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Lunedì, 13 Ottobre 2014 00:00

Ken Kessler / Hi-Fi News - Martin Logan: Diffusori Spire

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«Martin Logan non sconvolge i puristi, semplicemente perché i diffusori ML non suonano come ibridi...»

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I puristi non cederanno mai sull'argomento 'elettrostatici a banda completa contro ibridi'. La realtà è che i diffusori elettrostatici - eguagliati solo da quelli a nastro per velocità e trasparenza - devono essere enormi se si vuole che emettano basse frequenze ed elevate pressioni sonore. Per cui, beati quelli che possono permettersi di comprare ed ospitare, diciamo, i grandi Sound Lab. Per il resto di noi, gli ibridi sono un sano compromesso.
Martin Logan conosce esattamente quale dilemma presenti questo scenario che vede opposti diffusori full-range a diffusori ibridi, in quanto produce entrambi i tipi. È stato uno dei pochi produttori di ibridi in grado di non sconvolgere i puristi, semplicemente perché i diffusori ML non suonano come ibridi. Dopo la presentazione, lo scorso anno, di un nuovo modello a banda completa - e si, il CLX è grande e costoso - l'attenzione dell'azienda si è rivolta di nuovo agli ibridi. Per più di venticinque anni, Martin Logan ha, iniziando con i suoi caratteristici pannelli curvi, ottimizzato i materiali e la rigidità dei telai, la dispersione, la gradualità dell'incrocio, la velocità del woofer e ogni altro dettaglio, applicando quindi i risultati degli esperimenti ai modelli meno costosi del catalogo.
Lo Spire, il più caro modello ibrido dell'azienda dopo il CLX, è descritto come il primo modello post-CLX e beneficia di tutte le tecnologie che sono il marchio di fabbrica dell'azienda. Il suo diaframma lungo 1.120mm è il pannello trasparente, ricurvo dei CLS Xstat montato nell'AirFrame brevettato e lavora fino a 320Hz, frequenza alla quale subentra un woofer PoweredForce da 25cm; nel precedente Summit l'incrocio era a 270Hz. L'altoparlante consiste in un cestello stampato su cui è montato un cono a lunga escursione e lunga gittata in alluminio ed è ospitato in una camera asimmetrica non-risonante posta dietro e sotto al pannello; in essa trova posto anche un amplificatore da 200W su 4 Ohm. Le dimensioni dello Spire sono 1.500 x 320 x 451mm (h x l x p), le stesse del Summit a parte la profondità, che in quest'ultimo è di 520mm. Le altezze effettive variano leggermente a seconda dell'uso di punte o di piedini più rispettosi del pavimento.
Ed ecco i punti in cui si vede come Martin Logan ha leggermente sottodimensionato e calato di prezzo gli Spire rispetto ai Summit, che sostituiscono: un woofer ed un amplificatore in meno per diffusore e controlli semplificati sul posteriore. Lo Spire offre solo un unico controllo di livello a 35Hz (+/-10dB) al posto dei controlli a 25Hz e 50Hz del Summit; eppure, non si ha l'impressione di una mancanza di controllo. Di certo, io non ho avuto problemi ad adattare il diffusore alla mia stanza di ascolto; d'altronde, dal punto di vista delle risonanze, quella stanza è costruita come un rifugio antiatomico. Anche se lo Spire ha una risposta in frequenza di 29Hz-23kHz +/-3dB, rispetto ai 24Hz-23kHz +/-3dB del Summit, con 1dB in meno di sensibilità, che si attesta a 91dB/W/m, l'impressione con tutti i controlli su 'flat' è quella di un basso considerevolmente più profondo e robusto.
Non ho assolutamente alcuna informazione su come Martin Logan sia riuscita a dimezzare la dotazione di woofer e amplificatori e a mantenere comunque un suono apparentemente più pieno e più ricco. La dispersione è praticamente identica ed il carattere in gamma media mostra i forti tratti caratteriali di famiglia che mi incoraggiano a vivere tranquillamente con il Summit giorno dopo giorno. Pilotato dal magnifico Krell S300i, o anche dal Quad 909 se volete risparmiare qualche Euro, lo Spire ha dimostrato tutte le qualità che mi hanno fatto innamorare degli ibridi Martin Logan più di dieci anni fa. Tea for the Tillerman di Cat Stevens rimasterizzato, ascoltato sul CD Musical Fidelity Kw25, mi ha ricordato che il produttore Paul Samwell-Smith suonava il basso per gli Yardbirds: anche se le registrazioni di quel gruppo non godevano della superiorità sonora che meritavano, erano inventive e avevano un suono ricco. Samwell-Smith ha dotato TFTT delle