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Venerdì, 03 Ottobre 2008 13:13

Joseph Haydn: Harpsichord Concertos in F and G

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Joseph Haydn .

Harpsichord Concertos in F and G

La Petite Bande / Sigiswald Kuijken

ACCENT ACC24188

ott 2006 / Doopsgezinde Kerk, Haarlem, Holland / Hybrid SACD

ING. Suono: Bert van der Wolf

PROD: Hanno Pfisterer

www.jupiterclassics.com


Kuijken è un nome che rappresenta sicuramente una garanzia in materia di interpretazione, sonorità e ricerca filologica intelligente. E infatti Sigiswald Kuijken, che in questo bel disco concerta La Petite Bande, non smentisce le aspettative. Il gruppo belga, fondato nel 1972 dallo stesso Kuijken per una registrazione del Le Bourgeois Gentilhomme di Lully, rappresenta oggi una delle formazioni di riferimento in tutto il mondo per la musica da camera del barocco italiano e classico.

Questo è un disco assolutamente piacevole. L'ho già ascoltato decine di volte da quando l'ho messo su qualche settimana fa (e io non sono un patito di Haydn...). Ma si fa ascoltare! La sonorità prima di tutto: estrema ricerca della raffinatezza e dell'equilibrio. Quattro violini, due viole, un contrabbasso, due oboi, due corni, un fagotto, un cembalo; questa è la formazione qui impegnata nel restituirci un Haydn che davvero mostra tutta la sua lungimiranza, afferrandoci in un'esperienza del tempo stesso fatta di cambiamento e del relativo processo dando così alla musica quasi la nostra stessa condizione di esseri viventi. Un Haydn che lascia presagire quanto di più alto, musicalmente parlando, sarebbe avvenuto poco oltre con Mozart e Beethoven. Un Haydn mostrato per quello che è. "Faro" per il classicismo imminente e punto di riferimento assoluto per musica di ogni tempo che verrà.

Kuijken e la sua Petite Bande restituiscono una lettura straordinariamente eufonica fatta di leggerezza ed energia vibrante, di intimismo e coinvolgimento dimostrando come sia l'autore che il suo interprete ben conoscano la potenza e l'energia che ogni strumento detiene. Ivano Scavino

Giudizio Artistico: ECCEZIONALE

ACCENT Records è un'etichetta belga fondata nel 1978 da un liutaio tedesco e dedicatasi particolarmente alla musica del XVII e XVIII secolo. Per essa hanno inciso nomi come Rene Jacobs, Erik van Nevel, l'italiano Vittorio Ghielmi... Anch'essa una garanzia, dunque, come il nome Kuijken cui mi riferivo precedentemente. Garante delle peculiarità di ogni strumento cercando di metterne in luce le caratteristiche salienti e la capacità di interazione con gli altri. Ad esempio, nei due Concerti per cembalo e archi, appare notevole il rapporto acustico tra le parti: il cembalo predomina perché predomina la scrittura musicale per lo strumento, non perché è stato alterato l'equilibrio in fase di bilanciamento tonale. La naturalezza con cui lo scintillio del pizzicato del plettro sulle corde del registro acuto e la densità profonda del medesimo giù nelle ottave gravi è davvero grande. La focalizzazione degli strumenti sempre chiarissima così come realistica la gamma dinamica dei due corni, degli oboi, e del fagotto nel Divertimento in Fa maggiore. Il risultato é un'immagine dai contorni definiti e, contemporaneamente, ricca dell'energia dell'ambiente, la chiesa, che ospita questa sessione di registrazione senza mai eccedere in aloni troppo riverberanti che, altrimenti, inficerebbero la preziosità degli intrecci contrappuntistici, come purtroppo spesso accade. Una bella incisione sotto tutti gli aspetti. Ivano Scavino

Giudizio Tecnico: OTTIMO

Dinamica: 4

Sound Stage: 4

Equilibrio Tonale: 4

Dettaglio: 4

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