Direttive europee per la Pivacy Online

Questo sito WEB usa cookie per gestire l'autenticazione, la navigazione e altre funzionalità, anche di terze parti. Usufruendo del sito, acconsentite che questo tipo di informazioni vengano raccolte e memorizzate sul vostro dispositivo.

Leggi i riferimenti normativi europei sulla privacy online

Avete rifiutato l'utilizzo dei cookies. La vostra scelta può essere modificata in ogni momento.

Avete acconsentito all'utilizzo di cookies. Potete comunque modificare questa impostazione in ogni momento.

Lunedì, 08 Marzo 2010 14:15

JUNIOR WELLS CHICAGO - BLUES BAND. HOODOO MAN BLUES

Scritto da
Vota questo articolo
(1 Vota)

Michael Fremer ascolta:

JUNIOR WELLS CHICAGO - BLUES BAND. HOODOO MAN BLUES -

2 LP 180g 45 giri Analogue

Productions APB 034-45

Prod: Robert G. Koester. Eng:

Stu Black. Mixing: Stu Black.

Mastering: Kevin Gray, AcousTech.

www.soundandmusic.com

giudizio tecnico: ECCEZIONALE


giudizio artistico: ECCEZIONALE

S TOP

Era il 1965 e Junior Wells non era più l'adolescente precoce che era stato accompagnato da gente del calibro di Muddy Waters, Elmore James e Otis Spann nei suoi successi del 1953 e del 1954. Ormai trentenne, era ormai stabilmente parte di quella generazione di bluesmen elettrici di Chicago. Andava in tour e lavorava regolarmente presso Theresa's, nel South Side. E stava per produrre un album che è rimasto a lungo un must di qualunque collezione moderna.

Gli album non erano ancora una parte importante della scena blues. La maggior parte erano compilation di successi, spesso di vecchi artisti 'riscoperti'. Il blues era musica da 78 giri e 45 giri, venduta nelle botteghe di barbiere e nei negozietti all'angolo. Ma il blues si stava guadagnando un gran pubblico nel 1965 e gli album in generale stavano diventando via via più convenienti per ascoltatori di tutti i generi musicali popolari. E fu così che Bob Koester portò Junior Wells nei Sound Studios con la sua Chicago Blues Band, composta da Buddy Guy (chitarra), Jack Myers (basso) e Billy Warren (batteria) per registrare il Delmark DS-612, Hoodoo Man Blues.

La voce roca e solida di Wells, sottolineata dall'armonica, è incantevole. Più delicato di Howlin' Wolf, altrettanto sensuale di Muddy nel suo primo periodo, egli si pavoneggia, tuba, ride spaventa

ed in generale pretende la vostra più completa attenzione. In un brano come quello di apertura, Snatch it Back and Hold it, è controllato per quanto il blues lo permetta. Se non sapeste chi state ascoltando, probabilmente vi chiedereste quando James Brown abbia inciso un album di blues. Abbottonato, teso e motivato, egli si carica. In un blues lento come In the Wee Wee Hours, egli rumina sull'armonica, talvolta enfatizzando le note gravi, talvolta gemendo con piccoli, penetranti lamenti. Ci sono stati tanti grandi cantanti blues. Pochi hanno lavorato con un gruppo così

affiatato. Hoodoo Man Blues è tanto l'album di Buddy Guy quanto quello di Wells; la maggior parte dei miei amici lo definiva «l'album di Buddy Guy e Junior Wells». Non aveva bisogno di un titolo,

gli è stato dato questo (anche se avrebbero potuto dargliene altri, alcuni davvero perfetti). Nella metà degli anni '60, Guy aveva perfezionato il suo stile blues elettrico, suonando linee di singole note pungenti e piccoli pezzi di accordi che emergevano senza sforzo dall'accompagnamento

a Wells per contrastarlo nella guida del brano. Il duo chitarra/armonica è una venerabile tradizione blues, talvolta suonato da una persona (Jimmy Reed), talvolta da due, come Sonny Terry e

Brownie McGhee. E' un accoppiamento interessante - talvolta l'armonica è come una tromba, talvolta come un piccolo organo. Il chitarrista ha molte scelte - accordi, note, unirsi al ritmo, contrastare il ritmo. Wells non è forse l'armonicista più versatile, ma Buddy Guy fa così tante

cose brillanti attorno a lui che i due mantengono un clima fresco ed eccitante.

Nella title track, per esempio, egli usa il suo tremolo per suonare come un organo di chiesa.

Aggiungete a questo mix Jack Myers al basso. Myers non è un bassista ordinario.

