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Giovedì, 08 Marzo 2007 12:16

CANTATE DOMINO

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CANTATE DOMINO.

XRCD Proprius XRCD762.

Marianne Mellnäs (soprano), Alf Linder (organo), Oscar's Motet Choir, Torsten Nilsson (dir.).

Studio. Stereo. Oscarskyrkan, Stoccolma, 23-25/1 e 29/4/1976.

Prod: J.Boëthius. Eng: B.Alving.

www.soundandmusic.com


giudizio artistico: BUONO

Cosa si può dire di un disco che rappresenta una pietra miliare della discografia audiophile? Le composizioni per organo e/oClassic Records: Lou Donaldson, Swing and Soul coro raccolte in Cantate Domino spaziano dal Settecento mitteleuropeo al repertorio tradizionale svedese e francese, ad un autore americano contemporaneo non certo di indirizzo classico (Irving Berlin). Le interpretazioni sono piacevoli e mai inquietanti, spicca in particolare l'ottimo organo di Alf Linder, mentre le voci (in particolare quella del soprano solista Marianne Mellnäs) non fanno certo gridare al miracolo. Ma nel

complesso la prestazione è esente da grossi difetti. Le composizioni sono quasi tutte di breve durata e favoriscono un ascolto rilassato. Spicca il piacevole Concerto per Organo in La Maggiore di Walther, mentre aggiungono valore musicologico composizioni poco frequentate quali Mariæ Wiegenlied di Max Reger. Ad alleggerire ulteriormente l'ascolto provvede la giustapposizione di evergreen come Stille Nacht. In conclusione, non un disco di riferimento per i contenuti, ma senz'altro un disco che insegnerà qualcosa all'audiofilo medio e regalerà molti momenti di piacere.

Marco Manunta


giudizio tecnico: BUONO

DINAMICA: 4

EQUILIBRIO TONALE : 4

PALCOSCENICO SONORO: 3

DETTAGLIO: 3/4

Una registrazione analogica d'annata per un disco che è da trent'anni un riferimento per gli audiofili. In effetti, la giustapposizione di organo e voci in un ambiente naturale offre una ghiotta occasione per valutare in modo completo il suono di un impianto. L'XRCD in oggetto presenta un suono dinamico e

potente, con un'immagine proiettata abbastanza in avanti ma comunque spessa, una gamma bassa granitica e veloce, un suono completo nelle tessiture timbriche e nei dettagli più minuti. Certo, nasce il sospetto che il dettaglio, quasi da miniatura, sia stata ottenuta estroflettendo un pelo più del dovuto la gamma media, come spesso capita con le rimasterizzazioni su XRCD. Per togliermi questo dubbio ho

posato sul mio piatto la versione su vinile di questo titolo ed i miei sospetti sono stati confermati: l'LP dimostra una dinamica più limitata ed un dettaglio lievemente minore, ma anche un equilibrio timbrico migliore e, soprattutto, un'immagine meno avanzata e decisamente più spessa, con una scena più omogenea e molto più materica. In particolare, il coro risulta perfettamente stagliato da un diffusore all'altro nell'LP, mentre nell'XRCD i cantanti tendono ad ammassarsi nei diffusori. Ottima in entrambi i casi l'ambienza.

Marco Manunta

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