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Sabato, 30 Gennaio 2021 12:06

Audiophile Sound 180 - Guida all'ascolto: Ernest Ansermet e la magia del balletto In evidenza

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Guida all’ascolto ‘musicale’

CD allegato ad Audiophile Sound n. 180 - primavera 2021

Ernest Ansermet e la magia del balletto

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

A chi mi chiede da dove cominciare l’ascolto della musica classica, affinché si abitui e possa amare questo genere musicale, io consiglio sempre di farlo partendo dai capolavori della musica per balletto. Questo per un semplicissimo motivo, perché la musica per balletto aiuta a focalizzare meglio, d’acchito, ciò che si sta ascoltando, mettendo a fuoco il fluire della musica, visualizzando ciò che la musica stessa racconta. D’altronde, la musica per balletto, oltre ad essere accattivante fin dal primo ascolto, e non potrebbe essere altrimenti, coniuga la fase di ascolto con quella di poter seguire come i ballerini rendono con la loro gestualità e i loro movimenti lo svolgersi dell’azione scenica. E anche quando viene a mancare l’apporto visivo, ossia ascoltando la musica per balletto su disco, l’ascoltatore basta che conosca la traccia, la storia, la narrazione di ciò che sta ascoltando per poter sempre visualizzare idealmente la musica stessa, poiché gli effetti orchestrali, il senso ritmico, l’espressività chiara e distinta che si coglie dal fraseggio, permettono di avere un ascolto “guidato”, proprio come facciamo di volta in volta su AS con questa “Guida all’ascolto” dedicato al CD accluso.

E stavolta si tratta di una registrazione veramente eccelsa, sia da un punto di vista artistico, sia da quello tecnico, visto che riguarda una celeberrima incisione effettuata dal grande direttore svizzero Ernest Ansermet alla testa della Orchestra Of The Royal Opera House, che presenta alcune pagine di celebri musiche per balletti come Lo schiaccianoci di Čajkovskij, La Boutique Fantasque su musiche di Rossini e Respighi, Coppélia di Delibes e Giselle di Adam, con la fantasmagorica ripresa del suono effettuata dal leggendario Kenneth Wilkinson della Decca per la RCA (la prima stampa dello LP viene venduta per diverse centinaia di euro sul web).

Se dello Schiaccianoci ci siamo occupati già in passato sulle pagine di AS, bisogna dire qualcosa sulle altre opere che Ansermet registrò nel gennaio del 1959 nella Kingsway Hall di Londra con la compagine inglese.

La composizione de La Boutique fantasque (ossia La bottega magica) è davvero curiosa e merita di essere raccontata. Nel 1918 Diaghilev e i suoi famosi Ballets russes furono invitati a esibirsi all’Alhambra Theatre di Londra, situato a Leicester Square, un luogo del sapere (prima, infatti, si chiamava “Royal Panopticon of Science and Arts”) che poi si era trasformato in uno spazio riservato al divertimento cittadino. Così, nel teatro trovarono posto anche spettacoli di circo, di varietà, di balletto, e fu così che al direttore del tempo, Andre Charlot, venne l’idea di portare sulla scena uno spettacolo della famosa compagnia di Diaghilev. Dopo aver tentato invano di coinvolgere Debussy e Ravel, il progetto giunse in porto con La Boutique fantasque di Respighi, basato su musiche di Gioachino Rossini, un balletto spettacoloso e coloratissimo con le scene di Léonide Massine, che ne fu anche coreografo e interprete. Il soggetto è un vero e proprio “cartone animato”: di notte in un negozio di giocattoli le bambole si animano e si danno al divertimento, ballando allegramente. Ma il cattivo giocattolaio separa, vendendoli a diversi acquirenti, una coppia di innamorati (un ballerino e una ballerina di cancan) che alla fine verrà salvata grazie alla rivolta delle altre bambole.

Coppélia, ou la Fille aux Yeux d’Email (Coppélia o La ragazza dagli occhi di smalto) è un balletto basato sulle musiche di Léo Delibes, gloria dell’Ottocento francese, che fu rappresentato per la prima volta all’Opéra di Parigi, il 25 maggio 1870, con la giovanissima Giuseppina Bozzacchi nel ruolo dell’étoile, più precisamente di una bambola meccanica. Il balletto ebbe fin da subito un grandissimo successo, ma le sue repliche furono bruscamente interrotte sia a causa della guerra franco-prussiana e del successivo assedio di Parigi del 1870-71, sia per l’improvvisa scomparsa della Bozzacchi, morta di vaiolo proprio nel giorno del suo diciassettesimo compleanno.

