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Venerdì, 25 Ottobre 2013 20:08

WAYNE SHORTER: NIGHT DREAMER SU LP BLUE NOTE

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WAYNE SHORTER. NIGHT DREAMER.

LP Blue Note / Music Matters MMBST 84173 (2 LP) 45 giri. LP 180gr.

Prod: Alfred Lion. Eng:Rudy Van Gelder. Mixing: Rudy Van Gelder.

Mastering: Kevin Gray presso AcousTech Mastering.

giudizio artistico: OTTIMO-ECCEZIONALE

giudizio tecnico: OTTIMO-ECCEZIONALE

Il debutto alla Blue Note del sassofonista Wayne Shorter ci presenta la fantastica sezione ritmica di McCoy Tyner, Elvin Jones e Reggie Workman, più Lee Morgan alla tromba. Non male per iniziare con una nuova etichetta discografica!

Shorter aveva pubblicato alcuni album su Vee-Jay e aveva suonato hard bop con Art Blakey. Qui egli si trasferisce verso una musica del futuro più contemplativa e cerebrale, ma meno frenetica e più con i piedi per terra di quella di John Coltrane, anche se superficialmente simile data la sezione ritmica. Un brano che spicca è la composizione lirica di Shorter Virgo, anche se il resto dell'album non è meno eccellente. La musica riflette il suo tempo: un periodo di cambiamento, autoanalisi e riflessione in seguito all'assassinio di Kennedy, oltre a un nuovo risveglio per la comunità nera, musicista e non, allo stesso modo. Per quanto mi riguarda, la bellezza contemplativa di Virgo da sola rende questo disco un acquisto valido, anche se i brani più duri e ritmati come Black Nile hanno la loro forza. Questo disco suona più come quello di un gruppo insieme da un bel po' di tempo, piuttosto che una sessione organizzata appositamente.

Il prolifico compositore Shorter si sarebbe presto unito al secondo .grande. quintetto di Miles e avrebbe scritto alcune delle grandi composizioni di quel gruppo. Rimase a suonare su In a Silent Way e Bitches Brew e più tardi entrò a far parte dei Weather Report e collaborò con Joni Mitchell, tra gli altri traguardi musicali. Anche se quest'album è all'incrocio fra la sua uscita dalla collaborazione con Art Blakey e l'unione con Miles, è un gran bel disco che ha swing quando vuole e deve, ed è profondo e contemplativo al momento opportuno.

Anche Rudy Van Gelder ha collaborato, producendo una delle sue registrazioni più riuscite dal punto di vista sonoro. Ogni strumento, compreso il pianoforte, è ben registrato con i microfoni posti  sufficientemente lontano dagli strumenti per produrre un grande senso di profondità, spazio e trasparenza. Una superba ristampa Music Matters. Michael Fremer

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