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Giovedì, 15 Febbraio 2007 16:55

Boulez - Pli selon pli

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BOULEZ.

PLI SELON PLI.

C.Schäfer (soprano), Ensemble Intercontemporain, P.Boulez.

CD Deutsche Grammophon 471 344-2. 69:44.

DDD. Stereo. Studio Recording. Cité de la Musique, Parigi (Francia). 2001.

Prod: C.Gansch. Eng: S.Flock.


giudizio artistico: ECCEZIONALE

A voler credere a quanto affermano i suoi detrattori, per tutta la sua carriera Pierre Boulez ha condotto una rivoluzione musicale modernista dura e intransigente.

Tuttavia, pur essendo del tutto convinto della validità dei propri obiettivi, Boulez non rifugge da un sano atteggiamento pragmatico - infatti la sua professione di direttore lo ha fatto vivere nel mondo ‘reale’, un fatto che gli ha permesso di farsi un’esperienza nella difficile arte di risolvere i problemi e di trarre utili insegnamenti dal processo esecutivo che lo vede direttamente coinvolto. Il fatto che abbia saputo elevare la sua musicaoltre le formule forse un po’ soffocanti degli anni Cinquanta la dice lunga sul suo desiderio disviluppare il proprio stile e di comunicare.

Inoltre Boulez è anche un perfezionista, sempre pronto a rivedere le sue opere, come dimostra il fatto che molti suoi lavori sono cambiati profondamentecon il passare degli anni. Pli selon Pli è una di queste opere. Questo ‘ritratto’ di Mallarmé, enigmatico poeta francese del XIX secolo, è stato concepito nel 1957 ma è stato portato a termine solo nel 1989. In questo lasso di tempo Boulez ha realizzato di quest’opera due registrazioni (CBS/Sony e Erato). Questa nuova versione, l’ultima di tante incisioni effettuate per la Deutsche Grammophon dal grande compositore-direttore francese, costituisce quindi un’edizione definitiva. La musica di Pierre Boulez viene generalmente definita ‘difficile’. Questo può essere vero, ma è bene sottolineare anche la sua lucidità, la sua bellezza timbrica e la sua capacità di mettere sempre in luce il notevole talentodi Boulez per le sonorità e l’equilibrio.

Questo lavoro, della durata di settanta minuti, è strutturatoin cinque movimenti - i tre tempi centrali sono intitolati tutti «Improvisation» e prevedono la presenza di un soprano (nell’occasione la notevole Christine Schäfer) mentre i due movimenti estremi sono concepiti per un’ampia orchestra da camera. Ogni suono e ogni variazione dinamica appaiono soppesati con estrema attenzione. La musica è caratterizzata da un tono di linearità quasi vocale, con il ‘discorso’ che viene diviso tra i diversi strumenti - va notato che ogni movimento richiede una diversa combinazione strumentale.

L’interpretazione contenuta in questo disco appare accuratissima e l’esecuzione rivela una notevole partecipazione. Suggestiva, acuta e mutevole su diversi piani, la musica di Boulez riesce ad affascinare l’ascoltatore con colori stupefacenti e spettrali. Il modo in cui Boulez riesce a tradurre Mallarmé in musica costituisce in questo senso un vero e proprio viaggio, dagli spunti veramente seducenti.

Colin Anderson


giudizio tecnico: ???

DINAMICA: 5

EQUILIBRIO TONALE :5

PALCOSCENICO SONORO: 5

DETTAGLIO: 5

Nella sua preparazione Boulez è stato estremamente meticoloso e la qualità della registrazione rispecchia la stessa perfezione. Di conseguenza ogni dettaglio, inflessione o impasto sonoro è riprodotto in maniera inappuntabile.

Nella realizzazione di questa produzione non è stato fatto ricorso ad alcun artificio e tutto quello che si ascolta risponde né più né meno alle intenzioni del direttore-compositore al punto che sarebbe inutile pensare che vi sia una nota o un bilanciamento poco

riuscito. Mi sembra solo che per ottenere un suono e un’immagine sonora del tutto definite sia necessario tenere un volume sensibilmente più elevato del solito. Per il resto tutto è perfetto!

Colin Anderson

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