Infine, non c’è da stupirsi se Giselle, con musiche di Adolphe-Charles Adam, viene considerato uno dei più grandi balletti classici; artefice di questo capolavoro fu il famoso scrittore francese Théophile Gautier, profondamente affascinato dalla leggenda delle Villi, gli spiriti della tradizione slava e grande ammiratore di una delle più grandi ballerine dell’epoca, Carlotta Grisi. Così, nel 1841, decise di iniziare a scrivere di suo pugno un balletto intitolato Les Wilis. Per mettere in pratica il progetto, Gautier chiese aiuto al drammaturgo Jules-Henri Vernoy de Saint-Georges, con il quale redasse a quattro mani il libretto definitivo, che fu accettato dall’Opéra parigino. Per comporre le musiche, la scelta cadde su quello che veniva considerato al tempo il maggiore specialista in balletti, per l’appunto Adolphe-Charles Adam, il quale musicò Giselle in soli otto giorni. Il balletto debuttò all’Opéra il 28 giugno 1841, con Carlotta Grisi, che compiva 22 anni proprio quel giorno, e con Lucien Petipa nel ruolo di Albrecht.

Ecco, le vicende, le storie che questi balletti incarnano vengono meravigliosamente narrate da Ansermet e dalla compagine londinese in questa immortale registrazione di cui andiamo a vedere, una per una, le quindici tracce che la compongono.

 

Tchaikovsky - The Nutcracker Suite

01) March

In questa registrazione Ansermet non presenta tutta la Suite orchestrale dello Schiaccianoci, ma elimina l’Ouverture-miniature iniziale, partendo direttamente dalle Danze caratteristiche (eliminando anche la Danza russa).  Quindi, abbiamo subito la Marche (Tempo di marcia viva) contrassegnata da singolari e geniali soluzioni sonore, che sembrano quasi anticipare quelle tipiche di Prokof’ev. A cominciare dal celeberrimo incipit dato dalle trombe, dai corni e dai clarinetti, cui si contrappone un delizioso andamento scherzoso e saltellante dei violini, contrappuntati dai pizzicati dei contrabbassi [00.01 - 00.26].

Vi è poi un secondo, brevissimo tema, basato sulla rapidità del fraseggio che passa dai legni agli archi [00.27 - 00.40],

prima che faccia di nuovo la sua comparsa il tema originale. Al centro del brano Čajkovskij pone un brillante Trio, basato su un disegno che flauti e clarinetti da una parte e archi dall’altra si scambiano ripetutamente [01.06 - 01.20].

 

02) Dance Of The Sugar Plum Fairy

Anche qui la maestria orchestrale del compositore russo non viene a mancare: un delicato e trasognato pizzicato degli archi [00.01 - 00.08]

precede il suono cristallino e sottile della celesta [00.09 - 00.30]

al quale si contrappone il timbro cupo e misterioso del clarinetto basso [00.31 - 00.39].

 

03) Arabian Dance

La Danse Arabe è contraddistinta da indovinatissime mezze tinte e vede gli archi in sordina dare vita a un’idea musicale proposta poi dai legni e dai violini accompagnati da un leggero fremito ritmico del tamburino [00.01 - 01.07]:

qui Čajkovskij impiega e adatta ingegnosamente una ninna-nanna di tradizione georgiana [02.25 - 03.05].

 

04) Chinese Dance

La successiva Danse Chinoise inizia con un azzeccato assolo dei flauti e dell’ottavino su una base proposta dai fagotti, con la risposta degli archi in pizzicato e di tutta l’orchestra [00.01 - 00.35],

compresa l’originale voce del glockenspiel [00.36 - 01.05]

sino alla conclusione che avviene su un rapido crescendo.

 

05) Dance Of The Toy Flutes

La Danse des mirlitons è sicuramente la pagina più originale della Suite e propone l’uso evocativo di tre flauti che imitano il suono nasale di questi strumenti popolari infantili, simili a rozzi flauti traversi [00.01 - 01.13].

Sopraggiunge poi un secondo tema, basato su un accompagnamento degli ottoni e delle percussioni, che richiama un’idea popolare, la quale è dapprima affidata a due trombe, raddoppiate poi da violini e viole [01.14 - 01.40].

Infine, questa idea viene ripresa dai tre flauti per ritornare al primo tema.

 

06) Waltz Of The Flowers

Questo valzer rappresenta il brano più noto della Suite ed è un vero e proprio saggio di bravura di un compositore in grado di plasmare perfettamente i timbri orchestrali. Tutto il brano si basa sull’idea tematica generatrice; idea che prende avvio con la calibrata presenza di oboi, clarinetti, fagotti e corni [00.01 - 00.18],

cui segue la delicata cadenza dell’arpa [00.19 - 00.55].

