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Martedì, 06 Ottobre 2009 13:08

Stevie Wonder: Songs in the Key of Life

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La recensione che potrete leggere inseguito ha causato un bel polverone, in parte a causa della descrizione del suono ed in parte a causa di quanto riporto di seguito, che ritroverete più avanti nel testo della recensione: « ma la masterizzazione è davvero bizzarra. Uno strato di ghiaccio croccante

è stato aggiunto in gamma alta ed il basso è stato pompato, producendo un mix sonoro sgargiante. Il risultato è una spiacevole granulosità spigolosa nella voce di Wonder. Si capisce che c'è qualcosa che non va quando il triangolo in Love's in Need risulta più forte della voce di Wonder! E credetemi, è così. Si spererebbe che sia stata utilizzata una fonte analogica, ma qualunque essa sia, la ristampa suona in modo totalmente diverso dall'originale e rappresenta una inutile revisione che sono sicuro lascerebbe Stevie Wonder sgomento.»

L'ingegnere Maarten de Boer ha risposto, prima sul forum di Steve Hoffman: (http://www.stevehoffman.tv/forums/showthread. php?p=4213023#post4213023) e poi

a me personalmente. Ecco ciò che ha scritto: «Essendo l'ingegnere che ha masterizzato e inciso il disco (dal nastro al lacquer disc, PB), credo di essere l'unico in grado di dire come stiano le cose.

1) Mai una fonte digitale verrà usata come master per dischi Speaker's Corner.

2) Il master è una copia analogica a 76cm/s su nastro vergine. Per cui, se la copia è prodotta in modo corretto, sarà parecchiosimile all'originale.

3) Ho effettivamente applicato una leggera equalizzazione, 0,5dB a 700Hz con un Q di 2,5. Giusto per incrementare un pelo la profondità. Questa è una tipica registrazione degli anni '70, per cui è molto asciutta e

manca di profondità. Ho dovuto usare il deesser in modo che chiunque potesse ascoltare il disco senza distorsione.

4) Non è stato usato il Dolby e la copia è stata ovviamente ottenuta da un nastro non- Dolby. Credetemi, dopo trent'anni di incisioni di dischi e masterizzazione, sono in grado di riconoscere la differenza.

5) Se equalizzo un vecchio master analogico c'è una buona ragione per farlo, altrimenti non lo farei, e se applico l'equalizzazione, essa sarà minima e con tutta probabilità si applicherà principalmente alla gamma media.

Equalizzare la gamma bassa e quella alta è totalmente inutile e rovina praticamente tutto.

Ciò che mi infastidisce di questa discussione è il tasso di presunzione al posto della conoscenza dei fatti. Uno dei problemi col vinile è il sistema di lettura e la differenza in qualità e suono tra i vari sistemi. Sono lieto che Mr.Grant mostri il modo corretto di approcciarsi al disco per come è stato inciso e masterizzato. A meno che non si ascolti il vero nastro master, cosa probabilmente impossibile, non si conoscerà mai la verità. Posso dirvi che per molte incisioni ho avuto a disposizione l'originale e quando lo comparo alla stampa commerciale sono lieto che l'abbiano

masterizzata prima di incidere il disco.» Maarten de Boer - Emil Berliner Studios

Ci sono stati molti post sul thread, alcuni che mi accusavano di avere 'un'agenda', i.e. ulteriori motivi (non esplicitamente, naturalmente) e altri che avvertivano i lettori di non prendere le mie parole per oro colato (ma quando mai!). Ecco la mia risposta: «Ora che ho l'indirizzo e-mail di Mr. De Boer, chiederò a lui prima di presumere alcunché. Comunque, non credo che la mia recensione presuma niente e non penso che Mr. De Boer mi abbia accusato di ciò. Non credo sia carino dire che ho gettato la ristampa di Wonder nella pattumiera. Ho solo relazionato circa ciò che ho sentito, confrontando la stampa originale, la copia giapponese che possiedo e la ristampa Speaker's Corner.

