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Lunedì, 13 Settembre 2021 14:07

Audiophile Sound 182 - Guida all'ascolto: Ernest Ansermet dirige Il lago dei cigni In evidenza

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Guida all’ascolto ‘musicale’

CD allegato ad Audiophile Sound n. 182 - autunno 2021

Ernest Ansermet dirige Il lago dei cigni

 

 

 

 

 

 

 

 

Nei numeri precedenti di AS abbiamo già avuto modo di presentare, con altre opere, alcuni brani di quello che è considerato unanimemente il più famoso balletto della musica romantica, Il lago dei cigni, ossia il primo dei tre balletti di Pëtr Il’ič Čajkovskij, che fu composto tra il 1875 e il 1876. Nella prima versione originale dell’opera, la coreografia fu curata da Julius Wenzel Reisinger, ma ormai da diversi decenni la maggior parte delle compagnie di danza basano l’allestimento sia dal punto di vista coreografico, sia da quello musicale sulla celeberrima versione che il geniale coreografo Marius Petipa e il compositore Lev Ivanov, con l’aiuto fondamentale del maestro di cappella dei Teatri Imperiali, Riccardo Drigo. presentarono la prima volta il 15 gennaio 1895 al Teatro Imperiale Mariinskij a San Pietroburgo per il  Balletto Imperiale.

Facendo un passo indietro nella storia, è bene ricordare che la prima rappresentazione de Il lago dei cigni ebbe invece luogo al Teatro Bolshoi di Mosca il 20 febbraio 1877, con la coreografia curata per l’appunto da Julius Wenzel Reisinger, basandosi sul libretto scritto da Vladimir Petrovic Begicev, all’epoca direttore dei teatri imperiali di Mosca. Reisinger fu l’artefice della pessima accoglienza che il capolavoro di Čajkovskij ricevette fin dalla primissima rappresentazione; questo perché il coreografo fece addirittura dei tagli e delle manomissioni alla partitura originale, oltre ad allestire in modo scadente le scene, lasciando a ballerini dotati per giunta di scarsa personalità, il compito di improvvisare variazioni e passi. Ebbene, il risultato fu a dir poco deludente.

Eppure, nonostante fosse stato accolto come un solenne fiasco, il balletto fu  riproposto per un numero totale di quarantadue allestimenti e fu solo due anni dopo la morte del compositore, nel 1895, che Il lago dei cigni passò nelle mani di Marius Petipa e del suo assistente Lev Ivanov. Petipa curò il primo e il terzo atto, mentre Ivanov curò gli atti bianchi (nel genere del balletto vengono così definiti quelle sezioni di un balletto nel quale dominano personaggi fantastici ed eterei), il secondo e il quarto. Questa volta, il balletto fu accolto trionfalmente, facendo sì che Il lago dei cigni entrasse a pieno diritto nel repertorio dei teatri pietroburghese e moscovita.
L’orchestra per Il lago dei cigni è davvero imponente e composta, oltre che dalla sezione degli archi, da due flauti, due oboi, due clarinetti, due fagotti, quattro corni, due cornette, due trombe, tre tromboni, una basso tuba, una serie di timpani, triangolo, tamburello, nacchere, rullante, piatti, grancassa, gong, xilofono e arpa, ma a causa delle varie interpolazioni, dei tagli e dei vari riarrangiamenti che la musica subì dopo la morte di Čajkovskij, è tuttavia arduo stabilire con certezza quale fosse l’organico originale, senza contare che la posizione di alcuni brani sono ancora argomento di dibattito.

Ma di che cosa parla Il lago dei cigni? Ecco un breve riassunto della trama.

