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Giovedì, 06 Febbraio 2020 15:18

Audiophile Sound 177 - febbraio-marzo 2020 - Guida all'ascolto: Musorgskij - Quadri di un'esposizione-Una notte sul Monte Calvo (versione audiofila) In evidenza

guida all’ascolto ‘musicale’

CD allegato ad Audiophile Sound n. 177 - febbraio-marzo 2020

Musorgskij - Quadri di un'esposizione-Una notte sul Monte Calvo (versione audiofila)

 

I meravigliosi colori e la spettacolare resa timbrica dell’arrangiamento orchestrale dei Quadri di un’esposizione effettuato da Maurice Ravel sull’omonima opera pianistica di Modest Musorgskij rappresentano un’occasione unica per quei direttori che vogliono stupire gli ascoltatori e gli spettatori. Non per nulla, fu un famoso direttore d’orchestra della prima metà del Novecento, il russo naturalizzato americano Sergej Kusevickij, a commissionare nel 1922 a Ravel l’orchestrazione della celebre suite pianistica che il compositore russo scrisse nel 1874, con la prima esecuzione della versione orchestrale che avvenne a Parigi, al Théâtre de l’Opéra, il 19 ottobre 1922, ottenendo fin da subito uno straordinario successo.

Musorgskij decise di scrivere il brano per pianoforte per ricordare un suo carissimo amico, il pittore Victor Hartmann, morto nel 1873 a soli trentanove anni; una dolorosa scomparsa che spinse il critico d’arte Vladimir Stasov (che fu il dedicatario dei Quadri di un’esposizione) a organizzare presso l’Accademia delle Belle Arti di San Pietroburgo un’esposizione commemorativa con i dipinti e i disegni dell’artista morto precocemente. Da parte sua, Musorgskij, dopo aver visitato in preda alla commozione la mostra, volle scegliere dieci tra i soggetti di quei quadri come argomento di una suite pianistica alla memoria di Hartmann.

Quasi cinquant’anni dopo, quando decise di accettare la commissione di Kusevickij, Ravel non volle cercare di “migliorare” (come fece invece il fraterno amico di Musorgskij, il compositore Rimskij-Korsakov orchestrando altre sue opere, come Una notte sul Monte Calvo), ma ebbe quale obiettivo quello di esaltare quelle sonorità tipicamente orchestrali che sono presenti nella suite pianistica. Per fare ciò, Ravel puntò su un’orchestrazione a dir poco grandiosa: oltre alla sezione (rinforzata) degli archi, la partitura prevede un ottavino, tre flauti, tre oboi, un corno inglese, due clarinetti, un clarinetto basso, due fagotti, un controfagotto, un sassofono contralto in mi bemolle, quattro corni, tre trombe, tre tromboni, un basso tuba, raganella, una vasta sezione di percussioni, lo xilofono, la celesta e due arpe!

Si è accennato a Una notte sul Monte Calvo (l’altra grande opera di Musorgskij presente in questo CD accluso al numero AS177), che vanta una storia a dir poco complicata, la cui partitura originale è pressoché sconosciuta agli ascoltatori, visto che oggi viene esclusivamente eseguita la versione rivista, in modo discutibile e arbitrario, come si è detto, da Rimskij-Korsakov. Di questo lavoro orchestrale si ha una prima notizia in una lettera del settembre 1860 in cui Musorgskij fece presente al collega Balakirev che si stava per accingere a comporre una nuova opera lirica dove un intero atto sarebbe stato dedicato, testualmente, a «un sabba di streghe, diversi episodi di stregoneria, una marcia trionfale di tutta questa roba, finale - glorificazione del sabba». Dopo una lunga gestazione, sette anni più tardi, l’opera lirica si trasformò in un brano orchestrale, intitolato La notte di S. Giovanni sul Monte Calvo, e che nelle intenzioni di Musorgskij, secondo quando riportò lo stesso Rimskij-Korsakov, avrebbe dovuto essere previsto per pianoforte e orchestra. Dopo la morte dell’autore, Balakirev, da sempre scettico e critico nei confronti di questa pagina orchestrale, decise di farla sparire; ci pensò quindi il solito Rimskij-Korsakov a riprenderla in mano e a modificarla pesantemente, rielaborandola e riorchestrandola, dandole anche un nuovo titolo, ossia Una notte sul Monte Calvo, pubblicandola infine nel 1886 e dirigendola tre anni più tardi a Parigi, facendola conoscere al pubblico occidentale.

Entrando in merito alla Guida all’Ascolto, vediamo come sono concepite queste due celeberrime pagine orchestrali.

