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Giovedì, 24 Febbraio 2011 12:27

BACH JS. CANTATE BWV 39, 187, 129. SINFONIA IN RE MAGGIORE BWV 1045

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BACH JS. CANTATE BWV 39, 187, 129. SINFONIA IN RE MAGGIORE BWV 1045. (VOL. 45). SACD BIS 1801. Nonoshita, Blaze, Kooy, Bach Collegium Japan, Suzuki. DDD. Stereo. Studio. Reg: Kobe Shoin Women's University Chapel, Giappone, febbraio 2009. Prod: I. Petry. Eng: A. Ruge.

www.jupiterclassics.com

giudizio artistico: OTTIMO

Quarantacinquesimo volume dell'infaticabile Masaaki Suzuki alla guida della sua compagine giapponese. Imperterrito il direttore clavicembalista del Sol Levante, si appresta a tagliare il traguardo dell'integrale bachiana delle Cantate, senza però desistere di registrare un bel pochi di altri lavori del Cantor tedesco come le Suites, gli oratori, le cantate profane, Suites per cembalo ecc. Tutto per la etichetta svedese BIS, l'unica finora che ha saputo onorare il contratto con il suo artista su questo progetto mastodontico, data la recessione dei contratti capitata a Koopman e a Gardiner che si erano apprestati a incidere le medesime integrali, poi completate con due case discografiche (Antoine Marchand e Soli Deo Gloria), appositamente create dagli stessi artisti per quello scopo. La presente registrazione ci propone le tre Cantate BWV 39, 187 e 129 create da Bach per la prima domenica dopo la Trinità del giugno 1726. Anche in questa registrazione, come d'altronde nelle precedenti quarantaquattro che ho avuto l'onore e il piacere di recensire e ascoltare in diversi anni oramai, trovo sempre quella levigatezza e perfezione di suoni, nonché la cura meticolosissima di ogni particolare anfratto agogico utile a risaltare le minuzie e l'insieme di queste meravigliose pagine. E come sempre, le prime parti dell'orchestra sono eccellenti: primo violino, primo oboe nonché oboe d'amore, flauti dolci, senza dimenticare l'apporto dei continuasti, i quali risultano essere davvero impeccabili. La conduzione di Suzuki è come sempre improntata all'essenziale, alla fluidità e comprensione delle idee musicali, nel pieno rispetto della prassi filologica e della bellezza di questi brani, senza manierismi di sorta. Ecco allora che le linee melodiche svettano eteree e comprensibili così come le sessioni contrappuntistiche degli insiemi, che in Bach fanno la parte del leone e che generalmente all'ascolto sembrano impossibili da recepire, qui si evincono in modo netto e diretto, quasi come una rivelazione sonora della quale eravamo stati privati finora. I tre solisti sono altrettanto sagaci e nella parte, anche se il contraltista Robin Blaze, rispetto alle sue precedenti performances svolte in questa serie di edizioni, risulta essere più piatto nelle dinamiche e meno sicuro nell'emissione, ma si tratta di quisquiglie che rilevo per dovere di cronaca, in un mare di bellezza. Giuseppe Nalin

giudizio tecnico: ECCEZIONALE

Palcoscenico sonoro ampio e profondo, in cui non si notano particolari artifici prospettici. Il suono in generale è bellissimo, levigato, rotondo, assolutamente bilanciato, molto vicino alla realtà. L'equilibrio timbrico delle tre voci è assolutamente eccellente in tutta la gamma, e nell'orchestra, a parte le arie solistiche in cui sono impiegati uno o due strumenti, nessun registro in particolare domina ma ognuno si sposa perfettamente in un connubio raro. Dinamicamente tutto è al suo posto, con pianissimi sussurrati e forti decentemente barocchi e consoni alla prassi. Il dettaglio con cui sono evidenziate le voci in particolare, permette di cogliere momenti di vocalità sopraffina, respiri di frase che attivano sensazioni inusitate, tanto da rapire in certi momenti chi ascolta si da trasportarlo in una dimensione davvero coinvolgente. Un disco raro, che ha bisogno di essere ascoltato e aperto come uno scrigno. Giuseppe Nalin

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