Nel primo atto, l’azione inizia nel giardino del castello della regina madre. Il principe Siegfried viene festeggiato dagli amici per il compimento della maggiore età: la madre lo sollecita a scegliersi una fidanzata tra le fanciulle che parteciperanno al ballo del giorno seguente. La festa prosegue con l’avvicendarsi delle varie danze e l’arrivo di un buffone. Siegfried, assorto nei propri pensieri, si reca sulle rive del lago seguito da Wolfgang, il suo tutore. Appare un gruppo di cigni in volo e il giovane, desideroso di cacciarli, si inoltre nel bosco con una balestra, nonostante le preghiere di Wolfgang, che cerca di dissuaderlo.

Il secondo atto vede la scena aprirsi sulla riva del lago, dove vi giungono i cigni. Appena toccata la sponda lacustre, i cigni si mutano magicamente in altrettante fanciulle e danzando circondano Siegfried. Odette, la più bella, gli narra di essere insieme con le sue compagne vittima dell’incantesimo di Rothbart, il genio del male. Esse sole in quel luogo possono rientrare in possesso delle loro sembianze umane e soltanto l’amore di un giovane che non si sia mai promesso ad alcuna riuscirà a spezzare il malvagio sortilegio. Il principe, affascinato dalla bellezza della ragazza, giurandole amore eterno, la invita al ballo dell’indomani per presentarla a tutti come la sua fidanzata. Odette afferma di non poter apparire in pubblico, se non quando l’incantesimo non sarà sciolto altrimenti la vendetta del mago Rothbart sarà letale per gli altri cigni. Intanto il perfido stregone ha assistito alla scena nascosto nel buio e medita come rendere inoffensivo il giovane principe.

Nel terzo atto, la scena prende il via nella sala da ballo del castello. Gli ospiti fanno il loro ingresso e le fanciulle aspiranti alla mano del principe sfilano esibendosi in alcune danze (danza spagnola, tarantella, mazurka, csardas, valzer). All’improvviso appare un misterioso cavaliere accompagnato da una giovane vestita di nero: ella è Odile, la figlia di Rothbart, che spacciandosi per Odette lo seduce con l’inganno. Così Siegfried, seppure inconsapevolmente, ha tradito il suo giuramento e Rothbart gli annuncia la morte ormai prossima di Odette. Il giovane sconvolto corre verso il lago per cercare la fanciulla.

Nel quarto e ultimo atto, i cigni danzano aspettando l’arrivo di Odette che, una volta giunta, le informa del tradimento del giuramento di Siegfried. Quest’ultimo, raggiunta la fanciulla, le spiega di essere stato vittima di un inganno, ottenendone infine il perdono: la forza dell’amore è più forte di quella del male. Ma Rothbart scatena una terribile tempesta e i due giovani scompaiono nelle acque del lago.

Nel 1882, anche per cercare di far accettare la partitura del balletto,  Čajkovskij volle trarne una Suite orchestrale in sei parti, suddivise in La visione, il Valzer, la Danza dei cigni, Scena: Il maleficio, la Danza ungherese e la Scena finale. Quella che invece presentiamo ai nostri lettori è la leggendaria versione orchestrale con gli highlights del balletto, per un totale di quindici brani, che il grande direttore elvetico Ernest Ansermet registrò per la Decca nel novembre del 1958 alla Victoria Hall di Ginevra con i membri dell’Orchestre de la Suisse Romande, prodotta da James Walker e con la presa del suono effettuata da Roy Wallace, considerata una delle più strepitose incisioni audiofile del periodo d’oro dell’analogico.

Andrea Bedetti

 

  1. 01. Introduction (Moderato Assai) -Act 1 No. 1 Scene (Allegro Giusto)

La Suite prende le mosse con il principe Siegfried e i suoi amici che andati a caccia nel bosco, giunti un riva al lago, sono testimoni di una straordinaria visione, quella che vede protagonista una bellissima fanciulla, ricoperta di piume di cigno, la quale entra nella radura, portando in testa la corona di regina dei Cigni. La musica è portatrice di un dramma profondo e misterioso, enunciata nella tonalità minore dalla malinconica melodia dell’oboe [00.13 - 00.24],

che viene ripetuta, per accentuarne la drammaticità, dai corni e da tutta l’orchestra [04.42 - 05.37],

la quale spinge l’ascoltatore a chiedersi: chi è quella bellissima e misteriosa giovane?