Quadri di un’esposizione

01) Promenade - Allegro giusto, nel modo russico; senza allegrezza, ma poco sostenuto

La “passeggiata” (promenade in francese), che Musorgskij effettua per le sale dell’esposizione, viene resa da Maurice Ravel con la tromba solista, con un tema che ha il sapore di una fanfara introduttiva, seguita dagli ottoni, a cui si aggiungono i legni e gli archi [00.03 - 00.45],

e quindi tutti i fiati. Questa Promenade, nel corso dell’opera, viene riproposta per altre tre volte, sempre sottoposta a variazioni che mostrano il mutamento dello stato psicologico di Musorgskij mentre visita l’esposizione con i quadri del suo amico pittore.

02) Gnomus - Sempre vivo

Questo brano, suddiviso in tre sezioni, si riferisce a un quadro che rappresenta un bizzarro schiaccianoci proprio a forma di un repellente gnomo. Nella prima sezione le frasi sono affidate ai legni e agli archi gravi, alternati a note esposte dai corni, e concluse dai violini, dalle viole e dalle percussioni [00.01 - 00.22].

La seconda parte presenta un tema proposto prima dai legni, dagli archi pizzicati, dagli ottoni, dallo xilofono e dai timpani; poi intervengono la celesta, l’arpa, il glissando degli archi con la presenza del clarinetto basso e del corno a sottolineare l’atmosfera in tono grave [00.23 - 01.15].

Dopo una breve ripresa del tema iniziale, si ha la terza sezione affidata a tutti i legni con i corni, l’arpa, i timpani e la grancassa [02.06 - 02.32].

 

 

03) Promenade - Moderato comodo e con delicatezza

La seconda Promenade è abbreviata ed è timbricamente attenuata rispetto alla prima esposizione, ed è affidata al corno alternato con i legni [00.01 - 00.20].

 

04) Il vecchio castello - Andante

Un trovatore intona il suo mesto canto ai piedi di un tetro castello medioevale. Ravel, per dare alla musica una dimensione sognante, quasi sfumata, lontana, puntò sulla ripetitività ipnotizzante delle figure ritmiche e melodiche, con il fagotto seguito dagli archi gravi che introducono il tema con il sassofono contralto [00.01 - 01.08],

cui seguono gli archi, l’oboe, il flauto, il corno inglese, il clarinetto e il sassofono [01.09 - 01.59],

con quest’ultimo che pone fine al brano.

 

05) Promenade - Moderato non tanto, pesante

Qui la Promenade viene riproposta con un tono più deciso. All’entrata della tromba solista, che viene sostenuta dai legni bassi, segue poi con forza tutta l’orchestra [00.01 - 00.17].

 

06) Tuileries (Dispute d’enfants après jeux) - Allegretto non troppo, capriccioso

Questo quadro rappresenta il famoso parco parigino, dove i bambini giocano osservati dalle loro bambinaie. I giochi dei bimbi vengono resi agilmente dal timbro dei legni e degli archi [00.13 - 00.25],

con la parte centrale del brano in cui svettano il flauto e il clarinetto con il sostegno dei violini [00.26 - 00.40].

 

07) Bydlo - Sempre moderato pesante

Il bydlo è il caratteristico carro contadino polacco, solitamente trainato da una coppia di buoi e il quadro mostra il suo incedere faticoso con una melodia affidata alla tuba, che viene accompagnata da un ritmo ostinato degli archi gravi [00.01 - 00.31].

Nella parte centrale del brano il tema passa a tutta l’orchestra con un importante ruolo delle percussioni [01.46 - 02.25],

mentre nella ripresa il tema viene esposto dai legni.

 

08) Promenade - Tranquillo

In questo caso, la “passeggiata” ha un compito di raccordo tra il quarto e il quinto quadro dell’esposizione, con Ravel che utilizza ampiamente i legni, i corni e gli archi [00.01 - 00.29].

 

09) Balletto dei pulcini nei loro gusci - Scherzino. Vivo leggero

Questo acquarello di Hartmann illustra i costumi per un balletto di bambini travestiti da pulcini che uscivano dal guscio di grandi uova, con l’orchestrazione di Ravel che rappresenta un sapiente e riuscitissimo gioco rappresentato dallo “zampettare” e dal “pigolare” degli accordi. Nella prima sezione del brano si presentano i legni, sostenuti dagli archi pizzicati [00.01 - 00.15];

nel Trio centrale intervengono anche i corni, la celesta e il tamburo [00.32. - 00.54],

mentre nella seconda parte si aggiungono efficacemente il triangolo e i piatti.

 

10) Samuel Goldenberg und Schmuyle - Andante

Questo sesto quadro fu costruito da Musorgskij (e potenziato da Ravel) sulla caratterizzazione musicale e sul dialogo di due ebrei polacchi, il ricco Samuel Goldenberg e il povero Schmuyle. Il primo viene raffigurato con un perentorio tema ebraico affidato ai legni e agli archi [00.01 - 00.38],

mentre il povero Schmuyle viene tratteggiato da una tremolante e lamentosa melodia con il suono sconsolato di una tromba accompagnata dalle note basse dei legni [00.39 - 01.09].

