto live sia prodotto. Un suono risulterà buono se suonerà come se fossero stati utilizzati solo due microfoni. Senza usare i cosiddetti dispositivi correttivi quali filtri, limitatori, equalizzatori e risonanza artificiale, raccogliamo direttamente le microonde in un mixer purista da sogno e le passiamo sul segnale stereo controllato da cuffie elettrostatiche, in modo lineare e senza limiti, al convertitore analogico-digitale nell’unità di memorizzazione dalla modulazione a impulsi. Ciò permette di salvaguardare anche le più tenue sfumature del suono. A livello digitale, modifichiamo il nastro qui alla MDG sul nostro editor e senza manipolazioni che possano modificare il suono».

Da qui, quello che può essere definito il “manifesto del suono” voluto e incarnato nelle registrazioni della MDG da parte dei due suoi fondatori, ossia:

  1. Colori naturali nel suono degli strumenti (voci)
  2. Acustica naturale dello spazio sonoro
  3. Riproduzione naturale del gruppo musicale in larghezza e profondità
  4. Equilibrio naturale tra gli strumenti
  5. Dinamiche naturali (differenze di volume) degli strumenti
  6. Flusso musicale naturale dell’esecuzione/riproduzione

Questa “filosofia del suono” rappresenta indubbiamente il marchio di fabbrica dell’etichetta germanica che vanta ormai un catalogo di centinaia di titoli. Di fronte a tali numeri quali incisioni si possono consigliare per farsi un’idea di questa casa discografica che non lascia nulla al caso? Come ho già fatto presente chi fosse interessato al repertorio organistico qui troverà musica per le sue orecchie. Al di là dei compositori di cui ho già accennato, l’appassionato troverà anche l’integrale organistica di Marcel Dupré sempre eseguita magnificamente da Ben Van Oosten, così come l’integrale all’organo di Max Reger (uno degli autori prediletti dalla MDG) eseguita da Rosalinde Haas, e quella del compositore romantico tedesco Josef Gabriel Rheinberger (autore che merita maggiore attenzione, almeno nel nostro Paese), con Rudolf Innig all’organo.

Tra le “chicche” che il catalogo mette a disposizione (ma l’elenco sarebbe veramente lungo), si possono consigliare le opere orchestrali e cameristiche di Norbert Burgmüller, uno straordinario musicista romantico tedesco morto a soli ventisei anni per annegamento e che avrebbe potuto diventare un altro Mendelssohn, autore di due notevoli sinfonie e di quattro quartetti per archi, tutte opere presenti nel catalogo MDG. Inoltre, per gli amanti delle curiosità, il duo pianistico formato da Evelinde Trenkner e Sontraud Speidel ha registrato le trascrizioni, effettuate da Bruno Walter, della prima, seconda, sesta e settima sinfonia di Gustav Mahler per pianoforte a quattro mani. E se volete ascoltare le Ouverture delle opere teatrali più celebri di Gioachino Rossini in un modo del tutto particolare e coinvolgente, affidatevi alla registrazione effettuata dal Consortium Classicum nell’arrangiamento per soli fiati!

Da parte nostra, per dare un “assaggio” di questa prestigiosa etichetta, abbiamo incluso in questo numero di AS un compact disc con ventiquattro tracce provenienti da altrettante registrazioni della MDG, che spaziano dal pianoforte alla cameristica fino alla sinfonica, con le ultime tre tracce che rappresentano un test che sarà gradito da ogni audiofilo che si rispetti, con una dedicata agli applausi, una che non propone alcun suono (utile per tarare la “silenziosità” dell’impianto di ascolto) e l’ultima per verificare il corretto posizionamento dei due canali.

Buon ascolto!

01 Robert Schumann, “Sinfonia n. 4”, op. 120 – Scherzo / Orchestre de Chambre de Lausanne, Christian Zacharias

La Sinfonia n. 4 è la seconda (a livello cronologico) composta da Schumann e fu iniziata il 30 maggio del 1841 (appena dieci giorni prima il compositore aveva terminato la Fantasia per pianoforte e orchestra) e portata a compimento il 9 ottobre dello stesso anno. Il compositore revisionò poi la partitura dieci anni dopo. Lo Scherzo viene squassato dalle ondate degli archi su brillanti interventi da parte dei fiati. Il tema principale [00.01 - 00.54],

che rappresenta un ideale collegamento con il primo movimento, vede trasformato il carattere timbrico e ritmico. Nel Trio centrale, inoltre, ritornano gli arabeschi [00.55 - 01.32]

presenti nella Romanza (secondo movimento).