 

  1. Act 1 No. 2 Valse

Al castello si festeggia con un ballo la maggiore età del principe Siegfried, il quale dovrà scegliere la futura sposa tra le ragazze presenti al ballo. Il valzer di  Čajkovskij si rifà alla concezione dei celebri valzer straussiani, costituiti da una serie di temi musicali. Sono ben otto quelli che fanno parte di questo valzer. Nella sequenza di questi temi, il compositore russo alterna melodie in tonalità maggiore [00.49 - 01.17]

[04.12 - 04.52]

[05.37 - 06.40]

con melodie in tonalità minore [00.20 - 00.38]

[01.18 - 01.48]

[03.00 - 03.59],

conferendo così al brano un aspetto e un andamento decisamente ambiguo.

 

  1. Act 1 No. 8 Danse des Coupes (Tempo di Polacca)

Nell’alternarsi delle danze al castello in onore di Siegfried [00.20 - 00.45]

spicca questa Danse des Coupes in cui la proverbiale capacità di orchestrazione da parte di Čajkovskij si esalta, come si può ascoltare nel passaggio in cui interviene argutamente lo xilofono, che gioca con i legni [01.37 - 01.52].

 

  1. Act 2 No. 10 Scene (Moderato)

Questo brano è il più breve, ma più intenso, che accompagna la visita di Siegfried nel bosco, scoprendo la bellezza incantevole di Odette, il cui tema principale viene scandito dal ritmo dell’oboe e del flauto [00.04 - 00.52],

cui segue un secondo tema sorretto ed enunciato dagli archi [01.15 -  01.45].

 

  1. Act 2 No. 13 Danse des Cygnes

La tensione emotiva del brano precedente viene smorzata, addolcita dalla melodia cantabile di questa danza [01.25 - 01.57],

che vede impegnati i cigni che circondano  Odette e che lasciano ulteriormente attonito Siegfried. Ma ecco che l’atmosfera cambia risolutamente nel momento stesso in cui, annunciato da un pizzicato dell’arpa, entra in scena Odette con tutta la sua grazia e il suo fascino, con il tema delicatissimo che viene enunciato da un assolo di violino [03.47 - 04.50].

Ed è lo stesso violino che ci fa “vedere” le evoluzioni della fanciulla con il tema da assolo successivo [05.09 - 05.49],

per poi tornare al primo tema esposto ancora dal violino e dalla viola [06.36 - 07.30].

Subentra poi un altro famoso passaggio di tutto il balletto, quello che mostra la Danza dei piccoli cigni, con il fagotto e gli altri legni che rendono perfettamente l’idea della loro goffaggine mentre danzano [08.01 - 08.50].

 

 

  1. Act 3 No. 15 Allegro giusto

È il giorno del gran ballo durante il quale il principe Siegfried si fidanzerà con la fanciulla da lui scelta. Tutta la sfarzosità dell’evento traspare fin dalle primissime battute [00.02 - 00.32],

mentre il secondo tema illustra l’entrata dei vari invitati [01.39 - 01.55].

 

 

  1. Act 3 No. 17 Scene et Valse

Quando Čajkovskij vuole spingere al massimo la raffinatezza di una scena o di un passaggio di danza, ricorre quasi sempre al valzer, come in questo brano, in cui l’entrata trionfale del principe Siegfried nella sala da ballo al suono delle fanfare [00.01 - 00.30],

lascia subito spazio a un suadente e rapinoso valzer che deve immergere lo spettatore e l’ascoltatore nel gioco seduttivo delle fanciulle, ognuna delle quali spera di essere la prescelta [00.41 - 01.36].

