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Venerdì, 26 Ottobre 2007 11:47

BACH – PARTITE PER VIOLINO SOLO

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BACH JS. PARTITA PER VIOLINO SOLO IN SI MINORE BWV 1002.

PARTITA PER VIOLINO SOLO N. 3 IN MI MAGGIORE BWV 1006.

SONATA PER VIOLINO SOLO N. 2 IN LA MINORE BWV 1003.

Ilya Gringolts (violino).

CD Deutsche Grammophon 474 235-2. 58:57.

Stereo. DDD. Studio Recording. 2002. Galaxy Studio, Moi (Belgio).

Prod.: Sid McLauchlan. Bal. Eng.: Ulrich Vette. Eng.: Filip Heurckmans.


giudizio artistico: OTTIMO

Le esecuzioni proposte da questo disco possiedono una notevole originalità, improntata a una visione ‘storicamente informata’ ma esente da qualsiasi pedanteria sia in termini di resa della scrittura virtuosistica sia nell’esaltazione della vitalità della musica di Bach. Ilya Gringolts affronta questi lavori nel pieno rispetto della loro struttura armonica e ritmica, offrendoci una chiara visione dell’ossatura della musica ma comunque evidenziando una vivace comunicativa e il desiderio che ogni nota (e ogni abbellimento) abbia un preciso significato. Questa visione, in cui coesistono un tono austero e una identificazione personale, è molto eloquente. La Partita in si minore denota una struttura davvero grandiosa. Gringolts esalta questo aspetto senza perdere di vista la struttura ritmica di ciascun movimento. Probabilmente qualche accentuazione viene sottolineata in maniera eccessiva, eppure la concentrazione e il vigore della lettura di Gringolts sono tali che non si fa fatica a immergersi nell’intensità e nel dinamismo con cui il violinista russo tratteggia questa musica straordinaria. Registrate da vicino – forse persino troppo - e con un vibrato ridotto ai minimi termini, queste esecuzioni denotano un carattere baldanzoso e privo di fronzoli che personalmente apprezzo. In altre parole, sembra quasi che il virtuoso russo voglia farci apprezzare pienamente l’espressione della musica. In ogni caso per tutta la durata del disco non si avverte mai la mancanza di una certa ornamentazione con finalità espressive, come si può notare, per esempio, nel Grave iniziale della Sonata in la minore cui fa seguito una Fuga eseguita con meravigliosa trasparenza. Se un simile approccio potrebbe sembrare a prima vista un po’ accademico, è anche giusto sottolineare il fatto che Gringolts vive fino in fondo questa musica, offrendoci una interpretazione che potrebbe anche apparire del tutto spontanea se non fosse per la rigorosa attenzione prestata all’aspetto stilistico e che potremmo definire ‘di estrema pulizia’. Tuttavia questo non impedisce a Gringolts di tratteggiare un Andante - terzo movimento - molto coinvolgente che esalta allo stesso tempo l’arte di Gringolts e l’anima di Bach. La meravigliosa Partita in mi maggiore, con il suo celebre Preludio che rivela l’essenza dell’approccio (generalmente) pungente di Gringolts, racchiude una Gavotte en rondeau che forse potrebbe essere eseguita in maniera più fascinosa – per quanto il suo aspetto più significativo sia costituito dal fatto che Gringolts enfatizza il lato formale e armonico, prestando molta attenzione sia all’aspetto stilistico sia a quello più popolare reggiungendo così ottimi risultati in chiave espressiva. Nel complesso si potrebbe avanzare qualche riserva su certi attacchi sopra le righe di Gringolts e sulla mancanza di ambienza della registrazione ma fermarci a questi elementi non ci consentirebbe di apprezzare la sua vitalità e la sua padronanza stilistica. È molto probabile che venga pubblicato un secondo volume che permetterebbe di completare la produzione per violino solo di Bach.

Colin Anderson


giudizio tecnico: BUONO

DINAMICA: 3

EQUILIBRIO TONALE : 3

PALCOSCENICO SONORO: 3

DETTAGLIO: 5

Come ho già sottolineato, la registrazione è secca e poco ariosa, al punto che sembra quasi di essere seduti di fronte al violinista. Le dinamiche e la restituzione tonale presentano limiti addirittura troppo realistici. Qualcuno potrebbe giudicare questa esperienza d’ascolto quanto meno discutibile, un fatto che, unito alle sonorità poco delicate del violino - peraltro una scelta stilistica ben precisa del virtuoso russo - e al suo approccio piuttosto aggressivo, potrebbe alla fine rivelarsi scoraggiante. Detto questo, la visione intellettuale e la fiducia in se stesso di Gringolts ci garantiscono letture di grande interesse e ricche di spunti, con una eccezionale resa di dettagli come la rapida e brillante diteggiatura e l’agilissima articolazione dell’interprete russo.

Colin Anderson

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