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Domenica, 12 Ottobre 2014 00:00

Michael Fremer ascolta la ristampa rock di Aqualung della Classic Records

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Lo stesso Ian Anderson potrebbe chiedersi perché la gente sia ancora interessata ad Aqualung a trentasei anni dalla prima uscita – o forse no. Anche se quasi comicamente semplice, il riff di apertura della canzone che da il titolo al disco è uno dei passaggi più ingegnosi ed indelebili del rock

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Quest'album contemplativo è pieno di memorabili melodie che esprimono rabbia, nostalgia, rimpianto, dispiacere, tenerezza e contentezza. Anderson si libera completamente delle sue affettazioni hyper-blues alla Roland Kirk in favore di una chiara miscela di folk acustico e rock elettrico, ben sapendo come spingere il gruppo verso spiritate intensità espressive. Gli arrangiamenti sono agili, la produzione è pulita e la registrazione intima e ben organizzata, anche se il basso è un po' leggerino per una registrazione rock orientata al riff.
Ho confrontato la nuova ristampa da 200 grammi Classic con: 1) una Chrysalis originale inglese; 2) una Chrysalis/Warner Brothers originale americana; 3) una Islank Pink Label francese originale; 4) l'edizione Mobile Fidelity half speed e 5) la riedizione DCC da 180g masterizzato dal team di Hoffman e Gray. Ora, piuttosto che esprimere giudizi di valore, limitiamoci ad un confronto senza pregiudizi. Prima di tutto, l'equalizzazione sul MoFi è estrema: il basso è stato pompato a livelli da cartone animato e le medio-alte hanno un picco nella regione della presenza. Molto 'hi-fi', l'intimità ed il calore della voce di Anderson sono sacrificati alle spigolosità e alle sibilanti. È quello che mi è piaciuto meno, anche se le superfici sono mortalmente silenziose e i transitori, come ci si aspetta da una masterizzazione half-speed, sono puliti e precisi. Su alcuni impianti (limitati in basso e ricchi in gamma media), il MoFi potrebbe suonare alla grande. Il Chrysalis inglese è in qualche modo deludente, con voci ruvide ed eccessivamente grandi e una chitarra acustica un po' gracile. In generale, comunque, non da scartare, specialmente per i bassi tesi e non eccessivi. Mi piace l'edizione francese Island Pink Label, per la sua gamma media calda e le chitarre acustiche espressive. Credo che colga l'intimità che Anderson desiderava per la sua voce e le chitarre acustiche cristalline, anche se dal corpo caldo. L'edizione americana originale Warner Brothers/Chrysalis ha l'equilibrio timbrico più coerente tra tutte le edizioni commerciali, con una gamma media ricca e un'estensione ragionevolmente buona. Comunque, suona dinamicamente compressa e manca di un pizzico di chiarezza e messa a fuoco. Per quanto riguarda l'edizione DCC, non scommetterei mai contro la casa di Hoffman e Gray, che allora lavoravano alla Artisan, e la DCC è un esempio di buon gusto e chiarezza nell'equalizzazione, uniti ad un'ottima stampa RTI su 180g. Giusto per completezza, ho anche ascoltato il CD gold DCC. Un momento! Martin Barre suona un flauto, un piccolo, economico strumento a fiato in chiave di Do in, tra le altre tracce, Mother Goose. In tutti gli LP è 'flautato', 'legnoso', 'arioso' e 'rotondo'. Lo si sente appena sul CD. Comunque, la nuova edizione Classic, incise a partire dal nastro master originale noleggiato alla Classic da Anderson in persona e mai usato prima da chiunque per incidere una lacca, per quanto ne sappia io, ha tutto. Inciso da Chris Bellman presso la struttura di Bernie Grundman, questa nuova versione ha calore, estensione, messa a fuoco, chiarezza, dinamica e tutto quello che potreste desiderare. Come la stampa Acoustic Sounds di Fragile degli Yes, Aqualung non era in partenza una grande registrazione. E' un po' timida in gamma bassa, anche se il basso profondo è sorprendentemente robusto e se il vostro impianto scende fin li, lo sentirete con il vinile Classic senza la melma ed il fango aggiunto dall'eccessiva equalizzazione in gamma bassa che caratterizza alcune delle altre stampe. Questo nuovissimo Aqualung è la versione definitiva e se amate questo disco, allora vale i soldi che costa. Sentirete dettagli musicali e colori mai precedentemente rivelati in qualunque altra versione e la voce di Mr. Anderson sembrerà letteralmente a portata di mano, tanto puramente ed intimamente è resa dall'incisione di Bellman. In nessun'altra versione le chitarre acustiche hanno sia un attacco credibile che un sostegno altrettanto veritiero.
Per quanto riguarda la qualità della stampa, forse avrete sentito parlare della recente 'distrazione' della Classic, o vi siete lamentati del rumore nel solco di ingresso e/o dell'ondulazione di alcune stampe Classic, specialmente sulle ultime di Norah Jones e
Diana Krall. Senza entrare nei dettagli, Classic stava 'sperimentando' impianti di stampaggio alternativi a RTI e, come con qualunque nuovo inizio, ci sono state difficoltà. In effetti, stampare LP da 200g piatti, senza bordo di sicurezza, è intrinsecamente problematico. Per 'piatti' intendo dire che l'area dei solchi non cala fino a metà percorso per poi risalire verso il centro del disco, come succede con tutti gli altri LP, che siano da 180g o meno. Stampare piatto è lodevole, perché elimina errori di azimut e di altro genere causati dalle variazioni di 'quota'. Però, far si che il vinile liquido fluisca correttamente verso i solchi esterni è difficile, e lo è ancora di più a causa dell'insistenza della Classic per non produrre il bordo di sicurezza sul diametro esterno del disco. Questo profilo permette al vinile di fluire oltre nell'utensile oltre l'orlo del disco, creando rumore e altri problemi Per cui, Classic ha rilavorato i propri utensili per produrre un bordo appena accennato che vedrete su questo disco e su future stampe Classic. In ogni caso, il disco conserva il profilo piatto ed il peso di 200g. Se l'esemplare sigillato di Aqualung che ho ricevuto io è tipico di quello che possiamo aspettarci d'ora in poi dalla Classic, penso che potremo essere tutti contenti. Il disco era perfettamente piatto e assolutamente silenzioso.
Infine, Classic non ha risparmiato nel riprodurre la finitura originale dell'LP, che ricordava un tessuto di lino. Avrete quindi l'aspetto e la percezione tattile della stampa originale inglese, con un suono molto migliore.

JETHRO TULL. AQUALUNG.
LP 200g Island/Classic Records ILPS 9145-200G
Registrazione stereo da studio Prod: Ian Anderson e Terry Ellis; Eng: John Burns; Master: Chris Bellman presso Bernie Grundman Mastering
www.soundandmusic.com
giudizio artistico: OTTIMO-ECCEZIONALE
giudizio tecnico: OTTIMO-ECCEZIONALE

 

Letto 5787 volte Ultima modifica il Domenica, 12 Ottobre 2014 17:57
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