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Giovedì, 01 Marzo 2007 21:08

ESPANA!

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ESPANA!

XRCD FIM LIMXR24 016.

London Symphony Orchestra. Ataulfo Argenta.

ADD. Stereo. Kingsway Hall. 31.12.1956/01.01.1957.

Prod: Smith/Parray. Ing: K. Wilkinson.

www.soundandmusic.com


giudizio artistico: OTTIMO-ECCEZIONALE

Un'altra versione di Espana! La versione mono di questa registrazione è stata uno dei best seller negli anni '50 e la versione stereo ha da allora acquisito lo status di cult tra gli audiofili. La prima rimasterizzazione digitale di questi lavori è apparsa in un cofanetto di due CD intitolato Musica Espanola, Decca 433 911- 2, che conteneva anche alcune delle prime registrazioni di Ansermet.

Nel 1999 la Decca ha rimasterizzato i brani di Espana con tecnologia 24bit/96kHz nella sua eccellente serie Legends (medio prezzo, 466 378-2). Se la memoria non mi inganna, c'era anche una versione DCC gold pubblicata alcuni anni prima della edizione Legends e, più recentemente, Speaker's Corner ci ha dato una edizione su vinile a 180g di questo titolo. E solo la scorsa estate, la Decca ha pubblicato un cofanetto di cinque CD (475 774-7) dedicato all'integrale delle registrazioni di Argenta per la Decca inglese (egli ne effettuò anche alcune per la Decca spagnola ma sono state omesse da questo cofanetto). Non ho sentito nessuno dei CD contenuti in quest'ultimo cofanetto, per cui non posso dirvi se si tratta di nuove rimasterizzazioni o no. Speriamo di si, perché quel cofanetto contiene anche la famosa registrazione della Sinfonia Fantastica di Berlioz (che uso spesso per le mie dimostrazioni) apparsa originariamente su una decente ristampa su CD della PickWick (PWK 1147), poi ritirata dal catalogo quando la Decca l'ha pubblicata nella sua serie dichiaratamente hi-fi chiamata The Classic Sound in una rimasterizzazione terribilmente dura e vetrosa.

Dunque, cos'è tutta questa agitazione attorno a Espana? In parte, la sua popolarità è legata ai contenuti popolari del disco: circa 45 minuti dedicati a musica spagnola interamente composta da non-spagnoli. In effetti, sia la Espana di Chabrier che il Capriccio Spagnolo di Rimsky-Korsakov sono ai primi posti della lista audiophile del repertorio classico. Ed in questo disco le performance sono molto buone. Anche se il Capriccio non mostra la folle eccitazione che gli dà Kondrashin nel disco RCA Living Stereo intitolato Capriccio Italien/Espanol (XRCD JVC JMXR24013, un XRCD 'must' per la vostra collezione, anche per l'ottima registrazione), la profonda comprensione dei ritmi spagnoli da parte di Argenta dà alle sue performance un bel gusto spagnolo senza mai perdere di vista la struttura globale dei lavori. Comunque, ho la sensazione che sia nei lavori di contorno presenti in questo XRCD – il lavoro di Granados e le cinque Danze Spagnole (Libro 1, Op.12) di Mozkowski - che Argenta eccella veramente. So che questa affermazione può suonare poco ortodossa, ma non penso che Argenta avesse lo stesso talento per la musica spagnola di, per esempio, Fruebeck de Burgos - anche le registrazioni di musica spagnola di quest'ultimo per la Decca appartengono al pantheon audiofilo.

Argenta era un direttore le cui performance erano vivaci ed eccitanti, ma a lui piaceva avere anche tutto sotto controllo. Un po' come Karajan: estasi, si, ma estasi controllata. Queste Cinque Canzoni hanno forse un nome spagnolo ma, come sottolineano le eccellenti note di Lionel Salter, non sono caratterialmente lontane dalla musica dell'Europa centrale, in cui l'effervescenza interpretativa è meno importante del rispetto per la complessa struttura dei lavori. In questi lavori, la miscela tra l'ovvia comprensione dell'idioma spagnolo da parte di Argenta ed il suo controllo sulla struttura ci garantisce quindi eccellenti letture. Le performance suonano vive, leggere e fluenti senza mai andare fuori dalle righe. Penso che l'approccio funzioni. Raccomandato.

Pierre Bolduc


giudizio tecnico: OTTIMO-ECCEZIONALE

DINAMICA: 4

EQUILIBRIO TONALE : 5

PALCOSCENICO SONORO: 5

DETTAGLIO: 5

Non ho sentito i nastri master, ma tutte le precedenti edizioni su CD hanno mostrato grandi qualità nel lavoro di Kenneth Wilkinson: chiarezza di linea, immediatezza, buona estensione ed un soundstage un po' meno immediato di, diciamo, quello de La Fille Mal Gardée, ma che comunque restituisce tutti i corretti dettagli orchestrali dello spartito. E, come molte delle primissime registrazioni Decca stereo della serie di LP 2000 (l'originale aveva numero di catalogo SXL 2020) ha la magica trasparenza che vi dà la sensazione di essere sul podio, di sentire suoni diretti come quelli brillanti che si possono ascoltare nel Sogno di Mezz'Estate di Mendelssohn diretto da Peter Maag per la Decca (SXL 2060) e la fantastica registrazione della Sinfonia Fantastica di Berlioz, sempre con Argenta (SXL 2009). Un consiglio per i fissati del vinile. L'LP originale di Espana! è molto costoso sul mercato dell'usato, ma la ristampa Speaker’s Corner, anche se non trasparente come l'originale, è comunque trasferita molto bene e offre un basso più solido dell'originale. Raccomandato.

Anche meglio è la versione mono originale che possiedo. Letta con una testina mono di alta classe ha maggiore solidità e integrità timbrica sia della SXL originale che della ristampa. Ed il bilanciamento della registrazione è diverso da quello della versione stereo, perché è più avanzato. Di tutte le edizioni digitali, quella in XRCD della FIM è la migliore di tutte. Come sapete, non sono un grande fan della serie XRCD della JVC perché gli ingegneri giapponesi equalizzano i nastri, con risultati, secondo me, non sempre naturali. Non questo. Non c'è alcuna nasalità, né alcuna evidenziazione artificiale di specifiche frequenze. Il basso è molto buono, il pizzicato in Espana! è frizzante e leggero. Ovviamente, questa è una registrazione vecchia di cinquant'anni, per cui non ha l'estensione dinamica delle migliori registrazioni odierne, ma la brillantezza del bilanciamento imposto da Wilkinson comporta che essa possa essere annoverata tra la dozzina circa di grandi registrazioni Decca.

Queste rimasterizzazione FIM sono prodotte estremamente bene e Paul Stubblebine merita un applauso per i suoi lavori di rimasterizzazione ed il produttore Winston Ma per il suo coraggio nell'immettere ancora una volta nel mercato questi classici dell'Epoca d'Oro.

Pierre Bolduc

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