Nella mia esperienza, quando una ristampa suona in modo molto diverso da un originale, è la ristampa che ha subito le alterazioni. Non è sempre questo il caso, ma in genere sì. Se leggete molte recensioni di ristampe, scoprirete che ci sono molti recensori prevenuti nei confronti della ristampe,

e ovviamente ci sono i soliti squallidi rivenditori di stampe originali che dicono la stessa cosa e che accusano me, che non vendo dischi, di avere ulteriori motivi . Non ho alcuni ulteriori motivi. Ci sono alcuni recensori che si entusiasmano per tutto. Non appartengo neanche a questa categoria.

Non ho mai chiesto ad alcuno di prendere le mie parole per 'oro colato', per cui quando leggo post i cui autori dicono «perché prendete le parole di Fremer per oro colato?», sono d'accordo con coloro anche se li sfido a mostrarmi dove io abbia mai dichiarato diessere la luce.

Io esprimo la mia opinione e non gioco con le parole - o per lo meno, cerco di non farlo.

In questo caso, la ristampa Speaker's Corner è molto più brillante dell'originale. Questa

non è la mia opinione, è un fatto. E la brillantezza è in questa ristretta zona. Ora, sono anche sicuro che Mr. De Boer non abbia a cuore altro che la verità. Per cui il problema risale, come sempre, al nastro master: è esso 'la verità' che dovrebbe essere trasferita alla lacca o incisa DMM intatta? O è semplicemente un utensile da manipolare per ottenere un particolare risultato? Spesso, i nastri master includono 'note'originali in cui l'ingegnere masterizzatore originale spiega alla direzione dell'artista o del produttore ciò che ha fatto per creare la lacca originale da cui è stata prodotta la

stampa originale. In quel caso, una stampa originale, non il nastro master, dovrebbe essere considerato il 'documento originale'. Per esempio, Bob Irwin di Sundazed mi ha detto che quando

ha masterizzato Forever Changes dei Love per la ristampa su vinile, ha consultato le note originali che ha trovato. Arthur Lee insisteva sul fatto che la prima canzone sul disco iniziasse con un livello molto basso per pi crescere. E' quello che voleva Arthur Lee. Il nastro non era stato prodotto in

quel modo, ma quando Irwin l'ha rimasterizzato, ha rispettato le intenzioni dell'artista.

Per cui, se confrontate una stampa originale Elektra etichetta oro alla ristampa Sundazed, troverete la stessa lenta dissolvenza in entrata (oltre a dozzine di altre sottili'mosse' indicate nelle note).

C'è stata una successiva stampa Elektra 'farfalla' masterizzata da qualcuno che ha semplicemente fatto scorrete il nastro. Il livello all'inizio è più alto, più uniforme in tutto il disco e l'incisione manca di tutto ciò che Arthur Lee voleva per far suonare il disco secondo le sue intenzioni.

Ho anche letto messaggi e recensioni che affermano che questa è la versione migliore dell'album perché è la più forte e la più dinamica e cose del genere peccato chenon fosse ciò che Arthur Lee

intendeva. Ora, per quanto riguarda l'album di Stevie Wonder in oggetto: chiaramente la ristampa Speaker's Corner è più brillante in una particolare regione rispetto all'originale,cosa che determina una crosta ghiacciata sulla voce di Wonder e sulle voci dei coristi che l'accompagnano. Essa fa

sembrare il triangolo nel brano di apertura più forte della stessa voce di Wonder!

Non ho dubbi che il trasferimento di Mr. De Boer sia fedele (con l'eccezione della leggera equalizzazione che egli cita) alla copia del master che egli ha utilizzato come fonte e possiamo presumere che il trasferimento sia stato privo di alterazioni e che la sua masterizzazione abbia prodotto un risultato fedele a quel nastro. Questo non significa, comunque, che il risultato sia necessariamente ciò che Stevie Wonder, o i suoi produttori, o chiunque fosse in origine responsabile per il suono finale del vinile, intendesse!

Siete tutti d'accordo? Per cui, in conclusione:

1) La ristampa Speaker's Corner è stata incisa a partire da una fonte analogica.

2) La ristampa Speaker's Corner non è stata una 'revisione' selvaggia di quella fonte (una mia presunzione errata che rettificherò nella mia recensione).

3) La ristampa Speaker's Corner suona in modo molto differente sia da una stampa originale RCA/Motown che da una stampa giapponese, essendo più glaciale e brillante,

forse nella gamma 'Aural Exciter' (attenzione: presumo), delle prime ed avendo anche un estremo inferiore più robusto.

