Direttive europee per la Pivacy Online

Questo sito WEB usa cookie per gestire l'autenticazione, la navigazione e altre funzionalità, anche di terze parti. Usufruendo del sito, acconsentite che questo tipo di informazioni vengano raccolte e memorizzate sul vostro dispositivo.

Leggi i riferimenti normativi europei sulla privacy online

Avete rifiutato l'utilizzo dei cookies. La vostra scelta può essere modificata in ogni momento.

Avete acconsentito all'utilizzo di cookies. Potete comunque modificare questa impostazione in ogni momento.

Lunedì, 23 Febbraio 2015 13:35

Le battaglie e le tempeste musicali nel Seicento

Questo disco registrato dall'Accademia Musicale dell'Annnciata ci mostra questo meraviglioso repertorio del XVII secolo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il fenomeno forse più notevole della storia della musica europea del Seicento consiste nella formidabile e irreversibile ascesa della musica strumentale. Il programma qui registrato esibisce le nuove potenzialità della musica strumentale in due campi che rientrano tra i luoghi prediletti delle arti figurative, e in particolare della pittura del Seicento: la battaglia e la tempesta. Accomunano i due soggetti, un’altissima tensione espressiva, un’energia e un dinamismo che, tanto nell’evento naturalistico della tempesta quanto nell’umana ferocia della battaglia, raggiungono l’apice dell’intensità concepibile dall’uomo di quell’epoca. Si dispiega in queste pagine un campionario caratteristico di formule ritmico-melodiche, di usi tonali, di soluzioni dinamiche specifiche. Gioverà a evocare la battaglia l’imitazione della scrittura propria della tromba, strumento bellico par excellence, o di quella del pifferino suonato dai soldati. Ecco dunque i salti di quarta, l’insistenza sui gradi dell’arpeggio e il grado congiunto che inaugurano la gagliarda Battaglia di Samuel Scheidt (dedicata non a caso al cornettista della sua corte), ma caratterizzano anche la «Marcia» della Suite di Johann Caspar Fischer e il Grand air de guerre di Jean-Baptiste Lully. Fondamentali sono anche le batterie di note ribattute a imitazione del rullo regolare dei tamburi militari, sempre nella Battaglia di Scheidt, in quella di Heinrich Ignaz Franz von Biber o nell’«Aria dei combattenti» di Fischer. Imprescindibile è infine lo «stile concitato», o «genere da guerra», messo a punto da Monteverdi nel Combattimento di Tancredi e Clorinda, e qui ricorrente nelle sezioni «Marcia» e «La battaglia» della composizione di Biber, nell’«Aria dei combattenti» di Fischer e nell’attacco ai mulini a vento nella suite donchisciottesca di Telemann. Una variante dello stile concitato, varrà a rappresentare anche l’infuriare degli elementi atmosferici nell’evocazione della tempesta, tra rapinose volatine di biscrome (da eseguirsi violent) e batterie di semicrome ribattute nel Curtain Tune di Matthew Locke o, quasi un secolo più tardi, nella «Tempesta di mare» dal Novembre di Gregor Joseph Werner. Ulteriore ingrediente, spia d’un disordine cosmico d’origine naturale o umana, è poi la dissonanza, che s’insinua nei canti discordi dei soldati nella Battaglia di Biber o nel Curtain Tune di Matthew Locke.


Samuel Scheidt: Gaglliard Battaglia a 5 voci (1621)
Matthew Locke: Curtain tune dalla Suite “The Tempest” (1674)
Johann Caspar Ferdinand Fischer: Suite I da “le Journal du Printemps” (1695)
Gregor Joseph Werner: il Novembre da “Calendario musicale” (1748)
Ignaz Franz von Biber: Battaglia (1673)
Georg Philipp Telemann: Suite “Burlesque de Quixotte” TWV 55
Jean Baptiste Lully:
Grand air de guerre
Ballet du temple de la paix (1685)


Notizie fornite da Egea Music

 

www.egeamusic.com

 

Letto 634 volte

Accesso Utente

Utilizzando questo sito si accettano integralmente le norme e le condizioni d'uso in vigore