Nell’ultima parte, invece, si mescolano le due figure con il raddoppio delle trombe (che incarnano Schmuyle) sugli accordi dati dai violoncelli e dai contrabbassi (che raffigurano Samuel Goldenberg) [01.20 - 01.50].

 

11) Limoges: Le marché - Allegretto vivo sempre scherzando

Questo dipinto descrive un’immaginaria e animata conversazione tra popolane in mezzo alle bancarelle di un affollato mercato. Nella prima parte del pezzo i corni introducono un dialogo vivacissimo tra gli archi e i fiati (il conciliabolo delle popolane) [00.01 - 00.16],

mentre nella seconda parte il chiacchiericcio prosegue attraverso un sapiente gioco strumentale con una cospicua presenza delle percussioni [00.17 - 00.45].

La chiusura del quadro è data, infine, da tutta l’orchestra.

 

12) Catacombae: Sepulchrum Romanum - Andante non troppo con lamento

Questo schizzo ritraeva lo stesso pittore Hartmann con un amico, l’architetto Kenel, nelle catacombe di Lutetia, l’antica Parigi, circondato da pareti piene di teschi, che vengono descritti macabramente dal lento incedere degli ottoni [00.01 - 00.50].

 

13) Con Murtuis in Lingua Mortua - Adagio

Questo brano, reso da un clima drammaticamente funereo, dà l’occasione a Musorgskij di ricordare ancora l’amico scomparso, e viene reso dai tremoli degli archi, mentre i legni e i contrabbassi ripropongono il tema della Promenade [00.01 - 00.48],

che simbolicamente è l’autoritratto di Musorgskij.

 

14) La cabane sur des pattes de poule - Allegro con brio, feroce

Questo disegno di Hartmann mostrava un orologio a forma di Baba-Yaga, la strega protagonista di molte fiabe russe che mangia solo ossa umane dopo averle pestate nel mortaio (questa azione viene orchestrata benissimo da Ravel con le percussioni [00.01 - 00.13]).

Dopo quest’introduzione percussiva, data dai legni gravi, dagli archi, dal timpano e dalla grancassa, fa irruzione il tema che è affidato prima ai corni e alle trombe e poi agli archi pizzicati [00.24 - 01.06].

La parte centrale vede il mormorio dei flauti che sostengono il tema affidato al fagotto, il cui sviluppo viene enunciato dall’arpa, dalla celesta, dallo xilofono, dai legni e dagli archi [01.09 - 01.56].

La coda del brano, che descrive il volo della strega, conduce direttamente all’ultimo quadro.

 

15) La grande porta di Kiev - Allegro alla breve. Maestoso. Con grandezza

L’ultimo quadro è un tributo a un progetto architettonico dello stesso Hartmann per una struttura in stile russo antico, che avrebbe dovuto sostituire le vecchie porte di legno di Kiev e la magniloquenza del progetto, simbolo di una Russia epica ed eroica, viene musicalmente resa da Ravel grazie a un grandioso trattamento orchestrale. La sezione principale viene dapprima enunciata dagli ottoni e dai legni, cui si unisce tutta la massa orchestrale [00.00 - 00.56],

mentre la seconda sezione, alternativa alla prima, viene raffigurata come un corale ortodosso tratteggiato dai legni [00.57 - 01.28].

I rintocchi della campana, corroborata dai corni, dalla tuba, dalle percussioni e dagli archi, introducono il progressivo ingresso di tutta l’orchestra [02.37 - 03.24]

che pone fine al brano con il gong in controtempo [04.35 - 05.10].

 

 

Una notte sul Monte Calvo

16) Come si è già detto, Rimskij-Korsakov, dopo la morte dell’amico Musorgskij, modificò pesantemente questo brano, suddividendolo in sei episodi e aggiungendo un finale sereno dopo l’Allegro feroce. I sei episodi da lui concepiti sono:

- Suoni sotterranei di voci sovrannaturali [00.01 - 00.31]

- Apparizione degli spiriti delle tenebre e di Satana [01.45 - 02.15]

- Trionfo di Satana e “Messa Nera” [02.35 - 03.05]

- Sabba [04.30 - 05.15]

- Suono della campana che disperde gli spiriti delle tenebre [06.26 - 06.43]

- Sorgere del giorno [08.25 - 09.15]

Anche in questo caso l’orchestra è nutrita, con le percussioni che includono con i timpani anche i piatti, la grancassa e perfino il tam-tam, che viene chiamato in causa nei momenti di climax timbrico.

Andrea Bedetti

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