 

 

  1. Act 3 No. 18 Scene (Allegro)

Gli intermezzi hanno il compito di intervallare gli episodi salienti del balletto, come in questo Allegro in cui il compositore russo dà ancora saggio della sua straordinaria capacità di orchestrare [00.43 - 01.23].

 

  1. Act 3 No. 21 Danse espagnole

Con questo e gli altri tre episodi che seguono, vengono presentate quattro danze nazionali; si comincia con la Danza spagnola, scandita dalle caratteristiche nacchere [00.01 - 00.41],

in cui il compositore russo dimostra di conoscere assai bene i motivi peculiari di questi balli.

 

 

  1. Act 3 No. No. 22 Danse neapolitaine

Segue la Danza napoletana, in cui la solarità dell’Italia del Sud viene unita a un pizzico di ironia (ascoltate come il compositore usa la tromba) e di sensualità [00.16 - 01.14].

 

  1. Act 3 No. 23 Mazurka

Si continua con la tipica danza polacca della mazurka, uno sfrenato Allegro, che trascina l’ascoltatore in un vorticoso intrigo di emozioni [00.54 - 01.09],

cui segue un virtuoso passaggio esaltato dai legni [01.10 - 01.50].

 

  1. Act 3 No. 20 Danse hongroise

Questa è la scena della scelta della sposa in cui Siegfried preferisce Odette, senza che si renda conto che quest’ultima è solo una sosia, la figlia Odele, portata dal perfido mago Rothbart per impedirle di scappare. Il brano è costruito in modo che la velocità cresca dopo ogni singolo episodio, da moderato [00.02 - 00.56]

fino al vivace [01.34 - 02.27],

ed è tutto incentrato su una csarda, la tipica danza ungherese.

 

  1. Act 3 No. 5 Pas de Deux

La scena della seduzione tra il principe e la finta Odette si concretizza in questo celebre Pas de Deux, atteso da tutte le étoiles per dare sfoggio delle loro capacità di danza, che inizia con il dispiegarsi dell’orchestra con un fascinoso tema [00.02 - 01.17].

L’elemento dell’amore subentra con un assolo del violino [01.45 - 02.48].

 

 

  1. Act 4 No. 28 Scene (Allegro Agitato)

Il povero principe si accorge troppo tardi del raggiro e, resosi cono di aver tradito il giuramento, al culmine della disperazione lascia il ballo e si precipita al lago, nella speranza di trovare la sua amata. La drammaticità di questa pagina viene esemplarmente scandita dall’orchestra che dipana un Allegro agitato di rara efficacia [00.01 - 01.09].

 

  1. Act 4 No. 29 Scene Finale (Andante - Allegro Agitato)

L’ultima scena si conclude ancora sulla riva del lago. Mentre i cigni cercano di consolare Odette, sopraggiunge affranto il principe Siegfried. Odette sa perfettamente che l’unico modo per liberarsi dell’incantesimo è di scegliere la morte. Così si getta nelle acque del lago seguita dal giovane principe. In quel momento, appare il perfido mago per assistere al proprio trionfo, ma viene sopraffatto dalla commozione nell’assistere al sacrificio della giovane coppia di innamorati. Dal lago, Odette e Siegfried si librano abbracciati, finalmente uniti e liberi, mentre intorno a loro i cigni esultano, celebrando la loro eterna felicità. Questa pagina, contrassegnata musicalmente da autentici colpi di scena, viene divisa dal compositore russo in quattro segmenti. Il primo è un allegro enunciato dai violini, con interventi del flauto in eco [00.01 - 01.05].

Una piccola coda introduce il secondo segmento meno mosso in cui un tema malinconico è ripreso in imitazione da clarinetto, fagotto, oboe e violino [01.15 - 01.58].

Segue poi un segmento bellicoso e ricco di contrasti, in tempo di allegro vivace [02.19 - 03.46],

che porta alla conclusione con il quarto e ultimo segmento, un andante [04.39 - 05.58],

dominato da un tema trionfante in tonalità maggiore.

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