Direttive europee per la Pivacy Online

Questo sito WEB usa cookie per gestire l'autenticazione, la navigazione e altre funzionalità, anche di terze parti. Usufruendo del sito, acconsentite che questo tipo di informazioni vengano raccolte e memorizzate sul vostro dispositivo.

Leggi i riferimenti normativi europei sulla privacy online

Avete rifiutato l'utilizzo dei cookies. La vostra scelta può essere modificata in ogni momento.

Avete acconsentito all'utilizzo di cookies. Potete comunque modificare questa impostazione in ogni momento.

Venerdì, 13 Luglio 2018 16:48

Audiophile Sound 168 - giugno-luglio 2018 - Guida all'ascolto: Danze e Canzoni della musica rinascimentale italiana

guida all’ascolto ‘musicale’

CD allegato ad Audiophile Sound n. 168 - giugno-luglio 2018

Danze e Canzoni della musica rinascimentale italiana

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Quando ascoltiamo e apprezziamo una grande sinfonia dell’Ottocento, come quelle di Beethoven, Schubert e Brahms e restiamo ammirati da come questi compositori sono stati in grado di esaltare il senso ritmico, sia nei tempi veloci che in quelli lenti, non ci rendiamo conto quegli stessi movimenti che formano le loro opere sinfoniche, così come quelli che danno vita ai concerti e alle mirabili opere da camera, sono un retaggio delle antiche danze medievali e rinascimentali, di quei ritmi che sono nati in quelle epoche e che poi la musica successiva, a cominciare da quella barocca, ha utilizzato per dare vita agli Allegro, agli Adagio, ai Grave, ai Presto e così via.

Quindi, dobbiamo ringraziare, oltre che ascoltare, i capolavori della musica rinascimentale, proprio a cominciare dalle danze, se vogliamo comprendere e ammirare la musica successiva. In effetti, la vita sociale del Rinascimento italiano fu continuamente pervasa dalla musica, sia che si facesse nelle corti dell’epoca, sia che fosse suonata e ballata dalle classi più umili. Non dobbiamo dimenticare che le corti dell’epoca rinascimentale, nella penisola italiana, rappresentarono sia lo strumento di governo e di potere, sia il luogo dove viveva il principe con la sua famiglia e la musica seppe risultare utile sia per esaltare la potenza e la forza del sovrano e anche per trasformarsi in un momento di svago e di passatempo. Così, se da un lato il dare vita a fastosi intrattenimenti musicali è un importante fattore di rappresentatività sociale, di promozione dell’immagine del principe e della sua corte, dall’altro il fare musica quotidianamente serve ad alleviare le fatiche della giornata o, al suo opposto, a combattere la noia che le donne aristocratiche dovevano subire, a causa della loro marginale funzione sociale.

La musica rinascimentale è formata da diversi generi, a cominciare, come si è già accennato, da quello che contempla la danza, indispensabile nei momenti di festa e celebrazione. Un altro genere assai importante della pratica musicale cinquecentesca è l’abitudine di eseguire strumentalmente composizioni vocali, una prassi, questa, che si associa di frequente con la tecnica della cosiddetta diminuzione, ossia del procedimento contrappuntistico attraverso il quale un tema musicale, o parte di esso, viene ripresentato con la durata delle singole note proporzionalmente diminuite rispetto a quelle della melodia originale.

Questo bellissimo disco, che vanta una pregevolissima qualità della presa del suono (effettuata, tra l’altro, con microfonatura Neumann, registratore analogico a bobine Studer, diffusori Klipsch e nastri BASF), presenta diciotto brani che riguardano per l’appunto il genere della danza e quello della diminuzione. Per ciò che riguardala danza, ci sono sette pezzi di danza tratti dal Primo libro de' balli (1578) di Giorgio Mainerio (per l’esattezza le tracce 1, 2, 3, 5, 10, 11 e 18), un balletto concertato (traccia 7) tratto dal Libro quarto di intavolatura di liuto (1616) di Pietro Paolo Meli, un’antica Pavana (traccia 14) conservata in un anonimo manoscritto italiano del XVI secolo e tre balli per clavicembalo solo (tracce 9, 12 e 16) tratti dalla Intavolatura di balli d’arpicordo (1618) di Giovanni Picchi. Per ciò che riguarda il genere della diminuzione, la registrazione presenta dei brani tratti da Il vero modo di diminuir (1584) di Girolamo Dalla Casa e dal Tratado de glosas (1553) di Diego Ortiz (tracce 4, 6, 8 e 15). Questi ultimi quattro pezzi ci permettono di comprendere come il padroneggiare con eleganza e facilità la difficile arte dell’ornamentazione melodica, che sta alla base della tecnica della diminuzione, diede modo agli interpreti dell’epoca di evidenziare sia la loro fervida immaginazione, sia la loro indubbia abilità virtuosistica. Un meraviglioso viaggio musicale a ritroso nel tempo, capace di evocare le atmosfere e i gusti di quell’irripetibile periodo storico e artistico, con la presenza dei flauti, cromorni (una sorta di flauto diritto ricurvo), cornetti, cornamuse, dulciane, viole da gamba, liuti, percussioni e clavicembalo.

