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Martedì, 01 Ottobre 2013 10:00

Scoprire AudiophileSound In evidenza

Se ancora non conoscete AudiophileSound, la rivista che dal 1999 si occupa dell'alta fedeltà sia sul lato hardware che sul lato software, permetteteci di presentarla nella più semplice delle maniere:

Contenuti: rivista di musica e riproduzione audio; ogni numero è venduto  con CD allegato.

Periodicità: mensile (10 numeri all'anno)

Disponibile: in edizione cartacea con cd allegato; edizione elettronica con download file del cd in risoluzione cd; edizione elettronica senza download file del cd.

Dove e come comprare Audiophile Sound: www.audiofileshop.com

 

La Filosofia atipica

Questo non è un sito web ordinario come la nostra rivista, Audiophile Sound, non è una rivista ordinaria. Se andate a vedere qual'è la nostra incisione audiofila della settimana, vedrete che si tratta di un'incisione mono. Siamo tutti impazziti?

Dopotutto non è forse vero che si associa il concetto di audiofilia quasi esclusivamente alle incisioni che offrono il massimo range dinamico, la più ampia estensione in frequenza, il massimo dettaglio di risoluzione e il bilanciamento più naturale? Non è questo lo scopo dell'audiofili? Ne è la più banale definizione ma forse quella prevalente presso la comunità degli audiofili.

Non mi credete? Pensateci su e permettetemi di darvene un esempio. Gran parte degli LP hanno una frequenza tarata a 50 Herz. Lo so perchè gente di cui mi fido me lo ha confermato personalmente: James Lock, "chief recording engineer" della Decca, Jack Pfeiffer, l'uomo che ha creato il catalogo Living Stereo e un cospicuo nucleo di ingegneri che ho conosciuto nel corso degli anni (come Tim de Pavaracini, delle ristampe Chesky, John Newton, quello di tutti i riversamenti in SACD della RCA Living Stereo, Michael Hobson e Bernie Grundman, il cui studio ha rimasterizzato il 95% delle ristampe Classic Records e la lista potrebbe continuare).

Ma quindi dov'è situato il basso sul vinile? Non è forse vero che un contrabbasso scende fino a circa 32 Herz? Se è così, e lo è, il vinile non dovrebbe poter riprodurre con esattezza il pizzicato di un contrabbasso di un gruppo jazz, il contrabbasso di un orchestra, la grancassa, le note più profonde dell'organo ecc. Eppure non ho mai sentito un distributore, un commerciante o un critico, con poche eccezioni che si possono contare sulle dita di una mano, affermare che il vinile sia un formato che produca bassi scadenti. Secondo i più esperti un basso autentico può essere riprodotto solo dal vinile. Ecco perchè alcuni audiofili arrivano a spendere fino a 10.000 euro per un fonorivelatore.

Ciò non significa che un impianto hi-fi non riesca a riprodurre dei bassi profondi, significa solo che i migliori LP sono limitati dalle intrinseche limitazioni legate al sistema di riproduzione su vinile. Naturalmente esistono anche alcuni LP che riescono a scendere fino alla regione dei 30-35-Khz, ma sono davvero pochi. Credo che il 99% di tutte le registrazioni fatte prima degli anni Ottanta siano state filtrate a 50 Hz e che tutti gli LP, vecchi e nuovi, siano ancora stati filtrati a 30 Hz. Se credete che il vostro sistema basato su vinile riesca a riprodurre fedelmente una grancassa o le note più basse di un organo, significa che credete anche a Babbo Natale. Il sistema di riproduzione su vinile non è in grado di farlo, anche se il vostro sistema - casse, pre e finale, cd - ci riesce.

Ma ciò cosa comporta? Comporta che non potete riprodurre quello che non c'è. Se ci riuscite. beh, significa che non si tratta di un basso. di sicuro non lo è: è la distorsione che vi dà l'illusione di stare ascoltando il basso. Però, detto questo, non pensiate che il tentativo di riprodurre correttamente delle frequenze basse sia tempo perso: non lo è. Significa solo che la consapevolezza che il vinile sia povero di bassi può aiutarvi a capire i punti di forza e le debolezze dei vari formati oggi in commercio; può aiutarvi a capire quando un critico sta dicendo cose senza senso e a identificare una vera "grande incisione".

