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Venerdì, 16 Novembre 2007 11:55

MAHLER: SINFONIA N°4

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MAHLER. SINFONIA N°4.

Chicago Symphony Orchestra, Fritz Reiner. SACD ibrido

RCA Living Stereo 82876 67901 2.

ADD. Stereo. Orchestra Hall, Chicago. 1958. Prod: R.Mohr. Eng: L.Layton.


giudizio artistico: BUONO-OTTIMO

Delle dieci sinfonie che Mahler ha scritto, questa è la più corta insieme alla Prima e probabilmente

la più accessibile. E’ composta di quattro movimenti, l’ultimo dei quali ospita un soprano che canta una visione infantile del Paradiso. Come ci si aspettava, la Chicago Symphony diretta da Reiner suona meravigliosamente: gli archi sono lussuosi, i legni molto intonati e gli ottoni hanno un timbro dorato. L’esecuzione degli archi è meravigliosa e per coloro che gradiscono una visione lirica dello spartito questa è forse la migliore registrazione disponibile. Questo, credo, possiamo aspettarci dalla banda di Reiner. Il problema, per me, è la mancanza di individualità nella lettura in generale: essa non coglie veramente lo spirito della sinfonia. L’interpretazione di Reiner è molto seria. Raramente egli sorride. Le battute di apertura del primo movimento, così snelle nelle mani di Bruno Walter o di Georg Szell - anche in quelle di Karajan - danno già un’idea di ciò che seguirà: un tempo piuttosto rigido che marcia inesorabilmente verso la fine del movimento. Mi sono piaciuti di più il secondo ed il terzo movimento, specialmente il movimento lento con i suoi lunghi passaggi lirici. Ancora una volta, ascoltate la famosa performance dal vivo di Bruno Walter con Elisabeth Schwarzkopf e la Vienna Philharmonic in un CD Music and Arts (in effetti il concerto di addio di Bruno Walter con l’orchestra viennese) per vedere cosa può fare un direttore ispirato con questo pezzo. L’ultimo movimento è particolarmente deludente. Dove è il fervore infantile, l’innocenza, la giocosità nel canto di Lisa della Casa? La cantante appare inquadrata, pesante, lamentosa. In conclusione: una registrazione che manca della giocosità e dei contrasti puntuali che gli spartiti di Mahler richiedono. Non voglio con questo dire che non vi sia tensione: ce n’è molta e non c’è un attimo di requie nella direzione di Riener. Eppure, sotto la bellissima superficie dell’interpretazione giacciono tutte le nette contraddizioni di Mahler che, nelle mani di Reiner, sono appena accennate. La superficie di questa lettura è deliziosamente lucidata, il timbro ricco, l’esecuzione un non plus ultra, ma non c’è la passione che esprime il tormento interiore che è alla base di ogni lavoro scritto da Mahler.

Pierre Bolduc


giudizio tecnico: OTTIMO-ECCEZIONALE

DINAMICA: 5

EQUILIBRIO TONALE : 4/5

PALCOSCENICO SONORO: 4/5

DETTAGLIO: 5

Questa è un’ottima registrazione Living Stereo. Lo strato SACD in questo disco ibrido rende alla perfezione i crescendo dello spartito. Il pieno nel primo movimento - dopo il quale la tromba suona il famoso tema di apertura della Quinta Sinfonia dello stesso Mahler - è sconvolgente nella sua chiarezza. Nel secondo movimento, le figurazioni dei legno e gli assoli dei corni non si perdono mai nel suono orchestrale. E’ vero, i legni sono un po’ avanzati nel soundstage ma, diversamente da molte registrazioni multitraccia, il dettaglio degli archi non è perduto. Impressionante è anche la chiarezza della linea del basso: i violoncelli ed i contrabbassi sono riprodotti con fine dettaglio ed il basso profondo è ben controllato e ben focalizzato. Timbricamente gli archi sono lussuosi e gli ottoni dorati. Un ulteriore ascolto del disco mi ha fatto domandare se non sia stato troppo severo nel dargli solo un buono-ottimo. L’esecuzione è veramente, veramente buona, gli archi hanno un corpo meraviglioso. Il tempo nel primo movimento è piuttosto veloce, troppo per i miei gusti, ma potrebbe non essere così per voi. Alla fine, ci sono problemi legati all’ultimo movimento che non si possono proprio ignorare. C’è una versione affascinante della Quarta con Klemperer ed Elisabeth Schwarzkopf in un LP Testament/EMI SAX 2441 (disponibile anche su un CD EMI a prezzo medio) con una esposizione meravigliosamente idiomatica dell’ultimo movimento, una delle migliori registrazioni di quel movimento che abbia mai sentito. E l’interpretazione di Klemperer, granitica, ironica, capricciosa, seria ma con un sorriso nascosto, è l’opposto dell’approccio piuttosto rigido di Reiner. La registrazione EMI è eccezionale, differente ma allo stesso livello di questo SACD Living Stereo. Gli amanti del digitale dovrebbero ascoltare la lettura di Szell su Sony Classical: c’è vera individualità in una lettura incoronata dal canto di Judith Raskin nel quarto movimento. Pierre Bolduc

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