Segue un delizioso cantabile enunciato dai quattro corni cui risponde l’intervento del clarinetto [01.00 - 01.30].

A questo punto, intervengono gli archi con l’inserimento dei legni [01.31 - 02.00].

Subentra poi un terzo tema, esposto dal flauto e dall’oboe [03.01 - 03.29],

a cui fa seguito l’ammaliante intervento dei violoncelli e delle viole che porta alla ripresa del tema precedente, questa volta affidato ai violini col raddoppio del flauto e del triangolo [03.30 - 04.20].

Infine, si ritorna alla frase iniziale dei corni in mezzoforte che porta alla conclusione del brano [04.22 - 04.50].

 

 

Respighi / Rossini - La Boutique Fantasque

07) Tarantella

Dei sette brani che compongono questo balletto, Ansermet ne presenta tre; si comincia con la Tarantella, contrassegnata da un’esplosione gioiosa e spumeggiante, ma allo stesso tempo controllata affinché non possa scadere nella trivialità popolaresca, cui partecipa tutta l’orchestra contrassegnata dalla presenza delle varie percussioni che forniscono l’incedere altamente ritmico [00.01 - 01.18].

 

08) Andante Mosso

Brano squisitamente elegiaco, questo Andante è perfettamente bilanciato tra gli archi, i fiati e il delicato rintocco del triangolo [00.01 - 01.34].

 

09) Can Can

Questo brano non ha nulla da invidiare ai can can di Offenbach, anche se risulta essere, grazie ai violini e alle percussioni, molto più ironico e sbarazzino! [00.01 - 01.07].

 

Delibes - Coppélia

10) Act 1: Introduction And Mazurka

La bellezza di questo brano è dato dalla Mazurka che nella vicenda del balletto viene danzato dagli abitanti del villaggio dove si dipana la vicenda tra Coppélia, Franz e Swanilda. Tutto il brano è costituito dal fascino di un ritmo che, da rapinoso, muta in suadente e ammaliante [00.01 - 00.56],

coinvolgendo tutte le sezioni dell’orchestra.

 

11) Introduction And Waltz

In questo brano si esalta tutta la maestria di Delibes nel ruolo di orchestratore, dimostrando che non ha nulla da invidiare a un genio come Cajkovskij. Il tema iniziale è dato dall’oboe che dipana una melodia incantata cui risponde il flauto [00.01 - 00.50],

che muta poi in un soave valzer in cui predominano gli archi [00.55 - 01.31].

 

12) Czárdás

La csárdás è una danza popolare ungherese, contraddistinta da un’introduzione lenta e da un finale dal ritmo incalzante e frenetico. Il suo termine deriva dall’ungherese csárdás che significa “dell’osteria”, poiché era un ballo che veniva danzato proprio nelle osterie magiare. Qui Delibes la riprende fedelmente fin dall’introduzione in cui dominano gli archi [00.01 - 00.52],

per poi dipanarsi in un vivace fraseggio orchestrale [01.20 - 02.14],

che porta a un vorticoso finale.

 

13) Act 2: Valse De La Poupée

Questo valzer prende avvio quando Swanilda scopre che Coppélia non è altro che una bambola meccanica e quindi, per la gioia, decide di metterla in azione, facendo sì che Coppélia danzi questo valzer sotto l’occhio deliziato della stessa Swanilda [00.01 - 00.58].

 

Adam - Giselle

14) Act 1: Introduction And Waltz

Tutta la delicatezza della triste vicenda di Giselle che culmina con la sua morte alla fine del primo atto del balletto, è delineata perfettamente in questo brano, in cui dapprima il violino e l’oboe, che simboleggiano da una parte la stessa Giselle e dall’altra l’innamorato principe Albrecht, dialogano incessantemente [00.01 - 01.06].

È poi l’intera orchestra a tratteggiare il secondo tema che si dipana per il resto del brano, portando al valzer vero e proprio [01.59 - 02.46].

 

15) Act 2: Pas De Deux And Variations

Il brano in questione evoca uno dei duetti più celebri di tutta la storia del balletto e vede protagonisti il fantasma di Giselle e Albrecht, prima che il destino impietoso li separi per sempre. Tutta la mestizia e la commozione vengono descritte dal violoncello che tratteggia una linea purissima [00.33 - 01.12],

cui segue l’alternarsi dei colori orchestrali, sempre tratteggiati da mille sfumature timbriche [02.10 - 02.45].

Andrea Bedetti

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