4) Senza consultare l'ingegnere di masterizzazione originale, l'ingegnere originale Mr. Orazabal o lo stesso Stevie Wonder (che era al CES al Venetian e che mi è stato detto riceverà presto una coppia di diffusori Hansen King), è impossibile determinare se il suono della stampa originale era quello che intendevano e che era loro intenzione addomesticare ed ammorbidire i contorni attorno alla voce di Wonder e alleggerire un pelo la gamma bassa, O se piuttosto, quei cambiamenti si sono verificati in seguito ad una masterizzazione fiacca o a limitazioni tecniche delle apparecchiature

del tempo (credo che nessuna delle due ipotesi sia attendibile).

5) Ero presente alla masterizzazione della ristampa Classic Records di Tommy. Ho portato una stampa inglese Track precoce per permettere loro di confrontarla con il nastro (che era il master originale – foto disponibili a richiesta) e quando abbiamo fatto scorrere il nastro e letto il disco in tempo reale, abbiamo scoperto che nella masterizzazione originale la velocità di lettura del nastro è stata aumentata in certi punti per aggiungere 'eccitazione'. E' stato deciso di riprodurre quelle differenze di velocità per rimanere fedeli non al nastro, ma all'LP originale, considerato il 'documento di archivio'.

6) In conclusione: non rinnego ciò che ho sentito, perché le principali differenze timbriche tra il Songs in the Key of Life originale e quello ristampato non sono opinioni: sono FATTI.

7) Come queste differenze si faranno sentore nel vostro impianto o come i vostri sensi reagiranno ad esse, è qualcosa che ovviamente non so.

8) Non era mia intenzione destinare la ristampa alla pattumiera. Era mia intenzione

dire onestamente come suonava in confrontoad un originale ed è quello che ho fatto.

9) Come ho scritto nella recensione, la ristampa è stampata con un vinile di qualità

molto superiore, più spesso, più silenzioso. E' una ristampa meticolosamente realizzata

da tutti i punti di vista ed è ben degna del suo prezzo se vi piace questa musica e se

siete preparati ad un suono più spigoloso di quello a cui siete abituati.

10) NON HO ALCUNA AGENDA a parte un elenco di regole comportamentali tese alla verità e all'informazione. Per cui, ecco la recensione originale, per favore, prendete ciò che Mr. De Boer ha scritto più sopra per oro colato e trascurate le mie congetture che seguono.

Comunque, conservo la mia opinione sul suono della ristampa. Non è mai stata mia intenzione gettare fango sulla ristampa. Ma siate preparati ad un suono più spigoloso e sabbioso sulle voci di quello a cui siete stati abituati dall'originale, questo è sicuro. E siate preparati ad una superficie più silenziosa e ad una dinamica migliorata. MF (21/2/09)

Sfortunatamente, quando Stevie Wonder ha pubblicato questo suo sconvolgente capolavoro alla fine del 1976, la qualità della stampa RCA aveva toccato il fondo. Era un mondo Dynaflex di dischi flessibili e sottili come carta, stampati con quelle che sembravano penne BIC riciclate. Mamma mia! Alcuni lettori giovani, leggendo queste note, forse non capiranno neanche cosa sia/fosse una penna BIC! Tamla/Motown aveva usato gli stabilimenti di masterizzazione e stampa della RCA fin dalla sua fondazione e durante i grandi giorni di stampa degli anni '60 la Motown pubblicò

alcuni dischi dal grande suono, grazie alla masterizzazione, alla stampa e all'ingegnerizzazione

presso la RCA. A partire dalla metà degli anni '60, la maggior parte delle stampe Motown era proposta sia in mono che in stereo, cosa inusuale per un'etichetta che puntava al mercato dei giovani. Eppure, le versioni mono erano più importanti e spesso le versioni stereo venivano

immesse sul mercato con un certo ritardo e talvolta contenevano versioni alternative. Ma sto divagando e scrivendo al passato. Scusate. C'è voluta più di un'ora di materiale musicale