 

02 Luise Adolpha Le Beau, “Trio per pianoforte op. 14” - Scherzo / Bartek Niziol (violino), Denis Severin (violoncello), Tatiana Korsunskaya (pianoforte)

Famosa pianista, la tedesca Luise Adolpha Le Beau (1850-1927) riscosse un notevole successo anche come compositrice nonostante le diffidenze e i pregiudizi ancora vivi nella seconda metà del XIX secolo nei confronti delle donne che scrivevano musica. Influenzata dalle opere di Chopin, Schumann, Berlioz e Wagner, Luise Adolpha Le Beau scrisse soprattutto opere cameristiche come il Trio per pianoforte, il cui Scherzo è contrassegnato da uno stile brillante [00.15 - 00.53]

ottimamente equilibrato. Anche il Trio, languido e fantasioso [01.10 - 02.05],

denota indubbie influenze della musica francese.

 

03 Wolfgang Amadeus Mozart “Don Giovanni” Aria (Leporello) / Opera Senza

Ecco un meraviglioso esempio di come la musica mozartiana possa essere esaltata con qualsiasi tipo di formazione strumentale, come in questo caso che vede un ensemble di fiati che eseguono l’Aria di Leporello dal primo atto del Don Giovanni (Madamina, il catalogo è questo) [00.40 - 01.30],

con il fagotto che assume il ruolo della “voce” principale”.

 

04 Wolfgang Amadeus Mozart “Così fan tutte” Aria ‘Temerari, sortide fuori di questo loco!’ / Maria Bengtsson (soprano), Orchestre de Chambre de Lausanne, Bertrand de Billy

Quest’aria, presente nel primo atto dell’opera, rappresenta una mirabile gemma delle finezze psicologiche che Mozart sapeva rappresentare con la sua musica [00.34 - 01.17].

Come ha fatto presente lo stesso Werner Dabringhaus in termini di presentazione, ci furono all’inizio diversi problemi in sede di registrazione a causa dei rumori che provenivano dall’esterno della Sala da concerto Métropol di Losanna.

 

05 Antonio Vivaldi “Concerto in re maggiore n. 11, RV 204” Allegro, Armoniosa con strumenti originali, Francesco Cerrato (violino solista e direzione)

Questo concerto, tra i più belli di quelli che appartengono alla celeberrima raccolta de “La Stravaganza”, pubblicata ad Amsterdam intorno al 1715, vede l’Allegro iniziale contraddistinto dall’apertura affidata al suono di due violini soli senza accompagnamento [00.01 - 00.15],

anche se il carattere predominante del violino principale non è mai messo in discussione, anzi viene accentuato da una scrittura improntata a un livello tecnico decisamente esigente [00.30 - 00.54].

Qui, si può apprezzare il famoso equilibrio naturale richiesto da Dabringhaus e Grimm tra lo strumento solista e l’accompagnamento degli archi.

 

06 Petronio Franceschini “Sonata in re maggiore” Allegro, Joachim Pliquett (tromba), Matthias Kühnle (tromba), András Fejér (trombone), Arvid Gast (organo della chiesa di St. Jakobi a Lubecca)

Petronio Franceschini (e non Francescini, come riportato dalle note della MDG) è stato un notevole compositore barocco bolognese, morto ad appena ventinove anni per una polmonite mal curata, noto per alcune opere liriche e per diverse sonate da chiesa, come quella in re maggiore di cui qui ascoltiamo l’Allegro iniziale. Anche questo brano mette in risalto l’assoluta naturalezza dell’equilibrio timbrico tra l’organo della chiesa di St. Jakobi di Lubecca e gli ottoni che dipanano il tema [00.01 - 00.58].

 

07 Anton Bruckner “Locus Iste”, Tschechischer Philharmonischer Chor Brünn, Petr Fiala

La grandezza di Anton Bruckner non risiede solo nel suo mastodontico ciclo sinfonico, ma anche e soprattutto nelle sue opere sacre. Fervente cattolico, il grande compositore austriaco seppe infondere nel suo repertorio tutta la sua fede, come in questo graduale (un canto che appartiene a un passaggio della messa), composto nel 1869 e contrassegnato da un penetrante lirismo romantico [00.13 - 00.55]

in tempo Allegro moderato sul testo “Locus iste a Deo factus est in aestimabile sacramentum irreprehensibilis est”.

 

  1. Joseph Hollman “Sérénade”, Doris Hochscheid (violoncello), Frans van Ruth (pianoforte)

Joseph Hollman è stato un violoncellista olandese vissuto a cavallo tra la seconda metà dell’Ottocento e la prima metà del Novecento, che compose anche alcune deliziose pagine dedicate principalmente al suo strumento, come in questa Sérénade, la cui presa del suono mette in risalto la sapiente disposizione dei microfoni per catturare non solo i due strumenti, ma anche lo spazio sonoro [00.01 - 00.56].