La registrazione e la riproduzione della musica sono processi molto complessi ed è l'obiettivo di questa rivista e di questo sito, non solo di recensire le ultime novità audiofile, ma anche di aiutare i lettori a capire cosa fa grande un'incisione e cosa no. Audiophile Sound si occupa essenzialmente di recensire CD, SACD, DVD-A, LP e, in futuro, ogni altro supporto che riterremo possedere qualità di suono audiofile. Non si tratta, tuttavia, di una semplice rivista di valutazioni sulle ultime novità: è nostra intenzione chiarire i diversi aspetti riguardanti l'arte della registrazione e della riproduzione della musica.

Per capire cosa costituisce una vera registrazione di alto livello bisogna avere dei punti di riferimento, e i nostri sono costituiti dalla musica per come suona su strumenti acustici in condizioni reali. Quanto spesso si sente parlare gli operatori del settore del cosiddetto "suono Krell", del "suono Naim" ecc. a proposito del suono riprodotto di riferimento? Secondo me sono affermazioni del tutto insensate. I componenti, per quanto complicati e costosi siano, non possono riprodurre la musica con una fedeltà del 100%; possono solo avvicinarvisi, e spesso tali approssimazioni sono ancora a distanza abissale dalla realtà. Ecco perchè è così importante per i lettori capire i limiti di un'incisione o di un sistema di riproduzione: perchè solo apprezzando i limiti della riproduzione sonora che si può davvero capire il significato dell'audiofilia.

In tal senso, la nostra definizione di audiofilia è aperta. Certo, concerne l'amore per i suoni, ma è anche collegata al concetto di riproduzione ad alta fedeltà; è l'amore per una riproduzione del suono che si avvicini al massimo alla musica dal vivo; e tale approssimazione si evolve continuamente così come si evolvono i concetti e le metodologie.

Dunque essere un vero audiofilo significa, per definizione, essere di mente aperta e ricettiva nei confronti delle idee nuove. Non tutte le novità sono necessariamente buone, ecco perchè la cosa più importante è avvicinarci alle novità che sfidano le soluzioni convenzionali. In questa rivista troverete proprio questo tipo d'idee: quelle che si pongono in antagonismo con lo status quo.

Contenuti e configurazione di AS

Nonostante la rivista non sia rigidamente articolata in sezioni, possiamo a grandi linee individuare cinque parti principali che formano l'ossatura di Audiophile Sound.

In primo luogo, la parte del "news", che conterrà un'ampia sezione dedicata alle novità hardware, alle nuove masterizzazioni, e una serie d'informazioni generali sui nuovi sviluppi tecnologici nell'ambito dell'industria discografica.

Ci sarà poi una sezione dedicata al CD che accompagnerà ogni numero della rivista, che presenterà un'approfondita analisi, traccia per traccia, delle qualità tecniche della registrazione.

Poi le interviste con gli artisti e i protagonisti del mondo software audiofilo, e articoli su argomenti d'interesse generale, incluso il "PB Corner", che è la pagina dove io stesso scrivo su ultimi sviluppi, scoperte discografiche ecc.

Senza dimenticare la rubrica della "Stampa estera".

Nonostante si tratti fondamentalmente di una rivista che si occupa di incisioni, abbiamo stipulato diversi accordi con riviste straniere al fine di pubblicare in italiano alcune loro recensioni approfondite di alcuni nuovi e importanti componenti hi-fi

L'ultima sezione è dedicata alle recensioni, all'interno della quale troverete le recensioni di CD e di LP di musica classica e non classica articolate su due livelli, quello artistico e quello tecnico.

Periodicità

AS uscirà in undici numeri l'anno a partire da Settembre 2006.

Il compact disc allegato

Ciascun numero della rivista conterrà un CD allegato di qualità audiofila. Tutti i numeri arretrati sono in vendita con il loro CD allegato. Sul sito dedicato alla vendita online www.audiofileshop.com sarà anche possibile acquistare i CD e la rivista in formato digitale.

La scelta del materiale da recensire

La filosofia che anima molte riviste, oggi, è che non ha senso pubblicare recensioni che siano critiche negative nei confronti dei prodotti. Meglio concentrarsi su ciò che si può raccomandare, in tal modo non si sprecano articoli e il consumatore ne trarrà vantaggio in quanto c'è più spazio nella rivista per i prodotti raccomandati.

Ovviamente questo modo di pensare è insensato. Noi, infatti, non abbiamo alcuna intenzione di adottare una simile politica restrittiva: il nostro scopo sarà quello di abbracciare quanto più è possibile. Audiophile Sound è una rivista di settore, e come tale deve recensire ciò che è disponibile sul mercato.