di Wonder, tanto da riempire due LP ed un EP da 7" con quattro canzoni per liberare la sua mente da quanto concepito tra l'introspettivo, qualcuno direbbe oscuro e senz'altro trascurato Fulfilligness' First Finale del 1974 e questo suo lavoro, forse il più acclamato e completo. Wonder non è più riuscito, dopo questo album, a produrre qualcosa di livello analogo a questo disco o ai quattro grandi album che lo hanno preceduto. Con le condizioni del pianeta e le tribolazioni della sua gente in mente, Wonder si muove tra il brano di apertura, in cui egli dice che anche l'amore ha bisogno di amore nel 1976 (e che l'ascoltatore farà bene a donarne un po' immediatamente, perché l'odio sta girando) e la nerezza di Village Ghetto Land. Wonder non punta il dito: egli semplicemente chiede: «Ditemi, sareste felici nel Village Ghetto Land?». La prima facciata termina con l'appassionato tributo di Wonder alla musica in genere e a Duke Ellington in particolare. L'album vira tra il personalmente gioioso e melodioso (Isn't She Lovely) all'orgoglio non militante di Black Man. In generale, Wonder produce meravigliose melodie, particolarmente nei brani lenti come Joy Inside My Tears. Sia la musica che gli arrangiamenti si allontanano dal rock e dal funk degli album precedenti, verso un più complesso pop e jazz mainstream.

Come per molte produzioni di quell'epoca, questo album soffriva di una percettibile diminuzione

di qualità sonora rispetto ai precedenti titoli di Wonder, anche se, senza dubbio, gli ingegneri pensavano di produrre un miglior suono con 'più': più compressione, maggiore uso di effetti, più tracce e schede più nuove, più complesse, ma in effetti il risultato era meno trasparenza, dinamica ridotta, soundstage più stretto e piatto e specialmente meno estensione. Questa produzione suona chiusa, distante e sbadata. Il basso manca di una reale estensione e spinta ed i piatti luccicano ben poco. 'Scatoloso' è l'aggettivo giusto. Aggiungete il rumoroso Dynaflex (o qualunque

altra cosa RCA definisse allora con questo nome) e nonostante la musica superba, ricordo di essere rimasto deluso dal suono intasato, piatto; ma se avessi saputo quanto brutto il suono sarebbe diventato pochi anni dopo, questo mi sarebbe comunque piaciuto!

Quando si è resa disponibile una stampa giapponese nel locale negozio di dischi, l'ho subito comprata e ho potuto verificare come essa rappresentasse un grande miglioramento in tutti i sensi. Diversamente da molti album stampati in Giappone, la masterizzazione non rendeva troppo brillante l'estremo superiore e/o tagliava i bassi e naturalmente la qualità di stampa era superba.

Vorrei poter dire che la ristampa Speaker's Corner sia rivelatrice o anche eccellente, ma

non lo è. Naturalmente, la stampa Pallas su 180g è perfetta e la confezione è assolutamente

stellare (completa di libretto a dimensioni intere e di EP a quattro canzoni da 7"), ma la masterizzazione è veramente bizzarra. Uno strato di ghiaccio croccante è stato aggiunto in gamma alta ed il basso è stato pompato, producendo un mix sonoro sgargiante. Il risultato è una spiacevole granulosità spigolosa nella voce di Wonder. Si capisce che c'è qualcosa che non va quando il triangolo in Love's in Need risulta più forte della voce di Wonder! E credetemi, è così. Si spererebbe che sia stata utilizzata una fonte analogica, ma qualunque essa sia, la ristampa suona in modo totalmente diverso dall'originale e rappresenta una inutile revisione che sono sicuro lascerebbe Stevie Wonder sgomento. E' molto 'hi-fi' e potrebbe sembrare eccitante o vivace in un impianto moscio, ma è assolutamente sbagliata e difficile da raccomandare. Speaker's Corner in genere l'azzecca. Sfortunatamente, con questo meraviglioso album, SC ha toppato alla grande. In un maldestro tentativo di iniettare un po' di vita in quella che era una produzione relativamente smorta in partenza, Mr. De Boer ha iniettato troppi bassi all'estremo inferiore e molto ghiaccio in una sottile zona dell'estremo superiore. Michael Fremer/musicangle

Letto 7806 volte Ultima modifica il Martedì, 06 Ottobre 2009 13:08

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