 

09 Ludwig van Beethoven “Sinfonia n. 3 ‘Eroica’ op. 55” Scherzo, Beethoven Orchester Bonn, Stefan Blunier

Questa celeberrima sinfonia del genio tedesco è stata registrata nella Beethovenhalle di Bonn dove ai tempi della Germania Federale si riuniva l’Assemblea generale. Data la vastità dell’ambiente e per ottenere un riverbero del tutto naturale anche qui si è fatto un lavoro certosino nella disposizione della microfonatura [02.08 - 02.52].

 

  1. Georg Philipp Telemann “Concerto in fa maggiore TWV 52 F3” Largo und Allegro, Neue Düsseldorfer Hofmusik, Deutsche Naturhorn Solisten

Ecco un altro esempio di quale attenzione viene posta dalla MDG per effettuare le loro prese del suono. In questo concerto di Telemann, il clavicembalo e i due corni solisti sono stati posti dietro l’accompagnamento orchestrale per ottenere il corretto equilibrio tonale [00.01 - 01.36].

 

11 Frédéric Chopin “Mazurka op. 59/3” Vivace, Jin Ju (pianoforte)

La MDG cerca di ottenere non solo un suono pulito e naturale attraverso le sue prese del suono, ma punta anche a differenziarlo facendo utilizzare ai suoi interpreti, come in questo caso alla pianista Jin Ju, specialista nell’eseguire autori romantici su pianoforti d’epoca, che sta registrando per l’etichetta tedesca le opere della maturità di Chopin con uno Steinway gran coda Manfred von Bürki del 1901, come si può ascoltare nel meraviglioso Vivace della Mazurka op. 59/3 [00.49 - 01.42].

 

12 Hugo Kaun “Quintetto per due violini, viola e due violoncelli op. 28” Scherzo. Vivace, Berolina Ensemble

Il tedesco Hugo Kaun, appartenente alla grande tradizione del tardoromanticismo germanico, lasciò la patria nel 1886 e si trasferì negli Stati Uniti, a Milwaukee, dove divenne un apprezzatissimo docente musicale, oltre a essere un fecondo compositore, con una predilezione per la musica cameristica, testimoniata da questo quintetto che mette in luce una trama brillante e articolata [02.19 - 03.02].

 

13 Max Reger “Tarantella WoO II/12” Robert Oberaigner (clarinetto), Michael Schöch (pianoforte)

A proposito di musica cameristica, come si è detto la MDG ha nel suo catalogo le opere complete cameristiche di Max Reger, oltre all’integrale per organo. Questa Tarantella mette in risalto la capacità trascrittiva del grande compositore e organista tedesco che, partendo da un tema originale, lo trasforma in una continua esplorazione timbrica tra il clarinetto e il pianoforte [00.01 - 00.56].

 

14 Johann Sebastian Bach “Toccata e Fuga in re minore BWV 565” Christoph Schoener (organo)

Che cosa si può ancora dire a proposito di questo immortale capolavoro bachiano? Nulla, se non rimarcare, ancora una volta, la bontà della presa del suono da parte della MDG che l’ha effettuata nella chiesa di St. Michael ad Amburgo, che ospita cinque organi, tre dei quali sono stati suonati da Schoener per registrare la Toccata e Fuga! Si noti il pregevolissimo equilibrio che non porta a saturare il registro acuto e quello grave [00.01 - 01.32].

 

15 Joseph Haydn “Sinfonia Hob. I: 94 (Colpo di timpano)” Andante, Haydn-Philharmonie, Adam Fischer

A detta di Dabringhaus e Grimm, l’incipit dell’Andante della Sinfonia n. 94 di Haydn, il celebre colpo di timpano che fa anche da sottotitolo dell’opera, sarebbe il più fragoroso tra quelli presenti nelle tante registrazioni dedicate a questa sinfonia. Ad ascoltarlo [00.18 - 00.40],

se proprio non è il più potente, in effetti poco ci manca…

 

16 Edvard Grieg “Quartetto per archi n. 2 EG 117” Scherzando, Meccore String Quartet

Il grande compositore norvegese non è stato solo uno dei più grandi cantori della natura, descritta con un sublime lirismo, ma anche un raffinato e ironico cesellatore. Per scoprirlo sotto questo aspetto basta ascoltare lo Scherzando del secondo quartetto per archi, intriso di uno spiritoso senso ritmico [01.32 - 01.57],

ottimamente evidenziato dalla splendida esecuzione del quartetto polacco Meccore String Quartet.

