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Lunedì, 16 Aprile 2018 15:08

La "TAS LIST" di Harry Pearson / The Absolute Sound In evidenza

Ecco una nuova rubrica in Audiophile sound. Ogni mese Pierre Bolduc analizzerà uno o due dischi dalla lista di HP per

capire se le registrazioni incluse nella famosa lista sono veramente una convincente fotografia audio: in altre parole, per dirla nelle parole di Harry Pearson, se hanno un “suono assoluto”.

                                            

Nel numero 165 di Audiophile sound Pierre ha scelto

  1. The Weavers – Reunion At Carnegie Hall 1963 e
  2. La Fille Mal Gardée di Herold Lanchberry

Nel numero 166 di audiophile sound, invece, Pierre ha scelto

  1. Casino Royale

Per coloro che non hanno letto l’articolo introduttivo di Pierre pubblicato su Audiophile sound n. 165, lo riportiamo qui. Abbiamo anche riportato in fondo della pagina la TAS LIST del 2014 che è l’ultima lista compilata da Harry Pearson a quella sulla quale Pierre si baserà per i suoi ascolti critici.

Ecco l'articolo introduttivo di Pierre pubblicato su Audiophile sound n. 165:

Harry Pearson è stato il fondatore della rivista The Absolute Sound (TAS). È morto un paio di anni fa dopo aver venduto la rivista che continua a prosperare tutt'oggi (www.theabsolutesound.com). Nel corso degli anni, HP, com'era conosciuto, aveva creato una “TAS LIST”, ossia una lista degli LP con il miglior suono dell'era analogica.*

L'obiettivo di HP era quello di individuare quegli LP che meglio si adattassero alla sua descrizione del “suono assoluto”, cioè, “the absolute sound” ossia il suono degli strumenti acustici ascoltati in condizioni live. Come me, HP credeva che per riprodurre correttamente la musica non c'era soltanto bisogno di un eccellente impianto audio, occorrevano ugualmente registrazioni che fossero vere e proprie fotocopie audio dell'evento musicale, codificate su qualsiasi formato audio.
Il termine ‘correttamente’ è la parola chiave in quest'ultima proposizione: perché il suono da riprodurre non dovrebbe essere bello, caldo, piacevole, un suono ‘audiofilo’, ma invece corretto: con questo voglio dire un suono che riproduce il più fedelmente possibile ciò che è sato registrato sul disco. Di conseguenza, se la registrazione dovesse essere una schifezza in fatto di suono, anche il suono che esce dai diffusori dovrebbe essere una schifezza. Se non lo è, significa che il vostro sistema audio colora così la registrazione al punto di sfigurare la fotografia sonora del disco da riprodurre.
Con questa filosofia in mente, HP scelse quei titoli che riteneva riproducessero più fedelmente l'esperienza live, quelli più vicini al suono degli strumenti dal vivo ascoltati in condizioni dal vivo. Quindi, l'obiettivo di HP non era quello di presentarci la migliore interpretazione di un dato lavoro, ma invece il disco  con la riproduzione più corretta del suono.
Nel corso del 2018 darò un'occhiata più attenta a ciascuna di queste registrazioni per vedere se le sue scelte riflettessero la sua e anche la mia filosofia a proposito dei processi di registrazione e di riproduzione; in altre parole, se le registrazioni scelte in queste liste ci danno una convincente ‘fotografia audio’ di un evento musicale dal vivo. Infatti, non penso che tutte lo facciano.
Inoltre, penso che HP non abbia considerato una serie di fantastiche registrazioni.
Quindi in Audiophile sound abbiamo creato una nuova rubrica intitolata: ‘La lista di PB': I titoli che HP non ha incluso o considerato. In altre parole, una lista 'alternativa': Nel numero 166 di Audiophile sound CARTA e DIGITAL ho proposto "Holiday In Vienna" con Hans Knappertsbusch, mentre in Audiophile sound DIGITAL numero 165, ho proposto Espana con Ataulfo Argenta. Pierre Bolduc

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* HP cambiava continuamente i dischi della lista TAS. Abbiamo scelto l'ultima che presentò nel 2014, qualche settimane prima di lasciarci, che aggiungo qui di seguito:

TAS AS 165 news

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