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Mercoledì, 26 Ottobre 2011 11:47

The Band - “Cahoots”

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The Band - “Cahoots”- ( Mobile Fidelity SoundLab – UDSACD2045 - Cd/Sacd Stereo- Edizione Speciale Limitata ) Registrato e mixato presso Bearsville Sound Studios, Bearsville, N.Y., USA- 1971 Tecnico del suono Mark Harman Re-masterizzato presso Mobile Fidelity Sound Lab,Sebastopol ,Ca., USA da Shawn R. Britton su Sistema GAIN 2 nel 2009

www.soundandmusic.com

Giudizio Artistico: Buono

Credo sia inutile raccontare la storia della Band, formazione seminale per ciò che riguarda il roots-rock,quello più legato alle radici della musica americana tutta. Comunque, per chi fosse giovane o poco informato,ecco qualche breve nota esplicativa: formatasi in Canada verso la metà degli anni Sessanta, venne costituita da Robbie Robertson, Richard Manuel, Rick Danko, Garth Hudson e Levon Helm che si presentarono al pubblico, dapprima, come The Hawks e quindi come Levon & the Hawks, pubblicando un paio di singoli per la indie label Ware, che li fece conoscere ma non diede loro alcun riscontro commerciale. Il momento del grande balzo arrivò, finalmente, quando Bob Dylan li scelse come accompagnatori per il tour elettrico che lo portò nel Regno Unito a farsi urlare “Giuda”da quei poveri folkies che non avevano ancora capito che i tempi stavano cambiando (vedi il “Bootleg Series vol.4:B.Dylan Live 1966”). Inoltre, quando il menestrello di Duluth decise di prendersi un periodo sabbatico che lo tenesse lontano dalla pazza folla,dalle parti di Woodstock,fu con loro che incise le sessions uscite in seguito come “Basement Tapes”. Divenuti ,a questo punto, The Band vennero ingaggiati da una etichetta importante come la Capitol e diedero alle stampe il loro primo,stupendo, “Music from big pink”del 1968 ,nei cui solchi si mescolavano folk, rock,musica nera ed influenze arrivate direttamente da New Orleans e dalle paludi della Louisiana. A questo seguirono altri due capolavori cone il secondo album omonimo ed il terzo “Stage Fright”. “Cahoots”, il titolo appena ristampato dalla MFSL, e' perciò il quarto disco, uscito nel 1971. Disco pieno di promesse e buoni propositi,solo in parte mantenuti. In effetti,dopo una magica tripletta come quella elencata più sopra, era comprensibilmente facile cadere nella banalità e nel ripetersi. L'album, però, non ha (quasi) niente di tutto ciò, anzi, e' un disco per nulla stanco. Purtroppo e' proprio un certo istinto a strafare, a voler mostrare ancora di più il proprio valore e la (troppa) voglia di comporre , anche nella superproduzione che cerca ospitate di un certo effetto come quella di Van Morrison (duetta con R.Manuel nella peraltro bellissima”4%pantomime”) oppure quella di Allen Toussaint e la sua grande sezione fiati,che lo rende riuscito solo a metà. Sia chiaro, e' comunque un ottimo lavoro, ma c'e' troppo di troppo,tanto che si perdono la freschezza e l'immediatezza del primo Lp e la forza,l'energia del secondo, cadendo in una certa prolissità che confonde e lascia perplessi. Grassano

Giudizio Tecnico : Buono

Chi scrive si e' sempre chiesto, sin dalla più tenera età-... Perche?...- Perché in un periodo in cui la maggior parte dei dischi, di qualsiasi genere, erano sempre incisi e prodotti (soprattutto per quanto riguarda il pop) mediamente bene, molto spesso benissimo,opere musicalmente fascinose come quelle della Band dovessero essere una tale schifezza a livello di registrazione? Roba che manco oggi, che la musica viene compressa in modo demenziale ( non mi frega niente di quelli che escono dai “talent show, penso a Springsteen con i suoi 3 db di dinamica) per poter essere ascoltata attraverso i cellulari... I tecnici erano tutti pesantemente drogati? Ubriachi? Possibilissimo. Ma anche quelli degli altri lavori dello stesso periodo lo erano,per loro stessa ammissione (vedasi Stephen Barncard ed il “suo” “If i could only remember my name”, festa internazionale dei derivati della canapa) e sono usciti una sfilza di album uno meglio dell'altro. I componenti la Band erano sordi e, perciò, pretendevano dai loro tecnici il suono tremendo che,purtroppo,caratterizza TUTTI i loro capolavori ? Ah, saperlo...direbbe Giacobbo (Mr.Voyager, per intenderci). Sta di fatto che anche questo “Cahoots”, come “Music from big pink”(pure questo ristampato dalla OMR una quindicina di anni fa), forse un po' meno, ma poco, suona male già nell'originale. E' come se su ogni strumento, anche sulle voci, ci fosse un macigno, una pressa che appiattisce, limita e soffoca tutto,ottenendo un risultato a dir poco fastidioso. Non c'e' dinamica, non c'e' ariosità e non si parli di respiro, per pietà. Il giudizio “Buono, nasce dal fatto che,in modo abbastanza evidente, Shawn Britton ed i suoi amici alla MoFi, hanno dato il massimo per ottenere un risultato che fosse almeno decente, per chi vorrà e dovrà ascoltare questo cd/sacd sul proprio bell'impianto. Si e' ripulito dove e come si e' potuto, si e' tolta sporcizia. Se non qualche coperta,almeno qualche velo si e' riusciti ad eliminarlo, rendendo il suono meno fosco e,indubbiamente, più trasparente e godibile. Le differenze tra strato Pcm e Dsd ci sono ma sono dovute, credo, al tipo di lettura, molto più rifinita ed articolata nel secondo caso. Il disco resta quello che e', e sempre sarà. Anzi, piccola pecca comprensibile dovuta alla maggior risoluzione e dettaglio di questo remastering, ma credo non si potesse fare diversamente, certi indurimenti sui medio-alti risultano ancora più evidenti che nelle versioni normalmente in circolazione. Ma e' piccola cosa, rispetto a tutto il resto, perché l'operazione e' stata condotta in modo esemplare e se il disco, o meglio, il master-tape non avesse gli enormi difetti di cui sopra, avrebbe meritato un “OTTIMO” di tutto cuore. Facciamo così: Giudizio Remastering-Ottimo, Giudizio generale all'ascolto (causa incisione originale)- Buono. Grassano

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