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Martedì, 17 Novembre 2015 15:29

PIERRE BOLDUC SPIEGA PERCHE' L'LP 45 GIRI SUONA MEGLIO

 

 

 

 

 

 

Pierre Bolduc ha lavorato con gli Abbey Road Studios di Londra e la SST in Germania per la produzione dei 6 nuovi vinili della 'The Vinyl Collection', curata da lui, e in particolare per l'elaborazione digitale del master e il mastering a 45 giri dell'edizione delle Ouverture di Rossini suonate dalla Philharmonia Orchestra, diretta da Carlo Maria Giulini (The Vinyl Collection: LP TVC012 / 2 LP 180gr. 12"  / 45 giri)

Qui di seguito Pierre Bolduc spiega perché un'edizione a 45 giri è molto più vicina al master originale che non le edizioni tradizionali a 33 giri.

Ho seguito personalmente la produzione dell'edizione dei 45 giri delle Ouverture di Rossini: dalla digitalizzazione del nastro agli Abbey Road Studios alla duplicazione degli LP alla Pallas in Germania. Già all'ascolto del master era chiaro che si trattava di un'incisione di eccezionale qualità che meritava di essere in qualche maniera privilegiata: è per questo che ho deciso di offrirvela su supporto 45 giri. Il problema era il costo ma quello l'abbiamo superato (scorrere giù >>> 'I COSTI DI PRODUZIONE').

Rossini: a priori un'incisione eccezionale

Secondo me serve a niente riprodurre incisioni su formato 45 giri se non si ha a che fare con un vero fuori classe. Questo Columbia SAX 2560 pubblicato nel 1965 lo è. Ho una copia originale, prima edizione: già dopo cinque minuti di ascolto non c'era dubbio che quel LP prodotto da Walter Legge era qualcosa di speciale: la presenza degli strumenti, lo spazio attorno a loro, le gradazioni dinamiche, i colori così vividi dei vari strumenti, senza parlare del corpo fantastico delle percussioni, ma anche la facilità d'emissione dei tutti orchestrali anche a livelli dinamici terrificanti, tutto questo colpì subito non solo me ma a tutti gli ascoltatori a chi feci ascoltare l'LP. Ma le vere potenzialità di questa incisione si rivelò con drammatico impatto quando Abbey Road mi mandò i file digitalizzati in 24bit/192kHz dei nastri originali: un altro mondo! Particolarmente sorprendente è stata la riproduzione degli estremi di banda: una facilità di emissione, un ascolto senza stress anche nei passaggi iper movimentati e dinamici che lasciò tutti noi a bocca aperta. Allora mi sono chiesto: come facciamo per trasferire ai nostri lettori il piacere che avevo provato io quando ho sentito il master? Presi allora tre decisioni che vi farà capire meglio il dramma e l'emozione dell'interpretazione di Giulini di questi capolavori.

1. Digitalizzazione a 24bit/192kHz

Abbiamo avuto fortuna qui. Prima di decidere sulla risoluzione della digitalizzazione da adottare ho dovuto aspettare che il mastering engineer a Abbey Road mi telefonasse per comunicarmi lo stato di salute dei nastri. L'ultima rimasterizzazione fu fatta nel 2003, dodici anni fà, e così i nastri erano rimasti a Hayes dove la EMI (oggi Warner) tiene il magazzino di tutti i nastri e metal plates delle circa 30.000 incisioni in loro possesso. Nel caso fosse stato necessario una maggiore pulizia del nastro non sarebbe stato possibile digitalizzare in 24bit/192 kHz: questo perché il programma di editing usato da Abbey Road permette solo di la risoluzione 24bit/96kHz. Non fu il caso e così un convertitore Benchmark fu impiegato per codificare in risoluzione 24bit/192kHz. Un'eccellente notizia perché è la prova che non ci sono stati fatti interventi strani che spesso fanno che un nuovo remastering di un capolavoro realizzato negli anni '90 suoni ancora meglio che uno fatto ieri… perché gli ingegneri hanno fatto interventi poco saggi.

Sul piano musicale le differenze tra 96 e 192 kHz non sono certamente drammatici ma il grosso vantaggio è il noise floor, il livello di rumore che è più basso alla risoluzione più alta. Questo permette di allargare lo spazio dinamico e di riprodurre più dettaglio orchestrale che normalmente sarebbe sepolto sotto un rumore più elevato. Come dicevo… tutto fa.

