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Giovedì, 19 Febbraio 2009 11:31

VERDI CHORUSES.

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Coro e Orchestra dell'Accademia di Santa Cecilia Roma, Carlo Franci (dir.), Gino Nucci (maestro di coro). Ref. giugno 22 - july 6 1964. Eng; Kenneth Wilkinson.Mastering:Tohru Koetsu.

www.soundandmusic.com

giudizio artistico: ECCEZIONALE

Un disco di una bellezza impressionante, ecco la prima cosa che mi viene da dire. Perché sapere cogliere le sfumature insite nella partitura è cosa rara e difficile, mentre in questo caso il bravissimo direttore Carlo Franci riesce ad esaltare ogni minima nuances e inflessione dei suoni rendendo un Verdi sfolgorante ma altrettanto in certi momenti intimo e persuasivo.

Lontano anni luce da certe interpretazioni che alle volte fanno sembrare le musiche di Verdi banali musiche da banda di paese, il direttore qui riesce ad esaltare la scrittura genuina e pura del compositore, un po' come quelle musiche che scrisse Mozart, la cui trasparenza cristallina fa sì che sembrino facili essendo poi, nella realtà, tutt'altra cosa proprio perchè, la intrinseca limpidezza, rende estremamente difficile l'esecuzione. Ebbene allo stesso modo Verdi, spesso, viene brutalmente rovinato da esecuzioni non all'altezza della composizione.

Sono musiche che si possono prestare ad una esecuzione banale ma che in realtà sono molto, molto raffinate. Proprio perché è più difficile togliere note che metterne, riuscire ad estrapolare le raffinatezze di queste musiche è spesso lavoro estremamente difficile, ma qui magistralmente riuscito.

Ascoltate l'esecuzione della Marcia Trionfale dall'Aida e sentirete, soprattutto in questa esecuzione, il vero genio Verdiano. Tutto è assolutamente magistrale ed equilibrato alla perfezione con tempi dell'esecuzione anche di vero e proprio virtuosismo. Citiamo ancora il famosissimo coro dal Nabucco (attenzione che nel libretto la terza e quarta traccia sono invertite) di un calore e drammaticità eccezionali, ma anche tutti gli altri brani sono uno più bello dell'altro, tratti nell'ordine da: Aida, Trovatore, Nabucco, I lombardi, La battaglia di Legnano, Attila e Otello. L'orchestra di Santa Cecilia, qui ripresa nel 1964, è eccezionale sotto tutti gli aspetti, il coro dalle ottime sonorità e preciso e perfettamente intonato, l'esecuzione è di una qualità superba……non ho altre parole!!

Livio Malpighi


giudizio tecnico: ECCEZIONALE

DINAMICA: 5

EQUILIBRIO TONALE : 5

PALCOSCENICO SONORO: 5

DETTAGLIO: 5

Ragazzi che registrazione!!! Siamo nel '64, pure analogue tape, con un suono da brividi. Sembra di avere presente l'orchestra davanti agli occhi. Dinamica impressionante su tutti i fronti (ascoltate le trombe egizie nella marcia trionfale dell'Aida e sentirete che roba!), palcoscenico proporzionato al millimetro con tutte le parti, orchestra e coro, ben disposti e bilanciati. Allo stesso modo il dettaglio non si rivela in maniera esasperata, ma rimane nei confini della naturalezza anche se ben presente, comunque non iperrealistico mentre l'equilibrio tonale non potrebbe essere più regolare ed equilibrato. Questo CD, senz'altro grazie alla tecnica XRCD 24, ma anche probabilmente alle capacità dell'ingegnere del suono Kenneth Wilkinson e al mastering di Tohru Koetsu risulta, a mio parere, estremamente vicino al suono di un disco in vinile, direi 98/99% il chè trovo sia un risultato fantastico per una fonte digitale! E in più il vantaggio di una rumorosità di fondo molto ridotta. Unico appunto lo faccio a certi tagli che si sentono nella registrazione che sono un po' troppo netti, ma questi forse fanno parte del nastro originale. Da segnalare anche una confezione molto bella e lussuosa che spiega il pensiero del produttore Winston Ma. Un disco che sia sotto il punto di vista artistico che tecnico è un riferimento assoluto e che non mancherò di portare quando dovrò fare degli ascolti seri di impianti Hi End che avranno senz'altro la possibilità di esprimere il massimo del potenziale che posseggono. Consigliatissimo!!! Livio Malpighi

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