Le nostre risorse, tuttavia, non sono illimitate. È chiaro che non possiamo recensire tutti i dischi che vengono pubblicizzati come prodotti audiofili. Bisognerà fare delle scelte, e se queste scelte devono riflettere quello che dovrebbe essere una rivista di settore, dovranno essere fatte seguendo criteri ben definiti.

Quando la rivista apparve per la prima volta, nel 1997, avevamo stilato un elenco di una trentina di marchi che ritenevamo degni dell'appellativo di audiofilo: Acoustic Music Records, Alto Editions, Analogue Productions, Audioquest Music, Blue Note Records, Chesky Records, Clarity Recordings, Classic Records (Living Stereo, classico e non-classico), Verve, Columbia/Epic, Rock the House, Jazz Planet, London Blueback, Clarius Audi, DCC, Delos, Denon, Dorian, Fonè, Golden String, Impulse Jazz, Linn Records, Lyrita, Mercury. m.a. Recordings, Mobile Fidelity, Sound Lab (OMR), Opus 3, PopeMusic, RCA Living Stereo, Reference Recordings, Sheffield lab, Speaker's Corner, Stereophile, Super Analog Disc, Telarc, Three Blind Mice, Walter Lily Acoustics, Wilson Audio, Windham Hill, JVC XRCD. È ancora a un simile criterio che intendiamo orientare le nostre recensioni.

Alcune etichette sono scomparse (PopeMusic, DCC, Denon, Dorian, Sheffield Lab, Wilson Audio ecc.), mentre altre hanno avuto fortuna, come la JCX XRCD; altre ancora sono apparse nuove sul mercato, come Pure Audiophile, Clearaudio e la rinata OMR , solo per citarne alcune.

Poi ci sono etichette che a nostro giudizio producono spesso dischi di qualità tecnica altrettanto elevata di quelle delle etichette sopra elencate, ma che non vengono comunemente ritenute etichette audiofile. Prima le cosiddette indipendenti: Astrée, Auvidis, Chandos, ECM, Gimell, Harmonia Mundi France, Hyperion, Nimbus, Red Records, Symphonia, Testament, Pierre Verany; poi le etichette delle major, ovvero quelle EMI/Blue Note, Virgin, Sony, Polygram (Deutsche Grammophon, Philips, Decca, L'Oiseau-Lyre), Warner e BMG (classico e non classico). Da tutte queste etichette abbiamo deciso di selezionare i titoli più importanti; per quanto riguarda l'aspetto tecnico saranno giudicate come tutti gli altri prodotti nella rivista. Non è una politica perfetta, ma è trasparente, e abbraccia la maggior fetta possibile di quanto offre il mercato.

Le recensioni e la filosofia della rivista

Le recensione sono divise in due parte, la parte artistica e la parte tecnica ovvero le caratteristiche tecniche delle registrazioni. Abbiamo individuato quattro parametri tecnici che vengono spiegati nella prima pagina delle "Reviews", la sezione dedicata alle recensioni, e che determinano il giudizio tecnico globale di ciascun prodotto recensito. Un giudizio "AS TOP" significa una qualità eccezionale tanto dal punto di vista tecnico quanto da quello artistico. Ciò significa che una qualità tecnica eccezionale da sola non sarà sufficiente per meritarsi un "AS TOP".

I giudizi tecnici sono stati fatti con grande severità: questo spiega perché molti CD cosiddetti audiofili hanno ricevuto giudizi bassi. Un "buono" in "Audiophile Sound" equivale probabilmente ad un ottima recensione altrove. Noi pensiamo che sia ora di smettere di ripetere fino alla nausea che è tutto oro quello che luccica. E questa è l'unica via per promuovere quei prodotti che davvero meritano di essere raccomandati.

Il nucleo della nostra filosofia è la premessa fondamentale che la percezione del suono non può essere dissociata dalla produzione del suono vero, quello live. Può cambiare in relazione agli strumenti, all'ambiente, alla posizione di chi ascolta rispetto agli strumenti, alle condizioni climatiche o quant'altro. In ogni modo il suono di un violino, o di una sezione di percussioni, o di un sassofono così come lo si ascolta in un ambiente reale, e non in un asettico studio, è il suono che questa rivista intende promuovere, e che riconoscerà come il vero suono.

Pierre Bolduc

Per qualsiasi informazioni: Pierre Bolduc: 392-8506715; Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

 

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