1 Giorgio Mainerio   Tedescha

Questo brano è una perfetta dimostrazione del senso ritmico di cui la musica rinascimentale è latrice, con un uso delle percussioni [00.01 – 00.30]

sulle quali si aggiungono di volta gli altri strumenti, oltre ai flauti e ai cromorni [00.55 – 01.55].

 

2 Giorgio Mainerio   Pass’ e mezzo della Paganina

Qui le percussioni danno immediatamente il tempo al brano [00.01 – 00.46],

scandendo un ritmo sul quale gli strumenti a fiato elaborano il tema, mentre poi il tempo cambia, lasciando agli strumenti a fiato di elaborare lo stesso tema [01.30 – 02.25].

 

3 Giorgio Mainerio   Ballo Francese

La connotazione di questo ballo è data dagli strumenti ad arco, le viole da gamba, che elaborano un seducente tema [00.01 – 00.40]

sul quale poi si innestano gli altri strumenti [01.04 – 01.58],

a cominciare da quelli a fiato seguiti poi dalle immancabili percussioni.

 

4 Girolamo Dalla Casa   Diminuzioni su Frisque et Gaillart I

Ecco un classico tempo di diminuzione in cui gli strumenti musicali, a cominciare dal flauto, prendono il posto delle voci, elaborando un tema che è per l’appunto “diminuito” [00.01 – 01.30],

in cui subentra un dialogo tra gli strumenti a fiato come lo era stato nella versione originale del brano dove due voci avevano dialogato tra loro.

 

5 Giorgio Mainerio   Ballo Milanese

Si torna alla danza con un ballo cortese, ossia impostato su un tempo lento, che ricorda simbolicamente la pratica del corteggiamento, enunciato dagli strumenti ad arco [00.01 – 00.50],

un antenato di quello che potremmo definire oggigiorno un “lento”.

 

6 Diego Ortiz   Recercada Tercera

Anche questa diminuzione ci fa comprendere come il brano derivi da un’aria vocale [00.01 – 00.57],

probabilmente un lamento di un innamorato che piange del proprio amore incompreso o il ricordo lancinante di un amore ormai finito e consumato dal tempo.

 

7 Pietro Paolo Meli   L’Ardito Gracioso, balletto in tre parti

Brano decisamente affascinante e coinvolgente, che vede la presenza di una vera e propria piccola orchestra, in cui il senso ritmico invita a lasciarsi andare a un seducente balletto [00.01 – 01.05],

in cui si alternano i vari strumenti che elaborano, di volta in volta, il tema conduttore [01.45 – 02.07].

Questi interventi strumentali proseguono fino al termine del brano.

 

8 Girolamo Dalla Casa   Diminuzioni su Susanne un jour

Altra diminuzione e un’atmosfera musicalmente completamente diversa, più amara e riflessiva [00.01 – 00.40],

con la presenza del flauto che prende il posto della voce umana, imitandola perfino negli abbellimenti [00.41 – 01.10],

con l’accompagnamento discreto e allo stesso tempo accorato da parte del clavicembalo.

 

9 Giovanni Picchi   Ballo Ongaro

Ecco un esempio di danza in cui il ritmo viene dato dal registro grave del clavicembalo, ossia dalla mano sinistra [00.01 – 00.50].

Ciò dimostra che si poteva fare musica in ambito sociale anche con un solo strumento, capace di accendere la fantasia e la gioia di chi vi prendeva parte!

