Notice: unserialize(): Error at offset 4190092 of 4194271 bytes in /home/audio/domains/audiofilemusic.com/public_html/libraries/src/Cache/CacheController.php on line 182 Thelonious Monk : Brilliant Corners - AudioFileMusic | AudioFileMusic

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Venerdì, 21 Dicembre 2007 11:44

Thelonious Monk : Brilliant Corners

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Thelonious Monk : Brilliant Corners

2 LP 180g 45 giri Analogue Productions/Riverside AJAZ 226

Registrazione mono da studio

Prod: Orrin Keepnews e Bill Grauer; Eng: Jack Higgins; Master: Kevin Gray e Steve Hoffman


Giudizio artistico: 10

Giudizio tecnico: 8

Difficile credere alla data in cui è stata registrata questa sessione: Dicembre 1956. Il che significa che ha quasi cinquant’anni. Eppure, la musica è altrettanto fresca e piena di sorprese e buon umore di quanto lo fosse nel 1956. Ed anche il suono rimane vibrante e corposo; le alte frequenze estese ed effervescenti, i transitori netti e puliti. Infatti, questo doppio album a 45 giri surclassa l’originale Riverside sotto ogni aspetto: lo so perché ne possiedo una copia dalla metà degli anni ’60. Durante il mio primo anno alla Cornell nel 1964, la Riverside stava per chiudere, oppure aveva bisogno di reperire rapidamente contante, perché la libreria aveva in vendita a !,98 Dollari praticamente l’intero catalogo Riverside. Ho comprato tutti i titoli che ho potuto.

Le note di copertina originali di Orrin Keepnews caratterizzano la musica come «di ascolto non facilissimo.» Ciò era forse vero nel 1956, ma cinquant’anni dopo non c’è niente di difficile negli accordi bizzarri, talvolta dissonanti di Monk, nelle sue melodie strampalate e nei suoi ritmi saltellanti.

Questo album vanta un gruppo di stelle che comprende in varie tracce Sonny Rollins, Ernie Henry, Oscar Pettiford, Max Roach, Paul Chambers e Clark Terry. Naturalmente il protagonista è Monk, che suona come un pianista stride vecchio stampo inacidito. Basteranno le prime battute della canzone che da il titolo al disco per farvi sorridere o scoppiare a ridere di gusto. Con i suoi ritmi furtivi, striscianti, i suoi tempi in continuo cambiamento e le bizzarre alterazioni, questo è jazz da monologo di satira

La deliberata, torrenziale Pannonica, così intitolata in onore della amica di vecchia data e patronessa Baronessa Pannonica de Koenigswarter (anche se quando questo disco era stato registrato si conoscevano solo da due anni), vede Monk suonare una celesta dal timbro di campana e durante parte del brano, simultaneamente il pianoforte. La chiarezza, trasparenza e purezza della celesta vi spiazzeranno. Cinquant’anni dopo, il brano conserva tutto il suo gusto piccante e la sua potenza.

Monk copre l’assolo dello standard pop I Surrender Dear, aprendo con una florida esposizione della melodia prima di smontarla con ripetizioni balbettanti di singole note e drammatiche corse da una parte all’altra della tastiera. La mia precedente esposizione al motivo era una esplosiva versione nel famoso (famigerato) disco dimostrativo ‘audiophile’ della Command Records, Persuasive Percussion. L’ingegnosa versione di Monk ha sturato le orecchie a questo giovane neofita del jazz!

L’album termina con il familiare Bemsha Swing di Monk, con Clark Terry alla tromba e Max Roach che suona i timpani simultaneamente alla sua batteria. L’esagerata, spumeggiante, affrettata seconda nota dell’orecchiabile riff dona a quest’ultimo un’aura di umorismo che Rollins, Terry e Roach (ai timpani) capitalizzano in tutto il brano.

Ho fatto ascoltare questo album doppio miracolosamente masterizzato ad un amico che possedeva l’originale da quando venne presentato la prima volta ed egli è rimasto a sedere con la bocca spalancata per lo stupore. Ciò che Gray e Hoffman hanno fatto con questo disco è incredibile. Se conoscete il disco, rimarrete impietriti per la chiarezza, la trasparenza e la dinamica di questa edizione, e vi meraviglierete per la complessità armonica e la purezza percussiva del pianoforte, che suona inscatolato in ogni altra edizione che io abbia mai sentito. Se non pensate che un disco mono possa restituire un’enorme profondità di soundstage, aspettate di sentire dove la batteria di Roach si trova nel campo sonoro.

Anche se Waltz for Debbie di Bill Evans è stato il primo 45 giri della serie a fare il tutto esaurito, io agognerei questo. Non perdetelo! Procuratevelo finché potete. Non vi pentirete di aver speso 50 Dollari per questo classico di quasi cinquant’anni fa.

Michael Fremer

Letto 8428 volte Ultima modifica il Venerdì, 21 Dicembre 2007 11:44

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