2. Uso di session tapes - non il production master - per la digitalizzazione

Immaginatevi presenti alla seduta di registrazione. Giulini è sul podio e la luce rossa della cabina di registrazione lampeggia. Il direttore abbassa il braccio destro e via con l'inizio della Gazza ladra. I due percussionisti si seguono ma uno è fuori tempo... Giulini ferma l'orchestra, prende il telefono e dice al producer che debbono ripetere l'inizio. Allora il producer dà il via per un altro take e quel nuovo take si chiamerà ‘take 2’ dello stesso passaggio. Durante l'incisione ci saranno varie passaggi che avranno la necessità di essere ripetuti e ri-registrati, alcunei volte due, tre volte. Alla fine della registrazione Giulini e il suo producer ascoltano i vari take e decidono quali scegliere. Sarà il lavoro del producer dopo di incollare i vari take insieme e questo diventerà il vero master fatto dai ‘session tapes’ (in America sono conosciuti come ‘work parts’. Da questa collezione di take verrà fatta una copia chiamata il 'production master'. Quasi tutti gli LP sono stati realizzati a partire di questi production master o addirittura di copie del production master. Non farvi illusioni: era troppo rischioso usare i session tapes per fare i vinili: bastava un errore manuale… e il master sarebbe distrutto per sempre.

Ma non è il caso nostro! Abbiamo usato i ‘session tapes’ delle Ouverture di Rossini e l'ingegnere a Abbey Road ha dovuto ri-incollare vari estratti che si erano scollati prima di fare la digitalizzazione. In questo senso il master nostro proviene dai nastri che giravano sul registratore BRT III della EMI quando dirigeva Giulini!

In termini di qualità sonora l'uso di una copia, anche se è quella del master fatto dai session tapes, risulta in una perdita di dinamica e di un incremento di rumore di fondo. Ne risultano un suono un po' più piatto e una perdita di dettaglio quando la musica viene suonata piano a cause dell'incremento del fruscio che inevitabilmente copra le note quando suonate molto piano. In termini musicali, i contrasti dinamici per esempio dei violini che suonano piano e dopo pianissimo vengono meno percepiti come d'altronde quando entrano i tromboni nella coda del Guglielmo Tell: i contrasti diventono meno pungenti e di fatto meno esilaranti. Tutto fa…

3. I benefici del supporto 45 giri

Negli anni Quaranta quando sono nati i dischi a 45 giri, non su LP 12" ma su vinili da 7 pollici, girava la voce che i 45 si chiamavano così per erano la differenza tra 78 giri e 33 giri! Bello! Per chi conosce solo i 7 pollici (quasi tutta musica pop) gli LP 45 sono dei vinili da 12 pollici come l'LP standard ma invece di girare alla velocità di questi, cioè a 33 1/3 giri per essere precisi, girano a 45 giri per minuto sul vostro giradischi.

Il fatto di girare a 45 giri in termini di resa sonora li danno grandi vantaggi rispetto all'LP standard. è un aumento del 35% della velocità del solco (in qualsiasi punto del disco). Per chi sia interessato a capire per quali motivi un 45giri suona meglio che un '33, vi mando all'articolo di Vincenzo Fratello pubblicato in AS EXTRA 147 (disponibile gratis sul nostro sito). Invece vorrei spiegare in queste righe quali sono i benefici sonori e musicali offerti da un LP di 12" che gira a 45 giri; e, prima di tutto, come si avvicinano più alla qualità del nastro master che i nostri amati vinili incisi alla velocità standard.