 

10 Giorgio Mainerio   Pass’ e mezzo antico, Saltarello

Un altro celebre ballo di Giorgio Mainerio, anch’esso basato su un tema lento [00.01 – 01.05],

in cui vengono a mancare le percussioni e invitando di conseguenza i danzatori a passi misurati, ritmicamente delicati, effettuati saltellando (da qui il nome del ballo stesso, ossia Saltarello).

 

11 Giorgio Mainerio   Schiarazula Marazula

Questo è sicuramente uno dei brani più famosi della musica da danza rinascimentale (ripreso alcuni anni fa, in chiave moderna, da Angelo Branduardi) [00.05 – 00.34],

basato su un ritmo percussivo che diventa nel corso del pezzo sempre più veloce e che vede l’irruzione di nuovi strumenti che rendono il ballo ancora più coinvolgente [01.03 – 01.49].

 

12 Giovanni Picchi   Ballo detto Il Picchi

Ancora la presenza del solo clavicembalo [00.28 – 01.02]

per elaborare questa raffinata danza in cui, ancora una volta, sembra di vedere una fase di corteggiamento in cui ai passi di avvicinamento dell’uomo, si alternano quelli più timidi della donna.

 

13 Adriano Banchieri   La Pomponazza

Il bolognese Adriano Banchieri è passato alla storia per essere stato un fecondo autore di canzonette (il genere più leggero e frivolo dell’epoca), oltre a brani vagamente licenziosi, sebbene fosse un monaco. Questa danza però mostra una qual certa delicatezza formale [00.28 – 00.53],

in cui i protagonisti sono ancora gli strumenti a fiato.

 

14 Anonimo del XVI secolo   Pavana

La pavana, che deriva il proprio nome dalla città di Padova, è una danza di andamento moderato che visse un periodo di gloria tra il XVI e il XVII secolo. Danza aristocratica per eccellenza, trionfò in tutte le corti italiane ed europee; si tratta di una sorta di passeggiata cerimoniale, cui era affidata l’apertura di ogni ballo di corte e poteva persino accompagnare l’ingresso della sposa in chiesa. Basta ascoltare questo brano [00.29 – 01.07]

per rendersene conto.

 

15 Girolamo Dalla Casa   Diminuzioni su Frisque et Gaillart II

L’ultima diminuzione presente in questa registrazione non fa altro che ribadire quanto esposto in quelle precedenti, ossia con uno strumento a fiato che imita il canto della voce umana [00.01 – 01.02],

accompagnato dal suono del liuto.

 

16 Giovanni Picchi   Padoana Ongara

Ancora un’ultima danza per clavicembalo di Giovanni Picchi, ancora più meditativa e lenta di quelle precedenti [00.01 – 00.56]

che rimanda alle sale di corte in penombra dove le dame ascoltavano e accennavano qualche passo di danza, in preda a chissà quali pensieri ed emozioni.

 

17 Anonimo del XVI secolo   El Franzosin

Il ritmo si ravviva con questa danza di anonimo del Cinquecento, che vede dapprima solo la presenza di strumenti ad arco [00.25 – 00.55],

ai quali si uniscono poi le percussioni [00.56 – 01.36].

 

18 Giorgio Mainerio   L’Arboscello, ballo furlano

Si chiude con un ballo trascinante di Giorgio Mainerio [00.01 – 00.53],

che vede ampliare il numero degli strumenti che intervengono [01.10 – 01.40],

prima che l’assolo di cornamusa che si allontana porta alla fine del brano.

 

Andrea Bedetti

Letto 9 volte
Sound and Music Novità Aprile 2016

Le novità di Aprile da Sound & Music

Sound and Music Novità Febbraio 2016

Le novità di Febbraio da Sound & Music

Audiophile Sound a casa tua

Abbonamento: Rivista+CD a casa tua

OFFERTA: Solo 81 Euro (con CD) per 12 numeri invece di 10

Risparmi 27 Euro su acquisto in edicola!!!

CLICCA QUI

Audiophile Sound Digital Edition

Compra l’ EDIZIONE DIGITALE

Solo 3,90 euro (5,90 con il CD)

Risparmia più di 3 Euro per numero!!!

CLICCA QUI

Audiophile Sound Abbonamenti

EDIZIONE DIGITALE

Solo 24 euro (39 euro con il CD)

OFFERTA: per 12 numeri invece di 10

Risparmia fino a 66 Euro sul'acquisto in edicola!!!

CLICCA QUI

 

Accesso Utente

Utilizzando questo sito si accettano integralmente le norme e le condizioni d'uso in vigore