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Lunedì, 08 Marzo 2010 15:10

MACMILLAN, JAMES. THREE INTERLUDES FROM 'THE SACRIFICE' (2007)

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MACMILLAN, JAMES. THREE INTERLUDES

FROM 'THE SACRIFICE' (2007), QUICKENING

(1998). SACD Chandos CHSA 5072.

Roger Blaze (controtenore), Rogers Covey-

Crump (tenore), Steven Harrold (tenore),

Gordon Jones (baritono); Hilliard Ensemble;

City of Birmingham Symphony Youth Chorus

and Chorus; BBC Philharmonic, James Macmillan

(dir).

Stereo. Studio. Reg: Studio 7, New Broadcasting

House, Manchester, 3 marzo 2007 e 22

febbraio 2008. Prod: Mike Gorge, Brian

Pidgeon. Eng: Stephen Rinker.

www.soundandmusic.com


giudizio artistico: OTTIMO-ECCEZIONALE

James Macmillan (n.1959) discende da una dinastia di compositori britannici che hanno scritto musica orecchiabile e colorita ma che manca un po' di grandezza. Per cui, gli ascoltatori non devono aspettarsi niente di altrettanto sostenuto ed impegnativo della musica, diciamo, di Harrison Birtwistle. Piuttosto, MacMillan crea immagini splendidamente scritte e lussureggianti che sembrano spesso cinematiche; la scrittura corale

in Quickening mi ha inizialmente ricordato la musica di Ligeti utilizzata in 2001 Odissea nello Spazio. E come tanti altri compositori contemporanei, MacMillan sembra incapace di dare ai propri lavori un titolo semplice. Per cui, abbiamo estese indicazioni metronomiche e di tempo, che però sono di ben scarsa utilità, a meno di non possedere gli spartiti ed un metronomo ed usare parecchia affettazione. Come con tanti compositori buoni ma non grandi, si ha a tratti l'impressione di ascoltare la musica di qualche altro compositore ed i fantasmi di Benjamin Britten e Gustav Holst sembrano aleggiare su ogni battuta - ciò nonostante questa musica è molto

ascoltabile. C'è una grande abilità dietro alla sua costruzione e l'orchestrazione è lussuosa. E' comunque molto cinematica e se non avessi saputo che gli interludi da The Sacrifice sono estratti da un'opera,

avrei creduto che si trattasse di musica da film degli anni '60 e '70, che è in effetti una versione moderna della musica di scena. In essenza, secondo me questa è musica da sottofondo di ottima qualità, che talvolta attrae la

vostra attenzione, ma sono sicuro che molti altri la troveranno ben più interessante. Le interpretazioni sono vive, totalmente impegnate e di altissima qualità, per cui raccomando senza riserve questo disco a tutti gli amanti della musica britannica. Rob Pennock

giudizio tecnico: OTTIMO-ECCEZIONALE

5 5 4/5 4/5

Quando la BBC ha inaugurato la trasmissione digitale, era stata promessa una nuova età dell'oro del suono. Come la maggior parte delle gonfiature

associate con la rivoluzione digitale e la qualità del suono, queste promesse si sono rivelate abbastanza prive di significato. All'inizio il suono aveva una più ampia gamma dinamica e maggiore chiarezza.

Ma man mano che la banda riservata alla FM si è riempita di sempre più stazioni, la qualità del suono è gradualmente peggiorata e ascoltare - per

esempio - i concerti Proms di quest'anno è stata decisamente un'esperienza deludente La gamma dinamica era ristretta e l'effetto generale ineffabilmente blando. Le performance in questo disco Chandos sono state originariamente trasmesse sulla Radio 3 inglese, ma il suono non sembra neanche lontano parente di quello sentito via radio. Qui c'è una sensazione di presenza e potenza ed una gamma dinamica molto

estesa. Il lussuoso mondo sonoro di MacMillan è vividamente catturato senza alcuna perdita di dettaglio nei complessi passaggi forti. Il bilanciamento generale è buono, anche se leggermente troppo

avanzato, ed i solisti ed i gruppi corali sono definiti e realisticamente bilanciati. Inevitabilmente, dato che si tratta di un SACD, c'è

un vago e scarsamente convincente tentativo di ricreare una sensazione di spazio analogico attorno al suono, che ricorda più un riverbero aggiunto.

Ciò nonostante, il soundstage ha profondità ed ogni registro è finemente bilanciato: in generale il risultato è eccellente. Rob Pennock

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