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Domenica, 07 Settembre 2014 00:00

Pierre Bolduc ascolta due ristampe dell'Età dell'Oro e scopre che non era tutto oro quello che luccicava nell'Età dell'Oro

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In genere noi audiofili associamo Khachaturian alla famosa Danza delle Spade, ma in effetti egli ha scritto tanta musica stupenda, ben orchestrata e facile da ascoltare, in quanto le autorità sovietiche insistevano brutalmente su questo punto. Assente qualunque accenno ai 'decadenti' Schoenberg o Webern (banditi dalle autorità sovietiche). Pur essendo armeno di nascita, Khachaturian seguì la strada indicata dai tradizionali sinfonisti russi, come Glinka e Borodin, senza mai dimenticare, comunque, le sue radici orientali

 

 

 

 

 

Due registrazioni dell'Età dell'Oro e non potrebbero essere più diverse: da una parte, una riedizione Classic Records da 200g di un LP RCA Living Stereo presentato nel1958, l'anno della nascita commerciale della stereofonia, riguardante due opere dell'era sovietica scritte per il teatro; dall'altra una rimasterizzazione digitale FIM/JVC di una classica registrazione Decca presentata in origine alla metà degli anni '60 nell'ambito della serie SXL6000 e che presente musica spagnola o ispirata alla Spagna; in più, l'LP e la rimasterizzazione su CD presentano immagini sonore decisamente differenti.
Iniziamo con la ristampa su vinile. I due lavori nella riedizione Classic Records da 200gr sono suite scritte come commento musicale di allestimenti scenici. Iniziami con la Masquerade Suite di Khachaturian. Basata sulla omonima piece del compositore russo Lermontov, parla di scommettitori e di un sontuoso ricevimento in maschera, ambientato in una Russia ricca e decadente del diciannovesimo secolo. La musica, come la piece, ritrae in line di massima la brillantezza e la sontuosità dell'evento, ma anche la gelosia e le rivalità tra le maschere. Uno dei movimenti della suite è stato reso popolare da Stanley Kubrick nel suo film 2001 Odissea nello Spazio.
In genere noi audiofili associamo Khachaturian alla famosa Danza delle Spade, ma in effetti egli ha scritto tanta musica stupenda, ben orchestrata e facile da ascoltare, in quanto le autorità sovietiche insistevano brutalmente su questo punto. Assente qualunque accenno ai 'decadenti' Schoenberg o Webern (banditi dalle autorità sovietiche).
Pur essendo armeno di nascita, Khachaturian seguì la strada indicata dai tradizionali sinfonisti russi, come Glinka e Borodin, senza mai dimenticare, comunque, le sue radici orientali. In effetti, la sua musica miscela il colore e l'eccitazione di Tchaikovsky con elementi di musica folk asiatica (riascoltate la Danza delle Spade e notate il basso martellante che pulsa in tutta la danza, alla maniera cosacca).
La Masquerade Suite è musica divertente, molto orecchiabile anche se oscilla tra il noioso (la Romanza) all'esplosivo (il Galoppo). Nei passaggi migliori l'orchestrazione di Khachaturian è colorita, ben scritta e sempre affascinante nei motivi. Il brano di apertura, Walzer, ha una melodia difficile da scordare, un tema che è un misto di luce
ed oscurità, più ossessionante che oscuro e molto dinamico: è come prendere la propria fidanzata per un walzer e farla roteare al punto che lei perde il controllo e si terrorizza. Il Waltz è diventato uno dei brani preferiti per i programmi di musica leggera, mentre il delizioso Notturno comprende un eloquente assolo per violino.
Ritmi coraggiosi dominano la Mazurca e il Galoppo finale è appropriatamente libero e gioioso, finanche rauco. Masquerade è stato scritto per il venticinquesimo anniversario della rivoluzione russa, per cui la musica doveva essere per forza un elemento celebrativo; in effetti l'intera composizione sarà una delizia per tutti coloro di voi che ancora non la conoscono.
Anche Kabalevsky (1904-1987) venne 'incoraggiato' a scrivere musica ottimistica di ampio fascino. La sua scrittura era abbastanza buona da spingere Toscanini a dirigere ripetutamente la sua ouverture Colas Breugnon (un brano famoso tra gli audiofili).
Seguono i Commedianti, nella stessa vena leggera. E' una gentile parodia della vita senza preoccupazioni di una compagnia di buffoni. E' composta da dieci episodi, tra cui il primo e l'ultimo particolarmente movimentati. Il brano di apertura, Prologo, stabilisce l'atmosfera gioiosa. Il pezzo comprende l'ormai tradizionale Marcia - una marcia veramente grottesca che ricorda Shostakovich - , un valzer ed un galoppo.
Questa è in linea di principio musica scritta pensando ai bambini, per cui il divertimento rimane, come dev'essere, superficiale. Per citare l'estensore delle note di copertina: «Due o tre brani offrono divertimento gentilmente lirico, ma in generale la musica è uno spiritato folleggiare. E' un mondo infantile di incessante andirivieni e allegri scherzi vacanzieri. Gli strumenti si divertono nella tessitura come acrobati ed i ritmi inciampano l'uno nell'altro come pagliacci.»
Sono disponibili molte registrazioni moderne di entrambi i lavori, ma devo ancora sentirne una che combini la verve e lo spirito come le letture nel disco recensito. Riguardo Masquerade, un'alternativa che mi viene in mente è la versione di un altro direttore russo, Vassily Sinaisky su Chandos (CHAN 10052). Delle due, io preferisco quella di Kondrashin. La sua è un'interpretazione più libera, in cui gli elementi esplosivi non sono mai eccessivamente enfatizzati. Egli comprende veramente l'umore e l'umorismo delle commedie a cui questi due pezzi musicali si ispirano.
Il galoppo lo vede al suo meglio: una lettura dinamicamente contrastata che mette in luce l'umor nero che sottolinea gli spartiti come mai Sinaisky riesce a fare. Chandos offre anche un altro titolo, una specie di CD introduttivo alla musica di Khachaturian (CHAN 2023): le letture sono più adatte al carattere della musica che non quelle di Sinaisky, senza dubbio perché il direttore in questo CD è Neeme Jarvi (il padre di Parvo Jarvi, che registra per Telarc ma che non ha ancora raggiunto le vette interpretative di suo padre, ad essere gentili ).
E' possibile trovare la Suite Masquerade completa su questo disco, insieme a quattro movimenti da Gayaneh (tra cui la Danza delle Spade) e la seconda suite da Spartacus.
Come ho già detto, queste performance offrono un'esecuzione più incisiva di quelle nel disco di Sinaisky e sono nel complesso preferibili per quell'idioma particolarmente russo che Jarvi padre infonde in questi spartiti. Il suono nelle due stampe Chandos è tipico di questa etichetta: riverbero aggiunto ma dinamico. La loro firma sonora è simile a quella della ECM, un po' artificiale.
La registrazione Decca de El Amor Brujo di De Falla è uno dei classici della serie Decca SXL 6000. Ho sentito spesso Fruehbeck De Burgos, il direttore, a Montréal, dove egli è stato direttore artistico per molti anni, e posso confermarvi che nella musica spagnola egli è uno dei nomi più illustri. Sia El Amor Brujo che l'Intermezzo dalle Goyescas di Granados ricevono una lettura appassionata, più coinvolta di quella della versione di Reiner su RCA Living Stereo ("Spain", disponibile su CD, LP Classic Records e SACD RCA Living Stereo). La lettura di Reiner è più puramente orchestrale, con un'esecuzione di insieme di straordinaria raffinatezza, ma secondo me De Burgos ha un miglior feeling con la musica ed in effetti l'orchestra rende le lunghe linee con più sensualità e le tracce eccitanti come la Danza Rituale del Fuoco sono in effetti eseguite con più fuoco. Anche le letture dei due pezzi di Ravel sono scure e sensuali.

