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Giovedì, 19 Febbraio 2009 11:25

BRAHMS. TRIO PER CORNO, VIOLINO E PF. SONATA N.2 PER VIOLINO E PF.

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Joseph Szigeti, Mieczyslaw Horszowski, John Barrows. LP 180 gr. Speakers

Corner / Mercury SR 90210.

Stereo. Studio Fine Recording.

Marzo 1959; Prod.: W.Cozart; Eng.:

C.R. Fine.


giudizio artistico: OTTIMO-ECCEZIONALE

Szygeti fu un violinista famoso tra le due guerre che spese la sua ultima parte di carriera per I microfoni della Mercury. Questo disco è prova di una sua musicalità straordinaria anche se il livello tecnico non è paragonabile a quello di un Heifetz. Ci sono alcuni passaggi - per esempio nei passaggi sincopati verso la fine dell'ultimo movimento del Trio - dove l'articolazione andrebbe aiutata; eppure non basta una cosa del genere a inficiare questa incisione , capace di dare un testamento interpretativo di raro riscontro, quasi scomparso in molti dei giovani violinisti attuali. Timbro fluido, sottili inflessioni, fraseggio nobile e appassionato. Le sonorità del corno e del pianoforte insieme al violino sono di estrema coerenza. Si ascolti la semplicità e la bellezza del movimento lento o lo spavaldo piglio del quarto movimento del Trio, oppure ancora si ascolti la meravigliosa interazione tra gli esecutori e la vitalità che riesce a promanare dalla partitura. Pierre Bolduc


giudizio tecnico:

Trio: SUFFICIENTE-BUONO

Sonata: OTTIMO

DINAMICA: 3/4

EQUILIBRIO TONALE : 3/4

PALCOSCENICO SONORO: 3/4

DETTAGLIO: 3/4

Come nella musica per banda incisa sullo LP della Mercury qui recensito, anche questo secondo disco non è una scelta ovvia per l'audiofilo - l'ascolto di musica da camera ben registrata è comunque importante per capire il bilanciamento tonale di un impianto. E qui si ha la possibilità di ascoltare sullo stesso disco sia un trio per corno, violino e pianoforte, sia un duetto per violino e pianoforte: cosa rara se consideriamo che, di solito, I timbri ascoltabili su singoli dischi sono omogenei. Il bilanciamento è calibrato a metà fra violino e pianoforte ma il cornista sembra un po' debole in relazione ai colleghi. È molto difficile ottenere un bilanciamento perfetto in un trio per corno, date le sonorità di questo strumento che si mescolano così difficilmente con quelle del violino e che tendono a coprirle totalmente.

Ecco perché gli ngegneri sono spinti a bilanciare il corno un po' più indietro, favorendo, almeno secondo il mio avviso, il dialogo tra pianoforte e violino. Per il resto il timbro di Szigeti è caldo, e la sua articolazione chiara e ben accentuata. Il suono del pianoforte lascia immaginare che ne sia stato chiuso il coperchio durante la registrazione, fino al punto di far sembrare quasi velato lo strumento. Pierre Bolduc

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