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Domenica, 12 Ottobre 2014 00:00

SARAH GILLESPIE. STALKING JULIET. CD 2008

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Questo CD è bellissimo dal primo minuto fino all'ultimo. Canzone folk/rock d'autore, contaminata con elementi mediorientali, jazz, e molto altro. Sarah è una grande autrice, scrive materiale molto valido, ‘roba sostanziosa’, in questi tempi di minestrine insipide. Non mi riferisco soltanto alla musica, ma anche alle parole, che secondo me non sono meno importanti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Egea Music/SAM Production SAM 9023.
Sarah Gillespie (vocals, guitar, main performer, composer), Gilad Atzmon (accordion, tenor/alto saxes, clarinet, harmonica, arrangements), Asaf Sirkis (drums, urdu), Ben Bastin (electric tric and double bass), Billy Adamson (guitar), Sameer Makhoul (violin and oud), John Turville (piano), Emma Stockington (background vocals).
Stereo. Reg. Eastcote Studios, 2008. Eng: Philippe Bagenal, Anna Tjan. Mixing: Philippe Bagenal, Gilad Atzmon. Mastering: Andrew Tulloch.
www.sarahgillespie.com myspace.com/sarahgillespie www.egeamusic.com

giudizio artistico: OTTIMO-ECCEZIONALE.
Questo CD è bellissimo dal primo minuto fino all'ultimo. Canzone folk/rock d'autore, contaminata con elementi mediorientali, jazz, e molto altro. Sarah è una grande autrice, scrive materiale molto valido, ‘roba sostanziosa’, in questi tempi di minestrine insipide. Non mi riferisco soltanto alla musica, ma anche alle parole, che secondo me non sono meno importanti. E' una poetessa, e scusate se è poco. Ha una voce bellissima, dotata di una tavolozza molto ampia, che lei usa con gran classe, molta competenza e nessuna presunzione. La produzione creativa e visionaria di Gilad Atzmon è per lei un perfetto veicolo espressivo: colpi di scena, cambi di atmosfera, arrangiamenti ricchi e complessi, mai facilotti o scontati.
Amo particolarmente Big mistake, che apre con percussioni, armonica e archi, dove lo stile britannico della voce interagisce efficacemente col pattern mediorientale, per poi diventare sorprendentemente angelico durante i bridges, dall'atmosfera settecentesca. Anche le bluesy Malicious Simone e Call me stupid, ungrateful, vicious & insatiable, hanno una ricchezza immaginativa non indifferente. Il title-track combina elementi swing e rock: il contrabbasso pulsante sposa le chitarre elettriche e i sassofoni con esiti molto apprezzabili.
Questo disco piacerebbe a Nick Cave, a Joan Armatrading, a Neil Young e a Tom Waits, e Joni Mitchell deve essere la madrina di battesimo della nostra Sarah.
Pierluigi Avorio

giudizio tecnico: OTTIMO-ECCEZIONALE.
5 4 5 5
Un bel disegno sonoro definisce questa registrazione, a cominciare dal dettaglio, che punta sulla caratterizzazione e sulla differenziazione di ogni suono: questa scelta valorizza la ricchezza di atmosfere e sapori di ogni brano, dando spazio ai molti colori e alla resa timbrica degli strumenti, e marcando gli accostamenti spesso desueti tra generi e motivi. Dinamiche eccezionali, a loro volta, contribuiscono a questo proposito, ritraendo elaborati profili emotivi in ogni brano. Il soundstage, ben aperto, espanso, lascia la dovuta ariosità nella disposizione degli strumenti. Il bilanciamento tonale è sì improntato su registri medi e caldi, ma non per questo svaluta gli acuti: semplicemente, è la 'lunarità' di molti brani a chiedere un'impostazione di quel tipo.
Pierluigi Avorio

Letto 4889 volte Ultima modifica il Domenica, 12 Ottobre 2014 18:03
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