Se uno confronta la stessa incisione uscita sui due formati, le differenze uditivi sono eclatanti. La prima cosa che ‘salta all'occhio’ è infatti l'immagine stereofonica: più ravvicinata, più palpabile, più dettagliata. In termini musicali questo si traduce in archi più presenti, specialmente i violoncelli e contrabbassi. Un'estensione in frequenze più larga e una resa dinamica più imponente aiuta a ricreare il dettaglio orchestrale. Perché più l'estensione è grande, più i colori strumentali vengono riprodotti con naturalezza; allora nella fotografia sonora riescono a essere identificati più facilmente dall'ascoltatore. Stessa storia per una più grande resa dinamica: il fatto che la registrazione riesce a riprodurre i legni o gli ottoni con più vivacità timbrica e più dinamica fà anche i dialoghi fra di loro diventano molto più percepibili: questo incremento di presenza vi cambierà la vostra percezione della lettura di Giulini. Siccome gli archi bassi sono il fondamento dell'orchestra, al momento in cui invece di sentire un ‘boom’ uno sente strumenti articolati e sempre presenti, allora la fotografia sonora diventa più vivida e sono percepibili tutti i rilievi, tutti i dettagli che di solito vengono 'persi' nella zona bassa dell'incisione; di un colpo molto sono più udibili e così anche la scrittura di Rossini è più lucida. E più dettagli ci sono, più uno si sente coinvolto nella musica.

Il risultato di tutto questo? Il 45 giri ti trasporta molto di più nel luogo di registrazione e così ti fa partecipare all'evento musicale che orchestra e direttore, - nel nostro caso le Ouverture di Rossini -, provano di trasferire all'ascoltatore: ovvero l'emozione della performance quando naturalmente gli artisti ci riescono (non è sempre il caso…). Ma qui ci riescono! Pierre Bolduc

  

I COSTI DI PRODUZIONE...

2 LP 45 giri / 12” 189gr. Rossini, Overtures
UN’OFFERTA ECCEZIONALE DA NON PERDERE!
7 LP (5 x 33 giri + 2 x 45 giri) per solo 110,10 euro (compreso spese corrieri)

Per chi non conosce il mondo dei LP 45 giri, navigando su Internet nei siti di shop online o ancora nei siti come www.soundandmusic.com, vi renderete conto che il prezzo di questo formato è molto costoso. I prezzi variano dai 55 euro ai 80euro per due LP 45 giri! Sembra un'esagerazione, ma è così. Il prezzo elevato si spiega non solamente perché due LP sono necessari per coprire il programma musicale contenuto su uno LP, ma perché i costi di produzione di packaging e di trasporto sono più elevati.

L'offerta in corsa della Serie II di 'The Vinyl Collection' è quella di acquistare 5 LP 180gr/33giri in più di un'edizione a 45 giri per il prezzo di 110.10 euro (incluso il costo di due corrieri): questo  significa che, facendo una media di 67,50 Euro (tra 55 e 80 euro) per il costo di un'edizione a 45 giri, ognuno degli altri 5 LP/180gr vi costerà 13,5 Euro l'LP!!!

Chi sa fare due conti arriverà alla conclusione che il guadagno è veramente minimo. E avrà ragione.

Allora perché l'abbiamo fatto?

Perché siamo rimasti molto commossi dalle reazioni ai ritardi delle uscite della prima seria. Tra tutti coloro che hanno prenotato i sei primi titoli, con tanti pagando già a gennaio dell'anno scorso, non c'è stato uno di voi che ha cancellato l'ordine. E a parte una solo mail un po' antipatica non c'è stato nemmeno una comunicazione arrabbiata; anzi c'è stato un flusso di ringraziamenti per il lavoro fatto. So che queste mie parole potrebbero sembrare un'operazione di marketing, ma vi assicurò che non lo è. Non credo che potremmo ripetere una tale offerta ed è per questo che stampiamo solamente 300 copie dei due LP a 45 giri. Purtroppo i costi elevatissimi di questo supporto ci hanno anche costretto a non offrire anche l'edizione a 33 giri - perché inquel caso avremmo dovuto stampare 8 LP e il rischio era semplicemente troppo elevato).

Allora non perdete quest'offerta davvero unica. Potete sempre comprare i cinque altri titoli (tutti a 33 giri, 180gr), ma vi consiglio di comprare tutta la serie inclusi i 45 giri perché non solamente farete un affare ma, più importante, scoprirete un favoloso LP Columbia offerto in una veste sonora che mette a luce il grande Carlo Maria Giulini e un'orchestra che all'epoca era ancora la ‘numero 1’ in Europa.

N.B. Il 99% dei giradischi sul mercato permette di ascoltare entrambi i 33 e 45 giri. Non c'è bisogno di nessun tipo di pre speciale per ascoltare questo formato. Pierre Bolduc

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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