Qualità sonora
Ed eccoci alle caratteristiche sonore delle due ristampe. Quanto è buono questo RCA Living Stereo? Italo Adami lo ha inserito nella sua dozzina di registrazioni Living Stereo preferite. Penso anch'io che sia una registrazione molto buona ma, come Italo, anch'io ho dei dubbi riguardo alla ristampa in confronto all'edizione originale. Devo dire che non sono sicuro che l'originale appartenga al gruppo dei migliori titoli del catalogo Living Stereo, ma ha dei pregi che la ristampa non ha conservato (vedere il lungo discorso di Italo sul catalogo RCA Living Stereo, AS 2). Quando considera la ristampa da 180g, Italo menziona un'immagine parecchio lateralizzata che questa riedizione da 200g non ha corretto. La ristampa da 200g offre un soundstage ancora debole nella zona centrale, forse un tantino meno della precedente ristampa da 180g.
L'ultima ristampa da 200g offre maggiore dettaglio, basse frequenze migliori ed una gamma media leggermente più aperta della vecchia edizione da 180g. Detto questo, non credo che né l'originale, né le due ristampe abbiamo la qualità olografica dei migliori Living Stereo come la Sheherazade di Reiner o i Quadri ad un'Esposizione o, ancora, Venice. La risoluzione del dettaglio è ottima ma non al livello di quella di Gaité Parisienne. Ha una buona dinamica ed il genere di presenza che ci si aspetta dai migliori RCA, comunque.
Come nel caso dell'edizione originale, Masquerade è meno aperta e trasparente dei Commedianti. Quest'ultima composizione è stata registrata con una risoluzione del basso leggermente migliore ed ha più apertura ne medioalto. La registrazione Decca è senza dubbio quella caratterizzata dal miglior suono tra quelle qui discusse. Il soundstage è veramente incredibile, vicino, spazioso, profondo, con ciascuna sezione orchestrale scolpita in una tessitura orchestrale generale viva e pulsante. Il bilanciamento è quasi perfetto, la linea del basso sempre pulita e vivace, i legni colorati e gli ottoni perforanti e molti presenti quando occorre. Il lavoro di Winston Ma è di gran classe, migliore di qualunque altra rimasterizzazione Decca di questo CD che io abbia mai sentito. Normalmente non sono troppo entusiasta delle rimasterizzazioni JVC, ma so per certo che i giapponesi non hanno toccato il master analogico: il vero nastro è stato rimasterizzato da Paul Stubblebine negli Stati Uniti e poi trasferito in Giappone. Risultati eccellenti: ecco un'occasione per conoscere un Decca serie 6000 di gran classe.
Pierre Bolduc


KHACHATURIAN/KABALEVSKY.
MASQUERADE/THE COMEDIANS. RCA Victor Symphony Orchestra, Kiril Kondrashin. LP 200gr Classic Records/RCA Living Stereo LSC 2398. Stereo. Studio. Manhatten Center 1958. Prod: R.Mohr. Eng: L.Layton.
www.soundandmusic.com

FALLA/GRANADOS/RAVEL. EL AMOR BRUJO/GOYESCAS/PAVANE POUR UNE INFANTE DEFUNTE, ALBORADO DEL GRACIOSO. The New Philharmonia Orchestra, Fruhbeck de Burgos. CD FIM/Decca LIM K2HD 023. Stereo. Studio. Kingsway Hall, London. 1966. Prod: R. Minshull. Eng: K. Wilkinson.
www.soundandmusic.com

 

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