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Giovedì, 22 Febbraio 2007 11:53

KAGAN-PALEY - Ave Maria slava

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KAGAN-PALEY.

AVE MARIA SLAVA.

XRCD JVC SVCD1050.

DDD. Stereo. Cobwebs studios, Londra;

Prod. Greg Walsh, Ryoii Oba; Eng. Greg Walsh, Ryoii Oba, Takashi Watanabe; Master Hiromichi Takiguchi.


giudizio artistico: BUONO

Vyatcheslav Kagan-Paley è un giovane sopranista russo dotato di una voce realmente incredibile. Il presente lavoro consiste in dodici differenti versioni dell'Ave Maria, scritte da altrettanti compositori: Mozart, Verdi, Caccini, Saint-Saens, Bach, Tosti, Bizet, Bruckner, Stravinsky, Schubert e Liszt.

Ogni traccia risulta differente per stile, esecuzione ed approccio. L'ascolto completo dell'intero album riesce a trasportare l'ascoltatore in una sorta di trance mistica ed ipnotica difficile da descrivere. Non capita spesso di imbattersi in dischi di cantanti d'opera di tale livello e fantasia. Sicuramente si tratta di un lavoro sperimentale e fuori da ogni schema, ma per questo un album da ascoltare con grande concentrazione. Gli arrangiamenti - assolutamente straordinari - disegnano attorno alla voce di Vyatcheslav Kagan-Paley un panorama bizzarro e intrigante, sostanzialmente dissacrante in un contesto di musica sacra. Non tutto l'album è caratterizzato da un costante buon gusto, ma lascia intravedere interessanti sviluppi per il futuro di questo artista. Simone Bardazzi


giudizio tecnico: SUFFICIENTE

DINAMICA: 2

EQUILIBRIO TONALE : 2

PALCOSCENICO SONORO: 2

DETTAGLIO: 2

Nonostante, l'eccellente formato (XRCD) con il quale viene presentato questo album, non mi pare si tratti di un lavoro in grado di poter affascinare gli amanti della purezza del suono. Il massiccio impiego di strumenti elettronici, spesso caratterizzati da sonorità poco ricercate, rende il profilo d'ascolto alquanto piatto e poco naturale.

Il soundstage è pressoché fittizio e non esteso in profondità di campo. La dinamica riguarda esclusivamente la voce, mentre le basi musicali appaiono prive di qualsiasi coordinazione in tal senso. Il dettaglio è appena accettabile, se paragonato a quello di altre produzioni elettroniche, dove ogni singolo suono viene posto in risalto con cura. Il bilanciamento appare nei limiti della gradevolezza, senza alcun guizzo di genialità. Indubbiamente, l'eccellenza del formato garantisce un escursione sul range delle frequenze veramente esteso, con bassi profondissimi e alti stupefacenti. Ciò nonostante, non è sufficiente un formato hi end per rendere un disco veramente audiophile…

Simone Bardazzi

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