 

17 Johannes Brahms “Sonata n. 2 op. 2” Scherzo. Allegro, Hardy Rittner (pianoforte)

Hardy Rittner ha registrato per la MDG l’integrale pianistica del sommo amburghese, eseguendo la seconda sonata su un meraviglioso pianoforte Flügel costruito da Johann Baptist Streicher nel 1851, ossia all’epoca a cui risale questa composizione, uno strumento, come si può ascoltare nello Scherzo [00.01 - 00.34],

contraddistinto da un sontuoso registro acuto e da un possente registro grave.

 

18 Ottorino Respighi “Rossiniana” Tarantella puro sangue Sinfonieorchester Wuppertal, George Hanson

Tutti i colori, le mille sfumature che Respighi fu in grado di tirare fuori dall’orchestra risaltano in questo celebre brano, l’ultimo dei quattro che fanno parte di “Rossiniana”, che la presa del suono della MDG evidenzia al meglio [00.03 - 00.55],

restituendone la brillantezza, il calore e il magistrale equilibrio tra le sezioni orchestrali.

 

19 Johannes Brahms “Trio op. 8 in si maggiore per pianoforte e archi” (Versione 1889) Scherzo Allegro, Wiener Klaviertrio

Lavoro giovanile che ottenne da subito un notevole consenso, il Trio op. 8 fu sottoposto da Brahms a revisione dopo ben trentacinque anni dalla sua prima stesura, per correggerne alcune ingenuità frutto di comprensibile inesperienza. In questa registrazione, se Stefan Mendl suona uno Steinway D “Manfred Bürki”, David McCaroll suona un violino di Antonio & Giuseppe Gagliano del 1761 e Matthias Gredler un violoncello di Giovan Battista Guadagnini del 1752, capaci di esprimere una notevole morbidezza timbrica [00.01 - 01.30].

 

20 Frédéric Chopin “Préludes op. 28/3” Vivace Yubo Zhou (pianoforte)

La musica pianistica di Chopin non esprime mai un virtuosismo fine a se stesso, ma è sempre in funzione dell’espressività e dell’emozione, come dimostra il terzo Preludio dell’op. 28, qui eseguito dalla pianista cinese Yubo Zhou [00.01 - 00.55].

 

21 Georg Friedrich Händel “Susanna HWV 66” Finale della terza parte Kölner Kammerchor, Collegium Cartusianum, Peter Neumann

Susanna è uno degli oratori che Händel compose durante il periodo inglese, esattamente nel 1748, e prende le mosse dal tredicesimo capitolo del Libro di Daniele della Bibbia. Questa registrazione, in un certo senso, è “storica” per la MDG, poiché è la prima (nel 2001) in cui fu usata la tecnologia 2 + 2 + 2 che contraddistingue la produzione dell’etichetta tedesca e che esalta il concetto si spazialità dell’evento sonoro in modalità tridimensionale [00.01 - 01.08].

 

22 Applausi

Anche questa traccia è stata fissata con la tecnologia 2 + 2 + 2 per evidenziare il rumore delle mani che si espande non solo verso il basso, ma anche ai lati del palcoscenico sonoro e in alto.

 

23 Silenzio

Questa traccia di trenta secondi permette, grazie al silenzio assoluto, di verificare la presenza di fruscii o ronzii nel vostro impianto di ascolto.

 

24 Corretto posizionamento dei canali

A seconda del sistema di riproduzione disponibile, si potrà ascoltare il corretto posizionamento del canale sinistro (1) e di quello destro (2) (Stereo) 3 e 4 (Surround) 5 Centro o in alto a sinistra, 6 subwoofer o in alto a destra.

Andrea Bedetti

Letto 785 volte
Sound and Music Novità Aprile 2016

Le novità di Aprile da Sound & Music

Sound and Music Novità Febbraio 2016

Le novità di Febbraio da Sound & Music

Audiophile Sound a casa tua

Abbonamento: Rivista+CD a casa tua

OFFERTA: Solo 81 Euro (con CD) per 12 numeri invece di 10

Risparmi 27 Euro su acquisto in edicola!!!

CLICCA QUI

Audiophile Sound Digital Edition

Compra l’ EDIZIONE DIGITALE

Solo 3,90 euro (5,90 con il CD)

Risparmia più di 3 Euro per numero!!!

CLICCA QUI

Audiophile Sound Abbonamenti

EDIZIONE DIGITALE

Solo 24 euro (39 euro con il CD)

OFFERTA: per 12 numeri invece di 10

Risparmia fino a 66 Euro sul'acquisto in edicola!!!

CLICCA QUI

 

Accesso Utente

Utilizzando questo sito si accettano integralmente le norme e le condizioni d'uso in vigore