più lussuose ottave medio basse possibili per voce, chitarra acustica e basso elettrico. I violini di Into White sono serici ed allo stesso tempo chiari e precisamente posizionati. Quando si considera che la maggior parte dei brani contiene sovraincisioni, l'abilità di questo produttore nel creare un insieme sonoro è notevole - proprio quello che ci vuole per testare la consistenza dello Spire. Anche se c'è una tentazione di concentrare l'attenzione sulla performance nel basso degli Spire, non solo a causa dell'intensità e del controllo del suono, il punto di forza del diffusore è il componente elettrostatico. La voce di Stevens ha sempre affascinato chi teneva dimostrazioni a causa della sua tessitura e delle emozioni da essa trasmesse. Per quanto hippy e figlio della propria epoca, l'album suona con gli Spire come l'equivalente di una comoda ciabatta o di un calzino nei sali da bagno. Non è proprio un muro di suono come una tappezzeria.
Ma raramente TFTT suona meno che magnifico. Riproducendo il salace album di Son of Dave, 02, un diffusore che ha appena dimostrato la sua capacità con il più dolce dei suoni trasforma immediatamente la stanza in una saletta per festini. Raschiamenti di armonica, pesanti pedate, voci rauche e ghignanti: l'apertura degli Spire ha permesso all'atmosfera della registrazione di respirare nella stanza, grazie a suoni allo stesso tempo urbani e primitivi. I registri bassi e la veloce gamma alta degli
Spire sono proprio quello che serve per riprodurre una armonica folle e percussioni improvvisate, con il giusto peso sotto e rapidi transitori sopra per posizionare perfettamente questo eccellente artista blues nello spazio tra i diffusori.
Dal sublime al delirante: la mozzafiato Take a Chance on Me degli Abba si spande nella stanza, riempiendola da sinistra a destra e da davanti a dietro. Con armonie intrecciate, i passaggi di chitarra e gli accompagnamenti di archi e sintetizzatori appaiono e scompaiono nell'immagine sonora con velocità e sorpresa; non importa quante volte sentite questo successo da radio, c'è sempre qualcosa di nuovo da scoprire. Lo Spire suona così pulito, così chiaro, così nudo e trasparente che presto si capisce perché gli Abba siano irresistibili come un gattino appena nato.
Disgustoso? Due dita in gola? Forse, ma talvolta un pizzico di saccarina è utile per contrastare le erbe amare. Accoppiato con quel capolavoro di amplificatore integrato da meno di 3.500 della Krell, gli Spire offrono per 8,990 Euro quello che considererei
un affarone a 18.000 euro. Soddisfano su tutti i fronti: Qualità timbrica, autentica ricreazione dello spazio, restituzione del dettaglio. Per i fan degli elettrostatici che desiderano bassi e controllo, sono benvenuti come qualunque modello offerto da Martin Logan negli anni. Per cui, possiamo solo immaginarci cosa offrirà il prossimo nuovo modello Summit X…
Avendo usato quotidianamente i Summit dal 2005, sono impressionato dalla loro consistenza, ascoltabilità e generale competenza. Sono probabilmente i diffusori che terrei se dovessi liberarmi di tutto il resto: tutte le virtù di un elettrostatico unite a maggiori livelli sonori e veri bassi. Ma non mi aspettavo che gli Spire, meno costosi e più piccoli, li battessero!
Dai Summit agli Spire
Con la cassa del suo woofer meno profonda di 70mm rispetto a quella del Summit, lo Spire esemplifica come la ricaduta tecnologica vada a beneficio dell'utente - specialmente perché oggi le dimensioni sono un problema di non poco conto. La maggior parte degli sviluppi relativi al pannello elettrostatico, al telaio, al woofer, ecc. sono stati utilizzati per il CLX, per cui ML si è affidata in gran parte al proprio crossover Vojtko per la trasformazione dal sublime Summit all'ancora più sublime Spire. Trasformatore avvolto in proprio, bobine in aria, condensatori in polipropilene,
costruzione a mano - questa è pura audiofilia. Nessuna sorpresa circa i meriti in questo settore, dunque, dato che il crossover è la chiave per il successo di qualunque ibrido. E per quanto graduale sia il crossover del Summit, quello dello Spire è ancora più 'invisibile'.
Ken Kessler / Hi-Fi News

 

Distribuzione: Audio Natali Srl
Via Alessandro Volta 14
51016 Montecatini Terme, Pistoia
Tel: 0572-772595 - www.audionatali.it

 

Letto 6853 volte Ultima modifica il Lunedì, 13 Ottobre 2014 15:37
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