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Giovedì, 08 Febbraio 2007 12:56

Claire Martin/Richard Rodney Bennet

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CLAIRE MARTIN /RICHARD RODNEY BENNET.

WHEN LIGHTS ARE LOW.

SACD Linn AKD 260.

DDD. Stereo. Registrazione da studio.

Systems Two Studio, New York, 2005.

Prod: R.Cottle; Eng: C.Malcolm.


giudizio artistico: BUONO

Claire Martin è una delle più stimate voci del panorama jazz inglese; un’artista capace di fondere buone esecuzioni e alta classe. Ciononostante, la freddezza di molte sue esecuzioni e il carattere pop di molte sue produzioni non gli hanno mai permesso di superare a testa alta i confini europei, se non addirittura inglesi. Neppure la presente collaborazione con Richard Rodney Bennet, voce e pianoforte di grande classe, sembra destinata a sovvertire questo stato di cose.

Forse Claire Martin non ha lo spessore artistico di Cassandra Wilson o Patricia Barber o, più probabilmente, non ha alle spalle un team altrettanto buono e stimolante. Le composizioni sono tutte quante di livello elevato, ma sono spesso eseguite senza troppo feeling. Se negli album precedenti si avvertiva un’impegnativa ricerca di un proprio stile espressivo, in quest’ultima uscita discografica sembra che la Martin si sia ‘adagiata’ su uno stile di maniera, piacevole e un po’ retrò, poco innovativo, in cui risalta soltanto la sua voce superba e sensuale.

Simone Bardazzi


giudizio tecnico: OTTIMO

DINAMICA: 3

EQUILIBRIO TONALE : 5

PALCOSCENICO SONORO: 3

DETTAGLIO: 5

Ogni pubblicazione della Linn viene pensata, realizzata e diffusa per il mondo audiofilo e non solo.

Ultimamente, la componente ‘esoterica’ delle produzioni discografiche Linn non sembra essere all’altezza dell’hi-end degli hardware che costruisce. Anche questa registrazione di Claire Martin sembra navigare in acque lontane da quelle audiofile ‘tout court’. Si tratta, pur sempre, di un album ottimamente prodotto, ben curato, ma dotato di un sound poco realistico e per niente naturale.

La dinamica e il soundstage sono molto buoni, senza dubbio, ma non lasciano trasparire alcunché di vivo o di spumeggiante, che dovrebbe uscire in una registrazione di alta qualità. A rimediare quest’inconveniente ci sono le buone performance di parametri come dettaglio e bilanciamento, che rasentano l’orlo della perfezione, pur senza presentare niente di innovativo di eccitante. Simone Bardazzi

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