Tra lui e Guy c'è un'ottima intesa, ciascuno dei due occasionalmente imita l'altro, oppure i due si scambiano brevemente le parti. L'effetto complessivo di Wells, Guy e Myers, insieme all'elegante

batterista Warren, è tale da dare l'idea che stia succedendo sempre qualcosa di nuovo. Si tratta sempre di asciugare il brano, renderlo incredibilmente funky o spigoloso o triste. Questo album segna uno dei momenti migliori del blues di Chicago. Wells ha fatto alcuni altri buoni album dopo questo, tra questi Southside Blues Jam, ma non ho mai sentito niente di meglio di Hoodoo Man Blues. Ci sono quelli che preferiscono il suo sound dei primi anni '50, ma io non sono tra questi. Se riuscite a trovare Blues Hit Big Town, la ristampa Delmark del 1977 (DL-640) di quei vecchi dischi degli anni '50, potete sentire la differenza. Wells sta ancora assimilando le sue influenze. La sua armonica sembra molto quella di Jimmy Reed ed anche, probabilmente, quella di Sonny Boy Williamson (il primo). Anche con la maggior parte della band di Muddy alle sue spalle, la musica richiama tanto il boogie delle paludi del sud che Chicago. La versione del '53 di Hoodoo Man è più lenta, più scura. La versione del 1965 è molto più lesta e più sinistra: infatti, con l'eccezione di Live at the Regal di B.B.King, non riesco a pensare ad un migliore album di blues dell'inizio o della metà degli anni '60 suonato con musicisti del periodo. Questi sono bluesmen al massimo della loro espressività. Il loro pubblico non è più composto da soli neri e annovera parecchi bianchi, ma forse loro non se ne sono ancora accorti e suonano ancora il vero blues. Anche la registrazione è di grande rilievo. Infatti, è stato proprio questo disco che mi ha fatto nascere la passione per il collezionismo di dischi. Circa sei anni fa, mi trovavo a Chicago per lavoro ed ho scoperto Jazz Record Mart, il negoziodel fondatore della Delmark, Bob Koester. Avendo notato che l'LP che mia

moglie aveva acquistato all'inizio del nostro matrimonio, nella fine degli anni '60, era parecchio consumato, ho deciso di acquistare il CD in quel negozio. Il CD e la ristampa su vinile erano entrambi in vendita per 10 Dollari e ne ho approfittato per comprarli entrambi. Il contrasto era notevole. Wells sembrava cantare in un'altra stanza, nel CD. Quelle malvagie risate? Erano semplici cinguettii. Quella chitarra pungente? Non così pungente. E' stato allora che ho deciso che, quando possibile, avrei acquistato le versioni in vinile, per lo meno di musica prodotta originariamente per essere pubblicata su LP, specialmente di grandi cantanti. E raramente sono stato deluso alla mia

fedeltà a questa logica. Neanche la ristampa Analogue Productions mi ha deluso. Il vinile stampato alla RTI è ben fatto e molto silenzioso – non ho notato click o pop su tutte e quattro le facciate. L'ingegnere masterizzatore Kevin Gray ha scelto di mantenere il mix originale di Stu Black, con la batteria al centro-sinistra, il basso a sinistra sullo sfondo, la voce di Wells un pelo a sinistra, l'armonica al centro e Guy principalmente sul canale destro. Non è un'immagine classica ma per me è perfetta. Rispetto alle mie due vecchie copie a 33 giri, la stampa AcousTech è senz'altro più pulita e più presente. Il basso ha più articolazione, la batteria più vita. La cosa che mi ha fatto fermare nel mio giudizio è che Guy sembra un pelo più prominente e quindi Wells leggermente più arretrato.

Il 45 giri da più la sensazione dell'ensemble, l'originale da più l'impressione di un cantante davanti ad un gruppo di accompagnamento. Non è una differenza pazzesca - la sto esagerando per rendere l'idea - ma qualcuno potrebbe cavillare sulla cosa definendo la ristampa troppo pulita. A me piace di più, principalmente perché Guy è dannatamente in gamba. Seriamente, si tratta di una delle più grandiose performance per chitarra mai ritratte su disco. La confezione è fedele, ma non aggiunge

alcunché di nuovo. Come ho detto per parecchie altre ristampe a 45 giri, per così tanti Euro potreste desiderare una copertina un po' più robusta. Ma è un dettaglio. Questo album è DINAMITE e questa stampa è gradevole. Davvero un grande album, fatto veramente bene. Ora, se qualcuno potesse fare lo stesso a Live at the Regal e al grande West Side Soul di Magic Sam, un altro classico

Delmark…

Letto 5282 volte Ultima modifica il Lunedì, 08 Marzo 2010 14:15

Editore

Sound and Music Novità Aprile 2016

Le novità di Aprile da Sound & Music

Sound and Music Novità Febbraio 2016

Le novità di Febbraio da Sound & Music

Audiophile Sound a casa tua

Abbonamento: Rivista+CD a casa tua

OFFERTA: Solo 81 Euro (con CD) per 12 numeri invece di 10

Risparmi 27 Euro su acquisto in edicola!!!

CLICCA QUI

Audiophile Sound Digital Edition

Compra l’ EDIZIONE DIGITALE

Solo 3,90 euro (5,90 con il CD)

Risparmia più di 3 Euro per numero!!!

CLICCA QUI

Audiophile Sound Abbonamenti

EDIZIONE DIGITALE

Solo 24 euro (39 euro con il CD)

OFFERTA: per 12 numeri invece di 10

Risparmia fino a 66 Euro sul'acquisto in edicola!!!

CLICCA QUI

 

Accesso Utente

Utilizzando questo sito si accettano integralmente le norme e le condizioni d'uso in vigore